gennaio 1st, 2018

Claudio Baglioni, l’annuncio sui social: “Dopo Sanremo un album di inediti e un tour con il palco al centro delle arene indoor”

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 10:01pm

Un grande anno si preannuncia per Claudio Baglioni e tutti i suoi fans.

Il cantautore italiano, tra i più amati e stimati di sempre, della musica leggera italiana, sarà al centro della musica di tutto l’anno 2018.

E conoscendolo bene, c’era da aspettarselo.

Baglioni, questa sera, approfittando degli auguri fatti ai fans sulle sue pagine social, ha voluto anche annunciare, la prossima uscita, dopo l’estate, dell’attesissimo album di inediti, e di un giro di concerti in autunno, per celebrare, nelle arene indoor, con il palco al centro, 50 anni di straordinaria carriera.

Guardo l’anno che inizia come si guarda un orizzonte lontano dalla cima di un colle pensando che il futuro è sempre nel richiamo di una distanza laggiù da colmare. Nel fascino di qualcosa a cui dare forma. Perché il tempo senza di noi è un orologio senza lancette. Un calendario senza foglietti. Non è che una scatola vuota. Sta a ciascuno di noi riempirla di cose. In questo prossimo anno farò 50 anni di questo mestiere che mi ha dato la vita e che al centro della mia vita è rimasto finora. Tra un po’ più di un mese finirò il mio lavoro iniziato di corsa ad ottobre di architettare un Festival di Sanremo con le parole e la musica che siano il centro intorno al quale orbitare. Alla fine dei mesi d’estate un album riempito di nuove canzoni con i suoni e i silenzi dell’emozione che s’incontrano al centro del cuore. In autunno un giro di grandi concerti con la scena ed il palco nel centro delle arene coperte e in mezzo a quanti vorranno venire per percorrere insieme cinquant’anni di storie. Per dare un senso e un valore al balletto delle memorie di quello che è stato e di quello che ancora sarà. Ed è questo il mio augurio per tutti: colmare questa distanza con i nostri passi migliori e dare ai giorni che ci si fanno davanti lo svolgimento più bello che riusciremo ad immaginare. Così questo 2018 sarà davvero un anno nuovo e non soltanto un nuovo anno. Così ci potremo augurare e augurarci buon anno perché sia un anno buono“.

Foto Ufficio Stampa

Intercettazioni, il governo dice sì alla riforma

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 9:45am

Il Governo ha attuato, alcuni giorni fa, la delega alla legge 103/2017 varando definitivamente la riforma delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, al fine di contemperarne l’importanza strategica a interessi tutelati dalla Costituzione. Entrerà in vigore dopo sei mesi dalla pubblicazione. La parte che sancisce il diritto dei giornalisti ad avere copia dell’ordinanza di custodia cautelare, una volta resa nota alle parti, sarà invece in vigore a partire da un anno.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri rivede le disposizioni in materia e conferma il ruolo delle intercettazioni come fondamentale strumento di indagine, anche se ne disciplina il procedimento e le responsabilità della selezione delle comunicazioni intercettate, in modo da impedire l’indebita divulgazione di fatti e riferimenti a persone estranee all’oggetto dell’attività investigativa.

Il provvedimento introduce infatti nel codice penale il delitto di “diffusione di riprese e registrazioni di comunicazioni fraudolente” (con esclusione di quelle realizzate per esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca) e dispone il divieto di trascrizione, anche sommaria, delle comunicazioni o conversazioni ritenute irrilevanti per le indagini.

Con tale legge si rivede la disciplina del deposito degli atti, secondo una procedura in due fasi: al deposito delle conversazioni e delle comunicazioni, segue l’acquisizione soltanto di quelle rilevanti e utilizzabili, con il conseguente stralcio e custodia nell’archivio riservato di quelle irrilevanti e inutilizzabili. Il pubblico ministero, al quale è rimessa la valutazione delle esigenze investigative, diviene il custode dell’archivio riservato e garantisce sulla riservatezza della documentazione, così da escludere, fin dalla conclusione delle indagini, ogni riferimento a persone e fatti estranei alla vicenda oggetto di attività investigativa.

Nella riforma viene rivisto anche l’uso dei captatori informatici nei dispositivi elettronici portatili (i cosiddetti trojan horse), si semplifica l’utilizzo di intercettazioni nei procedimenti per i più gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione e viene rafforzata la tutela della riservatezza nelle comunicazioni tra avvocato difensore e assistito.

Tumori endocrini multipli: l’importanza del test alla nascita per scoprirli appena possibile

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 9:01am

Si chiamano neoplasie endocrine multiple (MEN) e sono malattie definite geneticamente rare e molto complesse, che vengono suddivise in due gruppi, MEN1 e MEN2.

«Nella sindrome MEN1, i tumori hanno origine prevalentemente nei tessuti endocrini di paratiroidi, pancreas-endocrino e ipofisi, mentre la sindrome MEN2 coinvolge la tiroide e le ghiandole surrenali — spiega Maria Luisa Brandi, professore ordinario di endocrinologia all’Università di Firenze, luminare a livello internazionale in questo campo —– . Si tratta, in entrambi i casi, di patologie che sono trasmesse dai genitori, per cui i figli hanno il 50% di probabilità di ereditare la malattia se uno dei genitori è ammalato».

In un studio, pubblicato di recente, sulla rivista scientifica Endocrine, un gruppo di ricerca dell’Università di Firenze, che da 30 anni si occupano di MEN1 sotto la guida della professoressa Brandi, ha evidenziato il ruolo fondamentale della diagnosi precoce per queste neoplasie.

«Nella MEN1 sappiamo che l’espressione della malattia non avviene subito alla nascita, ma dobbiamo in genere attendere alcuni anni — ha precisato l’esperta Luisa Brandi — . Il bambino alla nascita non presenta alcun problema endocrinologico, ma coloro che ereditano il gene malato da un genitore hanno una probabilità altissima di sviluppare la malattia tumorale nel corso del tempo, anche se non siamo in grado di determinare quale espressione questa assumerà».

«La raccomandazione che facciamo è quella di effettuare la diagnosi genetica subito dopo la nascita, o tutt’al più nel primo anno di vita del neonato — sottolinea la Brandi — . Perché, individuare immediatamente se il piccolo è portatore del gene mutato, significa poterlo seguire attentamente fin dai primi anni di vita controlli periodici, e intervenire farmacologicamente o con la chirurgia di prevenzione. Oggi – prosegue l’endocrinologa — la sindrome MEN è stata riconosciuta malattia rara (coi nuovi Livelli essenziali di assistenza entrati in vigore a marzo scorso, ndr): per i pazienti significa avere un codice di esenzione per farmaci, visite ed esami e accedere a percorsi diagnostico-terapeutici sostenuti dal Servizio sanitario nazionale. Nel nostro Paese esistono molti centri di riferimento che si occupano di queste malattie, distribuiti sull’intero territorio nazionale».

Eterologa: al Niguarda la prima banca del seme, ticket di 66 euro

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 7:46am

La prima banca regionale del seme arriva in Lombardia e sarà realizzata all’ospedale Niguarda. Come da disposizione nazionale, la procreazione medicalmente assistita eterologa entra nei cosidetti «livelli essenziali di assistenza» (lea) e dal primo gennaio del 2018 i lombardi potranno usufruirne provvedendo a corrispondere al servizio sanitario 66 euro di ticket (36 euro da tariffa ordinaria più altri 30 di tariffa aggiuntiva regionale) a fronte di un costo che, altrimenti, oscillerebbe tra i 1.500 e i 4mila euro.

Tre le modalità di fecondazione previste dalla delibera approvata dall’esecutivo di Palazzo Lombardia sulla scorta della legge nazionale: eterologa con seme da donatore con inseminazione intrauterina, con seme da donatore in vitro o con ovociti da donatrice. «Prestazioni che – si specifica nella nota diramata ieri dalla Regione – potranno essere effettuate per massimo tre cicli nelle strutture sanitarie pubbliche, in regime ambulatoriale, fino al compimento del 43esimo anno di età».

«Come anticipato, a partire dal primo gennaio del 2018 le prestazioni di procreazione medicalmente assistita eterologa saranno garantite dal sistema sociosanitario lombardo attraverso le strutture accreditate e a contratto – dichiara Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, al termine della riunione Giunta –. Abbiamo disposto, inoltre, che l’Azienda socio sanitaria territoriale Niguarda di Milano presenti entro il 30 aprile 2018 uno studio di fattibilità per la creazione di una banca regionale di crioconservazione dei gameti per rendere concretamente realizzabili le procreazioni medicalmente assistite in Lombardia».

«L’incarico per la creazione della banca di crioconservazione del seme – prosegue l’assessore – ha origine dalla scarsa disponibilità di cellule riproduttive provenienti da donatori depositati in altri centri di conservazione italiani. Il mandato affidato all’Asst Niguarda, che possiede le necessarie caratteristiche e competenze tecniche, pertanto, consiste nel presentare uno studio comprensivo di costi per la realizzazione e il mantenimento della banca regionale adeguata ai requisiti strutturali, impiantistici, tecnologici e organizzativi previsti dalla normativa vigente in materia di qualita’ e sicurezza della conservazione, stoccaggio e distribuzione dei gameti». N

Inoltre, «Abbiamo, invece, confermato l’operatività, alla Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico di Milano, di un archivio informatico interoperabile tra tutti i centri di procreazione medicalmente assistita ma obbligati a conferire i dati, affinché sia garantita la tracciabilità e sicurezza delle cellule riproduttive dalla donazione, all’eventuale nascita» conclude Gallera.

Mamme over 35: il parto, meglio se a termine

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 7:41am

Oggi la maternità è sempre più tardiva. Ed è una realtà sempre più diffusa nel nostro Paese. La percentuale di donne che diventano mamme over 35 anni è del 33,5%. Aumentano le neomamme con più di 40 anni, che rappresentano oggi l’8% di tutte le partorienti in Italia.

Una gravidanza oltre i 40 anni comporta inevitabili rischi, sia per la mamma che per il nascituro.

Gli scienziati hanno esaminato i dati di oltre 80mila donne con più di 35 in Inghilterra scoprendo che il tasso di bimbi nati morti è di otto su 10mila per parti indotti alla scadenza del termine, mentre sale a 26 su 10mila per quelli in cui si aspetta. A ridosso del termine, alle future mamme over 35 può, tuttavia, essere consigliabile adottare alcune misure naturali per favorire l’inizio delle contrazioni: come ad esempio, massaggi, passeggiate, esercizi di acquaticità, coccole e sesso.

Le contrazioni uterine dell’orgasmo possono, infatti, aiutare ad avere il travaglio e anche il liquido seminale maschile contenente prostaglandine, aiuta ad accelerare la nascita.

‘Last place aversion’, se siete in ultimi alla cassa del supermercato, non cambiate fila

Pubblicato il 01 Gen 2018 alle 5:22am

Il ricercatore Ryan Buell, ha studiato il comportamento degli ultimi in fila. Il ricercatore, spiega, infatti, che quando siamo gli ultimi tendiamo quattro volte di più a cambiare coda, ma non solo.

Se siamo ultimi, siamo anche il 20% in meno soddisfatti rispetto a quando c’è qualcuno dietro di noi.

Questo accade perché il fatto di non avere nessuno dietro di noi ci fa sembrare che la fila sia più lenta e più lunga: eppure i tempi d’attesa sono sempre gli stessi.

Questo ‘fastidio’ è stato ribattezzato come ‘last place aversion’, cioè l’avversione per l’ultimo posto che ci fa sentire meno importanti degli altri ed esclusi dal gruppo (come se quelli davanti a noi fossero un gruppo unito), senza un reale motivo. Forse il fatto che la nostra società si basa sull’apparenza, non avere nessuno dietro di noi ci fa sentire inferiori: perché tutti possono vedere senza ombra di dubbio che siamo ultimi (finché un’altra persona si mette in coda).