Estate e rischio punture di medusa: cosa fare?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Giu 2017 alle ore 10:40am


Con l’arrivo dell’estate aumenta puntuale anche il pericolo di essere punti da meduse.

In appena sei anni, dal 2009 al 2015, gli avvistamenti lungo le coste italiane sono stati di oltre 10 volte, con il picco più alto registrato nel 2013.

La causa del loro proliferare è da attribuire a diversi fattori, tra cui l’effetto serra, che porta le specie tropicali nel Mare Nostrum, la pesca eccessiva (che riduce di fatto le specie che competono per l’alimentazione), e l’aumento della disponibilità di substrati adatti all’insediamento della fase iniziale del loro ciclo biologico.

Grazie al progetto “Occhio alla medusa”, che ha coinvolto in primis i cittadini italiani, si è passati da 300 a circa 3000 avvistamenti. La distribuzione sulle coste italiane dipende soprattutto dalle specie che trovano habitat più favorevoli in zone diverse.

Ma cosa fare quando si viene a contatto o punti da una medusa?

I sintomi del pizzico della medusa sono bruciore e prurito. Uscire subito dall’acqua, e con tranquillità, è la prima cosa da fare.
Poi è bene restare calmi perché aiuterà a non far aumentare l’adrenalina nel sangue, che farebbe peggiorare la situazione. Viaggiare più velocemente le tossine della medusa nel sangue.

Se a essere punto è un bambino, calmatelo spiegandogli che è normale e che tutto passerà presto, accompagnandolo fuori dall’acqua senza farlo spaventare e allarmare.

Assicuratevi di non avere pezzi di medusa addosso, e lavate subito con acqua di mare la parte interessata.

Evitate di sciacquarvi con l’acqua dolce, potrebbe favorire la diffusione delle tossine rilasciate dai tentacoli.

Cercate di resistere alla tentazione di grattarvi, peggiorereste solo la situazione.

La puntura di medusa non è in genere molto pericolosa, ma dipende certamente dal tipo di medusa che vi ha toccati. Bruciore e prurito sono causati da sostanze che le meduse hanno nei propri tentacoli.

La sensazione che si presenta è quella di una ustione leggera, che di solito dura qualche ora o al massimo pochi giorni. Si nota subito un certo arrossamento nella parte interessata, e piano piano compaiono anche piccole bollicine.

Se notate sintomi diversi e più preoccupanti, come reazione cutanea estesa, sudore eccessivo, difficoltà respiratorie, meglio chiamare subito il pronto intervento, perché potrebbe trattarsi di shock anafilattico, una reazione allergica grave alla puntura di medusa. Di norma, comunque, le conseguenze del pizzico della medusa non sono gravi, solo un grande fastidio, che ha comunque la sua terapia e i suoi rimedi. Vediamo quali.

Per curare le punture di medusa bisogna innanzitutto sbarazzarsi di una credenza che riguarda il rimedio della nonna: l’urina non risolve il problema, è un rimedio naturale che si rivela inefficace perché secondo gli esperti la pipì non ha la chimica giusta per lenire le conseguenze di una puntura. Anche l’ammoniaca serve a poco, perché sia efficace si dovrebbe raggiungere una temperatura di 40 o 50 gradi. Il rimedio più efficace è un gel al cloruro di allumino, con una concentrazione di almeno il 5%: è in grado di bloccare subito la diffusione delle tossine e far diminuire bruciore e prurito. Se invece state cercando dei rimedi naturali, puntate su impacchi di bicarbonato di sodio, oppure sciacqui con aceto bianco: l’acidità dell’aceto blocca le tossine impedendone la diffusione.

Se a essere punti sono i bambini, è meglio procurarsi in farmacia un tubetto di gel al cloruro di alluminio, per essere pronte a ogni evenienza.

Sì anche a applicazioni di gel all’aloe vera o pomata alla calendula.