ottobre 24th, 2017

La sindrome del cuore spezzato colpisce anche se muore un amico a 4 zampe

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 11:24am

Anche la perdita del proprio cane o gatto, e non solo quella di un congiunto, può provocare la ‘sindrome del cuore spezzato’, un insieme di sintomi simili all’attacco cardiaco.

Lo ha dimostrato il caso di una donna texana di 62 anni descritto dal New England Journal of Medicine. La quale, si è svegliata una mattina pochi giorni dopo la morte del proprio amico a 4 zampe con un forte dolore al petto simile ad un attacco cardiaco.

Una volta arrivata al Texas Medical Center di Houston però gli esami lo hanno escluso, parlando invece di ‘cardiomiopatia di Takotsubo’, una sindrome talvolta mortale, simile in tutto ad un infarto e che è scatenata solo nelle donne da eventi drammatici, come la morte del marito o di un figlio, o amico a 4 zampe.

“A scatenare l’evento è stata la morte del mio Yorksire Terrier, Meha – ha dichiarato Joanie Simpson, al Washington Post -. Ero inconsolabile, mi ha veramente colpito molto”.

L’episodio conferma i risultati di diversi studi secondo cui il rapporto con il proprio animale domestico può diventare simile a quello con un parente stretto.

Secondo una ricerca infatti, pubblicata di recente su Veterinary Record, ad esempio, chi ha un cane o un gatto malato ha gli stessi sintomi di stress di chi deve accudire un congiunto che non sta bene.

In Italia, solo di recente, è stato riconosciuto ad una lavoratrice il diritto di avere dei giorni di permesso retribuito a causa per l’assistenza sanitaria al proprio animale domestico.

Claudia Schiffer diventa Barbie con abito Versace

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 11:13am

Claudia Schiffer diventa una Barbie. La Mattel l’ha scelta per realizzare la sua speciale Barbie vestita da Versace. (altro…)

Castagne, come cucinare le caldarroste

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 11:03am

Nella tradizione contadina, per rendere più semplice la pelatura delle castagne, queste vengono avvolte in un canovaccio (panno da cucina) bagnato e lasciate in umido per diverse ore prima della cottura. Dopo questo accorgimento, è possibile cucinarle.

Tradizionalmente le castagne si preparano bollite, grigliate (le classiche caldarroste), al forno o al vapore. Negli ultimi tempi, però, per velocizzare l’operazione di sbucciatura delle castagne (magari da usare per marmellate e dolci) queste si possono anche cuocere in altri modi o al microonde.

Le castagne cotte al microonde non hanno il sapore della cottura tradizionale. Vanno però bene per altre preparazioni.

Vediamo in dettaglio tutti i metodo di cottura delle castagne

Qualsiasi sia il metodo di cottura prescelto, le castagne devono essere prima castrate. Ovvero, sottoposte ad incisione sulla parte bombata della buccia.

Il taglio deve essere lungo circa 2 cm (in proporzione alla grandezza della castagna) e deve seguire una linea orizzontale per quanto è lunga la castagna. L’incisione deve essere eseguita con un coltellino a punta, cercando di non intaccare la polpa della castagna. Operazione indispensabile per cuocerle e mangiarle al meglio.

Come fare le caldarroste

Molto agevolato è chi ha un camino o dispone di un braciere (o una grossa brace) perché la preparazione delle caldarroste si esegue sfruttando un tegame forato che consente al guscio delle castagne di entrare a stretto contatto con la fiamma (in caso di un fornello) e con la brace viva in caso del camino.

Le castagne devono essere rimescolate spesso per evitare che si brucino. Per completare la cottura sul classico fornello ci vorranno circa 30 minuti (dipende da quanto è grande il fornello).

Più semplice, la cottura nel camino, ma in alternativa c’è anche un braciere.

Per farvi un’idea delle padelle presenti in commercio visitate la pagina “Caldarroste su Amazon“, noterete padelle per ogni esigenza che consentono di cucinare castagne:

nel barbecue nel camino sul fornello di casa Per la cottura in forno, invece, basterà la classica leccarda ma anche qui i risultati saranno differenti.

Chi non ha un caminetto o un bbq e non vuole rinunciare a quel sapore tipico delle caldarroste, sappiate che esistono dei prodotti ad hoc con resistenza elettrica. Le caldarroste che comprate per strada, infatti, in molti casi sono preparate sfruttando piccoli generatori elettrici.

Tra i vari grill presenti sul mercato ve ne segnaliamo uno dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Si tratta di un fornello per arrostire castagne in grado di preparare caldarroste in poco tempo e senza dover sporcare troppi utensili. Realizzato dalla Trisa, si compra su Amazon al prezzo di 69,78 euro con spedizione gratuita. Può essere usato anche per grigliare carni e verdure, dispone degli strumenti per fare crepes oppure si può porre in tavola per tenere caldi gli alimenti.

Perché abbiamo paura di ragni e serpenti

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 10:42am

Un gruppo di scienziati del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences ha condotto uno studio per indagare sulle origini di della paura verso ragni e serpenti.

Le persone sottoposte alla ricerca sono stati dei bambini di sei mesi. Seduti sulle ginocchia dei genitori, i bebè hanno potuto vedere immagini di ragni o fiori, serpenti o pesci.

Ebbene, un sistema di eye tracking agli infrarossi ha misurato la dilatazione delle loro pupille – un parametro che in condizioni di luce costante, dà la misura della norepinefrina liberata (un neurotrasmettitore implicato nelle reazioni di attacco o fuga e rilasciato nelle situazioni di forte stress).

Le immagini di ragni e serpenti hanno causato la maggiore dilatazione nei bambini di pupille tra tutti gli stimoli. Nel caso dei ragni, la dilatazione media è stata di 0,14 mm, contro gli 0,03 dei fiori. Il divario tra figure di serpenti e pesci è stato invece minore – forse perché si tratta in entrambi i casi di creature viventi – ma sempre sbilanciato a favore dei primi.

I ricercatori sostengono allora che il nostro cervello sembra identificare ragni e i serpenti come “pericolo”, in modo molto veloce e prima ancora che possiamo imparare a conoscerli e a temerli. La ragione sarebbe di tipo evolutivo: quello che oggi ci disgusta, un tempo era una minaccia per la sopravvivenza dei nostri antenati.

Malattie respiratorie sempre più diffuse tra i bambini: come prevenirle?

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 8:12am

Le malattie respiratorie sono sempre più diffuse tra i bambini. Ogni anno il 30 per cento dei bambini italiani in età prescolare viene colpito da polmonite, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. (altro…)

La carica dei 101 per nuova collezione firmata Disney e Yoox

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 7:34am

Arriva la carica dei 101 per la nuova collezione di borse, zaini e accessori moda di Yoox.

La Disney, infatti, ha stretto una collazione per una nuova speciale linea dedicata alla pellicola uscita nel ’61.

Immaginata dalla mente creativa di Cath Kidston, la collezione comprende borse e piccoli accessori ma anche qualche capo di abbigliamento. Tra le proposte ci sono infatti cover per gli smartphone, zaini, borse e pochette e portafogli ma anche felpe e pigiami

La speciale collezione propone articoli decorati con i deliziosi cagnetti a macchie nere sia in forma di tenera stampa che sotto forma di vera e propria sagoma del cucciolo di Dalma.

Emicrania, da Napoli in arrivo l’iniezione che la calma

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 6:20am

La cefalea, nelle sue più svariate forme (emicrania, cefalea di tipo tensivo, a grappolo, forme primitive), viene considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al sesto posto tra le maggiori cause di disabilità. Non per nulla la cefalea a grappolo cronica viene anche definita anche «cefalea da suicidio».

Chi soffre di questi problemi è perseguitato da crisi pressoché quotidiane che non lasciano scampo e sono resistenti anche ai farmaci reperibili in commercio.

Il mal di testa, infatti, non è solo una questione di salute, ma rappresenta anche un grave problema sociale. Causa assenze dal lavoro, compromette relazioni interpersonali, mina i rapporti familiari e sessuali. In definitiva riesce a rovinare la qualità della vita, se non la vita stessa delle persone che ne soffrono.

L’emicrania in particolare, rappresenta la terza malattia più frequente del genere umano. Colpisce circa 5 milioni di italiani, con maggiore incidenza, a causa degli ormoni, sulle donne (18% della popolazione femminile) rispetto agli uomini (9%). Si presenta come un dolore acuto e pulsante che può durare anche alcune ore, se non addirittura giorni. Talvolta è accompagnata da nausea, vomito, fastidio per la luce, suoni e rumori.

In un terzo dei pazienti, l’emicrania si accompagna a disturbi neurologici (fenomeno dell’aura) come l’annebbiamento della vista, improvvisi lampi di luce, formicolio agli arti e difficoltà nel linguaggio.

Ma ecco la buona notizia. Che giunge dal 48° Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), svoltosi a Napoli: nel giro di pochi anni potremmo avere sul mercato un farmaco capace di ridurre del 70% gli attacchi di mal di testa con una semplice iniezione al mese.

«Essendo agli albori di questo nuovo approccio farmacologico, non è ancora possibile conoscere la posizione che occuperà il farmaco nella pratica clinica. In altri termini non possiamo ancora sapere se rappresenterà una terapia di prima linea o una terapia di fase avanzata per le forme di cefalea refrattarie ai più comuni trattamenti. In ogni caso, questa conquista scientifica rappresenta per i pazienti e per i medici una nuova fonte di speranza nella lotta, spesso difficile, contro una patologia così debilitante e diffusa». Spiega Gioacchino Tedeschi, presidente del Congresso SIN e direttore del Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università Vanvitelli di Napoli.