Utilizzo di nanoparticelle d’oro per sconfiggere i virus

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Dic 2017 alle ore 6:10am

Arriva una nuova arma per combattere i virus: arrivano le nanoparticelle d’oro. All’ospedale San Luigi i ricercatori dell’Universita’ di Torino e dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne sono riusciti a creare delle nanoparticelle non tossiche che esercitano una pressione locale sulla particella virale fino a causarne la distruzione.

Lo studio apre a nuove frontiere per lo sviluppo di farmaci per combattere malattie come l‘AIDS, la Dengue e la polmonite dei neonati. I ricercatori hanno, infatti, sviluppato delle nanoparticelle d’oro capaci di catturare i virus per poi distruggerli mediante una pressione locale sulla particella virale.

Dopo questa importante scoperta, si passerà a farmaci antivirali contro un gran numero di virus.

Le ricercatrici Valeria Cagno e Manuela Donalisio, nel Laboratorio di Virologia Molecolare e Ricerca Antivirale dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), hanno dimostrato l’efficacia delle nanoparticelle in vitro contro un’ampia gamma di virus che causano importanti malattie nell’uomo: HIV, Dengue, Herpes simplex, Papillomavirus e il virus respiratorio sinciziale. “La lista dei virus capaci di infettare l’uomo e uccidere milioni di persone ogni anno e’ molto lunga – spiega il Prof. David Lembo, docente di Microbiologia e Microbiologia Clinica del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Universita’ di Torino – ma i farmaci disponibili sono pochi. Inoltre, i farmaci antivirali attuali agiscono esclusivamente su un tipo di virus, a differenza degli antibiotici che possono agire contro un’ampia gamma di batteri. Lo sviluppo di un farmaco antivirale ad ampio spettro rimane un importante traguardo ancora da raggiungere”.

La ricerca in questione è stata condotta dai virologi del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Universita’ di Torino con a capo il professor David Lembo, in collaborazione con un gruppo di esperti dell’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne coordinati dal professor Francesco Stellacci.