Aids, profilattico, test e pillole preventive per prevenirlo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Nov 2017 alle ore 5:45am

«Se te ne fotti, l’Aids ti fotte»: è questo lo slogan della campagna nazionale di prevenzione ideata da Anlaids Sezione Lombarda presentata in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids che si celebra in tutto il mondo il 1 dicembre di ogni anno.

Testimonials personaggi celebri e volontari della più antica associazione italiana contro l’Hiv che hanno deciso di prestare il proprio volto agli scatti che verranno affissi in 12 grandi città italiane e saranno al centro di uno spot e di una campagna social con questi hastag #stopaids #anlaids #fuckaids #1dicembre2017 #worldaidsday.

Il fotografo ufficiale è Daniele Barraco, che ha realizzato tutti i ritratti e anche un video in cui sono state montate le voci di coloro che sono stati immortalati dal suo obiettivo per la campagna, mentre dicono «Stop AIDS».

I numeri di nuovi casi non accennano a diminuire. Nel 2016 sono state registrate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV, 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Un dato che è emerge e che si è mantenuto stabile negli ultimi 5 anni. Un incremento, registrato negli ultimi due anni, che si registra soprattutto tra i giovani tra i 25 e i 29 anni, fascia in cui si è abbassata la percezione del rischio.

La regione più colpita, la Lombardia, con circa 20.000 persone affette da HIV e AIDS (e Milano con 400 nuove diagnosi l’anno). A seguire troviamo Lazio, Emilia Romagna e Liguria.

Come fare per prevenire l’Hiv?

Gli esperti sostengono l’importanza dell’uso del profilattico. La a tanto discussa profilassi pre-esposizione o Prep, che prevede l’assunzione di un farmaco di combinazione di due antiretrovirali per i sieronegativi ad alto rischio di contrarre l’infezione, il test anonimo e gratuito.

«Il 40% delle nove infezioni sono diagnosticate solo quando si sviluppano i sintomi, cioè 10 anni dopo aver contratto l’infezione – ha spiegato Andrea Gori – Questo significa mettere a repentaglio la vita dell’individuo e anche la salute della comunità intera, perché per quei 10 anni egli ha potenzialmente potuto trasmettere l’infezione. Anche per questo, per interrompere la catena del contagio, dobbiamo scoprire lo stato sierologico delle persone al più presto, per trattarle, impedendo che trasmettano il virus ad altri. Solo diagnosi e ricorso tempestivo agli antiretrovirali (test and treat) consentono di bloccare la progressione della malattia».