Diabete e obesità: l’Anci invia una lettera aperta ai sindaci italiani

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 04 Lug 2017 alle ore 10:16am

L’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani, chiede ai primi cittadini di fare rete per attuare politiche rivolte alla tutela della salute dei cittadini.

Una lettera aperta ai sindaci italiani indirizzata da Antonio De Caro, presidente Anci e sindaco di Bari, Enzo Bianco, presidente del consiglio nazionale Anci e sindaco di Catania, e lo stesso Pella, affinché creino reti di collaborazioni per tutelare la salute dei cittadini. In particolare i tre mittenti, in rappresentanza del Gruppo di lavoro dell’associazione su “Urban health”, hanno sollecitato i colleghi ad attivarsi per creare connessioni fra pubblico e privato in grado di mettere in atto politiche urbane che abbiano come priorità la salute dei cittadini, impegnandosi nel prevenire le malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, per fronteggiare questa emergenza.

La lettera aperta, condivisa e firmata anche da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, Andrea Lenzi, presidente di Health City Institute, Giovanni Malagò, presidente del Coni, e Simona Arletti, presidente della Rete italiana città sane dell’Oms, ha posto l’accento sul crescente aumento di casi di inurbamento e sul loro legame con lo sviluppo di alcune patologie. “I fenomeni del crescente inurbamento e della conseguente urbanizzazione – ha detto Lenzi – sono legati a doppio filo con un altro accadimento: la crescita drammatica delle malattie croniche non trasmissibili, come diabete e obesità, provocata anche dalle modifiche agli stili di vita alimentari e fisici”. Le stime rivelate dallo specialista parlano di 415 milioni di persone che in tutto il mondo vivono con il diabete (mentre erano solo 285 milioni nel 2010) e di oltre 2,2 miliardi gli esseri umani sovrappeso o obesi. Numeri importanti che fotografano, affermano i firmatari, una situazione “che riguarda anche il nostro Paese, come viene rilevato dai dati del ministero della Salute e dell’Istat. Per questo chiediamo – conclude la missiva – di porre come priorità la salute e che la stessa sia nelle agende e nelle strategie del buon vivere nelle nostre città”.