Il medico militare colonnello Ennio Lettieri – tre volte in missione in Kosovo, alla direzione dell’infermeria della base Kfor di Pristina nel 2016 – in occasione della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito ha spiegato che i nostri militari bevono anche acqua cancerogena.

Lettieri, colpito da un tumore (come da lui stesso riferito) dopo il rientro in Italia dalla missione in Kosovo, ha voluto lanciare un allarme, far sapere alla commissione parlamentare presieduta da Giampiero Scanu che ci sono tante disfunzioni nei controlli e nel sistema di prevenzione delle salute dei nostri militari in missione all’estero.

Lettieri ha anche messo in risalto che costoro sono costretti a respirare aria fortemente inquinata, proveniente da una centrale a carbone. E, in alcuni casi, privi dell’idoneità sanitaria necessaria, avendo anche spesso malattie molto serie, e pertanto non idonei a quel tipo di lavoro.

Infine, Lettieri ha segnalato anche la “Mancanza assoluta del documento di ‘valutazione rischi’ obbligatorio per legge nelle basi militari italiane in Afganistan, Libano e Kosovo alle quali avevo partecipato”.

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