Scabbia a scuola, ma l’Istituto non informa i genitori dei bambini

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Ott 2017 alle ore 11:14am


E’ accaduto a Rovigo. Dove tre fratellini nordafricani sono stati contagiati dalla scabbia facendo scattare l’allarme tra i genitori di due scuole elementari.

Nei giorni scorsi – secondo polesine24.it – alle famiglie di una classe delle elementari Miani di via Corridoni e a quelli di due classi delle medie Parenzo è stata recapitata una lettera dell’Ulss 5 con le indicazioni da seguire nel caso in cui i bambini lamentassero un forte prurito.

Ma essendo molto basso, il rischio di contagio tra chi frequenta la scuola non è stata presa da parte della dirigenza alcuna precauzione in merito.

“Il nostro servizio ha messo in atto una procedura di bonifica familiare – afferma Antonio Ferdinando Compostella, direttore generale dell’Ulss 5 Polesana – gli ambienti verranno igienizzati e i nostri incaricati spiegheranno alla famiglia come evitare il rischio di alimentare il contagio”. Quanto ai ragazzini, al momento, sono in quarantena.

Tanti i genitori che non ci stanno. “L’informazione e la prevenzione non sono state massime: sul caso della scabbia a scuola credo che si dovesse fare di più e meglio per avvisare i genitori, che ora sono comprensibilmente preoccupati e arrabbiati”. A dichiararlo è Cristina Folchini, presidente di Asm Set, società a partecipazione comunale che si occupa della distribuazione di gas ed energia, e soprattutto, mamma.

“Mio figlio frequenta proprio la scuola elementare Miani, coinvolta nella vicenda così come la scuola media Parenzo. Sono rappresentante di classe e credo che sia mio dovere fare sentire la voce anche degli altri genitori”, spiega Folchini, sottolineando che il punto a suo avviso dolente è rappresentato dal fatto che la classe dove si è verificato l’episodio di scabbia non è quella di suo figlio, ma un’altra, però “è solo a quei genitori che è stato inviato un vago e generico avviso. Alle altre famiglie nessuna comunicazione ufficiale: pensavano forse che la cosa non si venisse a sapere?”.