Dal 1° gennaio reddito d’inclusione per combattere la povertà: ecco a chi spetta

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 30 Ago 2017 alle ore 9:39am

Dopo il secondo definitivo esame in Consiglio dei ministri, viene approvato un nuovo strumento mirato a combattere la povertà delle famiglie italiane: il Reddito d’inclusione (ReI). Il ReI – richiesto da tempo dalle Ong dell’Alleanza contro la Povertà – che vede la sua erogazione dal primo gennaio 2018, e consiste in un assegno mensile del valore di 190 euro fino ad un massimo di 485 euro per 18 mesi. Di cui, ne potranno beneficiare circa un terzo delle famiglie italiane che oggi percepiscono redditi inferiori alla soglia di povertà.

Così, su una platea complessiva di 1,8 milioni di famiglie povere (4,6 milioni di persone), il ReI secondo le stime del governo coinvolgerà circa 660mila nuclei familiari, di cui almeno 500mila con figli minori a carico.

Per adesso, verranno avvantaggiati i nuclei con almeno un figlio minorenne, quelli con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne), con una donna in stato di gravidanza, o con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione.

Il nuovo strumento ha carattere permanente, e viene riconosciuto ai nuclei familiari che hanno un reddito Isee non superiore a 6.000 euro, un valore del patrimonio immobiliare - diverso dalla casa di abitazione – non superiore a 20.000 euro, e una ricchezza mobiliare (azioni o risparmi) che non vada oltre i 6mila euro (fino a 10mila a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare). Il Rei è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa (fermi restando i requisiti economici), ma viene sospeso se il beneficiario percepisce la Naspi (che spetta ai precari che perdono il posto) o altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione involontaria. Non potranno ottenere il ReI i proprietari di imbarcazioni, o auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio.

Per poter ricevere questo sussidio, bisogna anche aderire ad un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, o frequenza scolastica nel caso dei figli a carico.