È morto Aldo Biscardi, il celebre conduttore e giornalista de «Il processo del Lunedì»

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Ott 2017 alle ore 10:42am


È morto questa mattina, all’età di 87 anni, a Roma, Aldo Biscardi, noto per aver ideato e condotto il programma televisivo «Il processo del Lunedì». A darne notizia la famiglia all’Ansa.

Nato a Larino (Campobasso), Biscardi era ricoverato da qualche settimana al Policlinico Gemelli, assistito dai familiari. Da tempo il giornalista tv aveva lasciato il video, dove aveva debuttato nel 1979, alla Rai. È del 1980 l’ideazione del programma «Il processo del lunedì», primo talk show sul mondo del pallone di cui divenne anche conduttore nel 1983, moltiplicandone il successo.

Laureato in giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli con Giovanni Leone, Biscardi fu collaboratore del Mattino dal 1952. Nel 1956 si trasferì a Roma, al quotidiano Paese Sera, dove divenne caporedattore succedendo ad Antonio Ghirelli nella direzione delle pagine sportive. Da caporedattore, entrò in Rai nel 1979 raggiungendo la carica di vicedirettore del TG3. Nel 1980 lanciò, su Rai 3, Il Processo del Lunedì: prima curandone l’ideazione e la realizzazione, poi, nel 1983, la conduzione in prima persona.

Dopo un violento attacco di Berlusconi, intervenuto in diretta in collegamento telefonico per protestare animatamente del modo di presentare notizie che lo riguardavano, nel 1993 Biscardi ha lasciato la Rai per Tele+, di cui fu direttore responsabile fino al 1996. Qui Biscardi propose la stessa formula della sua nota trasmissione, ma cambiandone il nome: “Il processo di Biscardi”; il vecchio nome, infatti, è rimasto alla Rai.

Nel 1996 Biscardi ha trasferito Il processo su Telemontecarlo, che nel 2001 si è trasformata in LA7. Nel 2005, con la nascita del digitale terrestre di LA7, Biscardi diventa direttore della testata giornalistica sportiva di LA7 e direttore del canale sportivo La7 Sport, nato il 27 agosto 2005 e poi chiuso il 1 aprile 2007.

Nel 2015 Biscardi lascia la sua creatura – che vanta il record di longevità, certificata dal Guinness dei primati, che ne aveva riconosciuto già nel 2013 33 edizioni consecutive con lo stesso conduttore – ai figli, che hanno ereditato il marchio.