E’ arrivato il vademecum per le famiglie, le Asl e le scuole in merito alla nuova legge sui vaccini obbligatori. Il ministero alla Salute ha pubblicato la circolare che spiega il provvedimento nel giorno in cui si è fatta più rumorosa la protesta dei sindaci dell’Anci riguardo a un aspetto della norma.

Ma quali sono le 10 vaccinazioni obbligatorie?

Ebbene, il decreto introduce come obbligatorie l’anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, e anti emofilo B (esavalente) che si fanno al terzo mese di vita. Successivamente seguono anti morbillo, parotite, rosolia e varicella. Non tutti i bambini nati dal 2001 al 2017 dovranno però farle tutte, per ogni classe di età verranno considerate solo le vaccinazioni previste a suo tempo dal piano vaccinale. Va specificato che l’obbligo vale anche per i richiami.

Il punto conteso dall’Anci. Il tema è quello, fondamentale, della certificazione delle vaccinazioni fatte. Per entrare a scuola bisogna presentare alle scuole i documenti che attestano il rispetto del calendario, a seconda dell’età. “Non costringiamo le famiglie a fare code e il personale scolastico a valutare la documentazione”, dice il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. “E’ necessario definire una procedura standard. Non si può scaricare sulle spalle del personale delle istituzioni scolastiche comunali o su quelle dei genitori, già gravate da molti pesi, il compito di raccogliere autocertificazioni e certificazioni che peraltro chi riceve non è in grado di valutare. La strada per l’applicazione della legge sui obbligatori può essere molto più semplice, si tratta solo di tracciarla: le scuole forniscono gli elenchi degli iscritti alle Asl e le Asl verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni”.

Tale meccanismo, nella circolare è previsto a partire dall’anno scolastico 2019-2020. Per quest’anno e entro il 10 settembre le famiglie devono andare dal pediatra o all’azienda sanitaria a prendere tutte le certificazioni e poi portarle alla scuola per l’iscrizione.

Le 10 vaccinazioni obbligatorie. Il decreto introduce come obbligatorie l’anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, e anti emofilo B (esavalente) che si fanno al terzo mese di vita. Seguono anti anti morbillo, parotite, rosolia e varicella. Non tutti i bambini nati dal 2001 al 2017 dovranno però farle tutte, perchè per ogni classe di età verranno considerate solo le vaccinazioni previste a suo tempo dal piano vaccinale. Va specificato che l’obbligo vale anche per i richiami.

Bambini immunizzati: chi ha preso una malattia e è immunizzato “naturalmente” adempie all’obbligo vaccinale di solito attraverso la somministrazione di vaccini in formulazione monocomponente. Se però questi non sono disponibili in commercio, la profilassi può essere completata con vaccini combinati, “che non sono controindicati nei soggetti che hanno già contratto la malattia”. I vaccini possono essere comunque omessi o differiti se c’è un pericolo per la salute dell’individuo, colpito da una malattia cronica o momentanea che rende pericolosa l’utilizzo di quei farmaci.

Presentazione dei documenti alle scuole: “I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni e del minore straniero non accompagnato, a richiedere ai genitori” di presentare la documentazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie. Va presentata la copia del libretto vaccinale vidimato dalla Asl o il certificato vaccinale oppure l’attestazione della Asl che dice che il bambino è in regola o comunica l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie per motivi di salute. E’ anche possibile presentare la prenotazione delle dimostrazioni mancanti presso i servizi dell’azienda sanitaria. La documentazione va presentata entro il termine previsto per l’iscrizione a scuola (salvo che per l’anno in corso). Un’altra possibilità è quella di presentare un’autocertificazione della regolarità delle vaccinazioni per potersi iscrivere. Poi c’è tempo fino al 10 di luglio di ogni anno per portare la documentazione originale.

Anno scolastico 2017-2018: quest’anno la documentazione alla scuola va’ presentata entro il 10 settembre per nidi e materne e entro il 31 ottobre per le scuole dell’obbligo.

Asl: “La ASL territorialmente competente – è scritto nel documento – supporterà i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie nella valutazione dello stato vaccinale dei minori, con modalità organizzative decise a livello regionale o locale, anche mediante la sottoscrizione di convenzioni e accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, con lo scopo di semplificare gli adempimenti in capo alle famiglie e alle istituzioni scolastiche, nel rispetto della normativa”.

Mancato adempimento: l’Asl accerta chi non rispetta l’obbligo di fare la vaccinazione, controllando l’anagrafe sanitaria dove confluiranno anche i dati delle iniezioni fatte da pediatri e medici di famiglia. A quel punto avvierà la procedura per fare il recupero della vaccinazione. Il ministero invita le Regioni a predisporre prima possibile quella procedura dai medici e pediatri convenzionati. Se una Asl accerta che un bambino non è in regola, convoca subito la famiglia e la invita a vaccinare, consegnando anche relativo materiale informativo. Se i genitori non rispondono, vengono riconvocati a mezzo raccomandata in cui vengono invitati a colloquio. Se i genitori non si presentano o comunque dopo aver fatto il colloquio non vaccinano il figlio, viene contestato loro l’inadempimento dell’obbligo vaccinale. A quel punto scatterà la comminata sanzione da 100 a 500 euro. Sanzione che riguarderà tutti gli eventuali vaccini mancanti non sarà comminata ogni volta all’inizio di ciascun anno scolastico se la violazione resterà la stessa. Caso diverso è se la violazione riguarderà un altro vaccino. Se l’inadempienza riguarderà un bambino che va al nido o alla materna, scatterà il divieto di frequentazione.

Farmacie: qui si potranno prenotare le vaccinazioni mentre medici di famiglia e pediatri contribuiranno non solo vaccinando ma anche facendo opera di diffusione di informazioni riguardo a questa pratica sanitaria.

Novità per l’anno scolastico 2019-2020; si punta a semplificare il sistema per le famiglie e per le scuole. Come visto da quell’anno “i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, sono tenuti a trasmettere alle Asl territorialmente competenti, entro il 10 marzo di ogni anno, l’elenco degli iscritti, per l’anno scolastico o per il calendario successivo a quello corrente, di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati. Le Asl provvederanno a restituire gli elenchi, entro il 10 giugno, indicando i soggetti non in regola con gli obblighi vaccinali che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione alla Asl competente”. In questo modo le famiglie non dovranno più fare niente, penseranno a tutto i servizi pubblici.

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