gennaio 29th, 2018

Fiorello ospite di Claudio Baglioni a Sanremo 2018, la conferma arriva via telefono

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 7:53pm

Rosario Fiorello accetta l’invito, andrà a Sanremo e lo comunica subito a Claudio Baglioni, direttore artistico e co-conduttore della 68esima edizione.

Fiorello chiamandolo al telefono nel corso della prima puntata della trasmissione “Il Rosario della Sera” su Radio Deejay, dice «Claudio, circa dieci giorni fa mi hai mandato un messaggio bellissimo per invitarmi al Festival ed io ti ho risposto che sono un tipo ansioso, che non ce la faccio e quelle menate lì che faccio sempre io… In questi giorni ci ho pensato e mi sono detto perché no?», dice Fiorello. Baglioni allora reagisce euforico e risponde: «Ma veramente? Che notizia bella è questa! Prendete le vivande migliori per il figliol prodigo!».

Fiore sarà al Festival della Canzone italiana, il 6 febbraio

Decibel, a Sanremo con il brano Lettera dal Duca, che anticipa il nuovo album di inediti “L’Anticristo” in uscita il 16 febbraio

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 1:32pm

I DECIBEL saranno in gara, nella sezione Campioni, al prossimo Festival di Sanremo, con il brano “LETTERA DAL DUCA”, contenuto nell’album d’ineditiL’ANTICRISTO” (Sony Music Italy), disponibile in pre-order e in uscita il prossimo 16 febbraio. (altro…)

#Sanremo2018, svelata la nuova scenografia concepita dal direttore artistico e presentatore Claudio Baglioni

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 12:06pm

Ad una settimana dall’inizio del Festival della Canzone Italiana 2018, diretto e condotto da Claudio Baglioni, è stata svelata nuova la scenografia del palco dell’Ariston. “Pensata come un auditorium, è concepita prospetticamente per espandersi nel Teatro Ariston. Maglie larghe in acciaio – quasi vie – costruiscono un legame con l’esterno attraverso percorsi di luce. Il bianco trionfa: purezza dell’arte. La musica al suo interno, proprio grazie a queste maglie di legami, esce all’esterno traendo ispirazione e motivo di esistere. Gli elementi architettonici donano volumi di scena a rappresentare un agglomerato urbano, una città del futuro. Attraverso due spirali video che si innalzano e si elevano in torsione elicoidale per aiutare la musica ad innalzarsi verso nuovi orizzonti. Gli archi acustici trovano verticalità per aiutare i suoni a diventare universali”.

Così Emanuela Trixie Zitkowsky, scenografa del 68° Festival di Sanremo, racconta l’incontro tra luce, immagine e architettura sul palco dell’Ariston.

“Mille metri quadrati di video e di luce – prosegue la scenografa – trasformano il tempio immacolato in una tavolozza dai mille colori. Un sipario progettato in quattro lame scende e preserva gli spazi preannunciando nuove visioni attraverso le sue 4.870 lampadine a goccia che richiamano il passato ma custodiscono nel nucleo nuove tecnologie proiettate nel futuro. Nel cuore della scena un fiore strutturale chiude la prospettiva a simbolo della purezza di tutte le arti e sboccia aprendo i suoi petali di luce svelando il suo interno: cuore pulsante che diviene introduzione all’ascolto della musica (la scala). Il fiore luminoso si diffonde verso l’alto fino ad arrivare nella bianca platea occupando il boccascena e sovrastando il pubblico. Un volumetrico pentagramma ove nuove note danno vita all’anno zero della musica italiana così come concepito dal Direttore Artistico Claudio Baglioni. Il palco nero specchio è sostenuto come una lamina da elementi scultorei elicoidali che appoggiano come fossero spartiti pronti a divulgare suoni infiniti. Due scale laterali come petali di fiore aperti abbracciano e introducono l’orchestra bianca disposta su due piattaforme che diffondono le note in questo auditorium del futuro dove la musica è protagonista. Come in una moderna architettura dove i canoni vengono sovvertiti e l’orizzontale diviene verticale la Scenografia interpreta il passaggio, le vie e l’infinito delle variazioni musicali alla ricerca dell’assoluto”.

Altaroma, trasparenze e nude-look per la donna supersexy di Francesco Scognamiglio

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 9:54am

Con la sfilata di Francesco Scognamiglio, celebrativa dei primi 20 anni di attività della maison del couturier campano che veste star come Nicole Kidman, Beyonce e Lady Gaga, si conclude la quattro giorni di manifestazioni di moda di Altaroma cominciata il 25 gennaio scorso. Un’edizione quella ricca di avvenimenti: presentazioni di nuovi talenti, sfilate di atelier come Gattinoni, Balestra, Camillo Bona, Abed Mahfouz, Sabrina Persechino, Nino Lettieri; nuovi progetti come Showcase, che ha mostrato le creazioni di 40 nuovi marchi al Maxxi; ospiti come Maria Grazia Chiuri direttrice creativa di Dior.

“L’alta moda è l’unica espressione creativa che può raccontare il sogno, la dimensione sublimata della realtà, quel surrealismo onirico che è espressione di vera creatività. Mai come oggi c’è bisogno di creare alta moda e di menti che sanno realizzarla, che solo in Italia abbiamo e che vengono apprezzate e richieste in tutto il mondo”. Ha commentato lo stilista campano.

Ad applaudirlo tanti amici ed amiche seduti in prima fila come Mara Venier, Giovanni Veronesi, Teresa De Sio, Isabella Ferrari, Giorgia, Patty Pravo, Irene Ferri, Tereza Maxova.

Davanti a un pubblico selezionato di 200 persone Francesco Scognamiglio ha portato in passerella quindici abiti d’alta moda per la prossima primavera estate e altrettanti modelli che raccontano una storia fatta di passione e di incredibile bellezza. Karmen Pedaru, Magdalena Frackowiak, Daria Strokous e Kinga Raizak, con indosso un capolavoro di ricamo e di leggerezza su uno sfondo di cristalli a fare da cornice.

Ragazze dai corpi bellissimi, con abiti sensuali, trasparentissimi, spesso nude-look, come un lampo di cristalli e, ad aprire il defilé una modella con il viso velato. Capelli impomatati, trucco chiarissimo.

Pronto Alzheimer per aiutare malati e famiglie e sostenerlo con una donazione

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 9:00am

E’ operativo da anni, ma non tutti lo sanno il numero 02-809767 Pronto Alzheimer, la prima linea telefonica in Italia di orientamento e assistenza alle persone con demenza e ai problemi che devono superare i loro familiari. Nato nel 1993, viene gestito ininterrottamente da 24 anni dalla Federazione Alzheimer Italia, la maggiore non profit nazionale dedicata al sostegno dei malati e di chi vive loro accanto. (altro…)

Toulouse-Lautrec. Il mondo fuggevole, Milano Palazzo Reale fino al 18 febbraio

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 8:24am

Henry de Toulouse-Lautrec (1864 -1901) è stato un raffinato e strepitoso cronista per immagini della vita bohémien di fine Ottocento, della Parigi notturna dei cafè-chantan di cui era assiduo frequentatore.

A Palazzo Reale a Milano è stata allestita una grande mostra monografica dal titolo “Toulouse – Lautrec. Il mondo fuggevole“, aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2018. che ne evidenzia l’intero percorso artistico e i tratti di straordinaria modernità. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi.

Oltre 200 opere, tra cui 35 dipinti, più litografie, acqueforti e 22 manifesti realizzati dall’artista.

Era nelle oscure atmosfere della vita notturna che Toulouse-Lautrec si muoveva per trarre ispirazione, immortalare i suoi soggetti preferiti e scovare aspetti a volte torbidi a volte semplicemente inattesi, che nessuno prima di lui era riuscito a raccontare con accertata veridicità. In quegli ambienti di luci soffuse e ombre si rifugiava per riuscire a mitigare la deformità che fin da piccolo lo accompagnava. Nacque infatti con una rara malattia congenita, dovuta alla consanguineità dei genitori, che ostacolava la crescita degli arti inferiori. A causa di una degenerazione ossea, all’età di 14 anni gli si fratturarono le gambe e fu sempre costretto a muoversi con l’ausilio di bastoni. Di origini nobili ereditò dal padre il conte Alphonse de Toulouse-Lautrec, la passione per il disegno, ma dopo un’educazione classica, maturò un segno grafico sicuro e provocatorio con cui creò immagini moderne e di estremo realismo che fanno ormai parte del nostro immaginario. Alloggiò nel quartiere di Montmartre in rue d’Ambroise, la via dei postriboli e divenne ospite fisso del “Moulin Rouge”, del “Moulin de La Galette” e di altri locali. Amava ritrarre attrici, cantanti e ballerine di can can, che con le sue emblematiche affiche, dai colori accessi in campiture piatte, dalle inquadrature originali, in parte ispirate dalle stampe giapponesi, rendeva ancor più popolari. Tra queste ricordiamo Jane Avril e Yvette Guilbert, che furono anche sue compagne.

Osteoporosi a 20 anni, la storia di Bobby Clay. Quali sono le cause

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 5:58am

Le ossa possono diventare fragili e rompersi sin dalla giovane età. Spesso a causa di alimentazione scarsa, di alcuni alimenti, eccessiva attività fisica come nel caso di Bobby Clay, giovane campionessa britannica di mezzofondo, che ha raccontato la sua malattia in una lettera aperta pubblicata di recente su Athletics Weekly. «Ho vent’anni e ho l’osteoporosi». (altro…)

Maculopatia: il Gruppo Zeiss promuove la campagna nazionale di prevenzione gratuita dal 29 gennaio al 23 febbraio

Pubblicato il 29 Gen 2018 alle 5:40am

Il Gruppo ZEISS è al fianco della campagna promossa dal Centro Ambrosiano di Microchirurgia Oftalmica con il patrocinio del Ministero della Salute, per offrire visite gratuite su tutto il territorio nazionale dal 29 gennaio al 23 febbraio. (altro…)