Ischia: Ciro, 17 ore nel buio a 11 anni, dava coraggio al fratello più piccolo. Una medaglia dal ministro Pinotti

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Ago 2017 alle ore 10:32am

«Il mio primo pensiero quando ho rivisto la luce è stato Dio. Allora davvero esiste, ho pensato». Con queste parole Ciro Marmolo, 11 anni, il «bambino eroe» dagli enormi occhioni neri, l’ultimo dei tre fratellini ad essere salvato, estratto vivo dopo 17 ore sotto le macerie della palazzina crollata in seguito al terremoto che ha devastato Casamicciola sull’isola d’Ischia, il 22 agosto scorso, ai microfoni di TV Luna ha raccontato cosa ha pensato quando ha rivisto la luce.

«Quando ho saputo che il più piccolo dei miei fratelli stava bene mi sono fatto coraggio e ho detto: ce la devo fare».

Poi il raccontato di quelle ore terribili, piene di paura e di angoscia. Il coraggio e la forza di resistere, di tenersi sveglio, di dare forza al fratellino. Rincuorarlo a resistere.
Le parole e la bravura dei pompieri che lo hanno salvato, con i quali vorrebbe tanto andarsi a mangiare presto una pizza.

Ciro è ricoverato all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Con lui, in una grande stanza colorata ci sono la mamma Alessia, al quinto mese di gravidanza, in attesa di una bambina e i fratellini Pasquale (7 mesi) e Matias (8 anni).

La donna guarda i suoi figli e dice: «Ho capito che quella notte maledetta è intervenuta la mano di Dio a salvarci. Ho imparato ad apprezzare la vita».

In giornata Ciro verrà trasferito all’ospedale Santobono di Napoli. Sono necessarie per lui indagini specialistiche, visto che ha un piede schiacciato.

I fratelli più piccoli di Ciro, Mattias, di 8 anni, e Pasquale, di 7 mesi, dovrebbero invece essere dimessi in giornata. Dove andranno?
Hanno perso tutto.

Anche la loro madre Alessia è ancora ricoverata.

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti in visita a Ischia, ha incontrato la famiglia sfuggita alla morte e Ciro, il piccolo eroe, al quale ha consegnato una medaglia al valore.

«Ho portato anche un orsetto a lui e al fratellino più piccolo, Matthias, e altri gadget delle forze armate», ha spiegato ieri il ministro. «Ciro era consapevole di aver vissuto un momento molto importante per la sua famiglia e dopo aver avuto tanta forza si è anche mostrato preoccupato per il suo piede, ha voglia di ricominciare a camminare, ha dimostrato grande carattere, grande cuore».

L’augurio è quello, da parte di tutta l’Italia, che questa famiglia possa trovare presto la serenità, ricevere un aiuto da parte delle istituzioni a ritornare ad una vita normale.