L’identikit dei nuovi italiani: in maggioranza la comunità romena

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Ago 2017 alle ore 9:00am

La Fondazione Leone Moressa ha cercato di capire quale sarebbe lo scenario qualora dovesse passare lo ius soli e lo ius culturae.

Ebbene, secondo una stima dei ricercatori, i beneficiari della riforma sarebbero 800.600 ragazzi, circa l’80% dei minori stranieri residenti in Italia. A questi si aggiungerebbero 58.500 potenziali beneficiari ogni anno.

Le nuove norme, approvate il 13 ottobre 2015 alla Camera, introducono due principi: con lo ius soli consistente nel diritto alla cittadinanza italiana a chi è “nato nel nostro Paese da genitori stranieri, di cui almeno uno in possesso del permesso Ue di lungo periodo”; e lo ius culturae, al “minore straniero, nato in Italia o che vi abbia fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età, che abbia frequentato un percorso formativo per almeno cinque anni”.

Ebbene, i minori stranieri in Italia al primo gennaio 2017 sono circa un milione, il 21% della popolazione immigrata totale. I maschi sono il 52% e le femmine il 48%. Per tracciare un identikit di chi potrà diventare italiano, i ricercatori della Moressa hanno esaminato un campione di dati relativi a 815mila alunni stranieri nell’anno scolastico 2015/2016: che in buona parte coinciderebbe con i potenziali beneficiari della riforma.

Complessivamente tra i banchi di scuola oggi ci sono oltre 200 nazionalità straniere, le prime dieci rappresentano da sole i due terzi del totale. E tra i nuovi italiani il record sarebbe dato dai bambini con genitori romeni, albanesi o marocchini, ovvero le tre comunità più numerose in Italia che sarebbero loro a dividersi il podio, subito dopo ci sarebbero i figli di cinesi, filippini, indiani, moldavi, ucraini, pachistani e tunisini.