Meningite, boom di prenotazioni per il vaccino. A rischio scorte negli ospedali

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 31 Gen 2017 alle ore 8:29am

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Dopo l’escalation della paura per cause di morte accertata da meningite e il boom di prenotazioni previste per la vaccinazione con lo sconto, ora arriva anche il rischio di mancanza di dosi da somministrare.

Per il quadrivalente, che protegge dai ceppi ACWY, la Regione Lombardia ammette infatti, una certa criticità di approvvigionamento. La lettera è stata inviata alcuni giorni fa agli ospedali lombardi dai vertici dell’ufficio di Prevenzione, guidato da Maria Gramegna: «Sono sostanzialmente esaurite le possibilità di emettere ordinativi di fatturazione».

Cosa che ci fa pensare subito che la Regione Lombardia, ad esempio, come del resto anche altre, non possono fare altri ordini fino a metà aprile: devono bastare quelli che sono ancora in giacenza, nella stima delle reali necessità.

Le vaccinazioni a prezzi calmierati in Lombardia sono ormai iniziate quasi ovunque, come stabilito da un provvedimento del 29 dicembre firmato dall’assessore alla Sanità, Giulio Gallera.

Il vaccino antimeningococco B viene offerto al prezzo di 84,50 euro; l’anti C a 21 euro e l’anti A-C-W135-Y a 45,50 euro.

Il farmaco viene messo a disposizione al prezzo di costo, più 9,95 euro per la somministrazione. Un modo questo per fronteggiare l’incubo da meningite che, partendo dalla Toscana dove c’è un picco di casi, si è diffuso anche in Lombardia (soprattutto dopo la morte nel giro di quattro mesi di due studentesse di Chimica dell’Università Statale) e in altre regioni d’Italia.

Il numero di richieste arrivate finora è certamente superiore ad ogni aspettativa: nel primo giorno di attivazione dei centralini, solo a Milano città, sono arrivate oltre 1.500 chiamate al numero verde 800.638.638 (o, dal cellulare, allo 02.999599); dopo una settimana 5.500. In questo contesto il primo problema da risolvere è quello di riuscire a dare appuntamenti a stretto giro di posta, senza farli slittare ulteriormente.