febbraio 21st, 2018

Claudio Baglioni: “Sanremo è stata una pazzia”, ma non esclude un bis

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 11:48am

Calato il sipario sul festival di Sanremo, Claudio Baglioni, direttore artistico e co- conduttore del festival della canzone italiana 2018, con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, scrive sulla sua pagina Facebook “Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile e per questo la fecero”, citando il filosofo Bertrand Russell sintetizzando la sua ‘avventura’ sanremese, in un lungo post pubblicato ieri, tutto dedicato al suo primo festival, nel giorno in cui è stata annunciata una nuova data all’Arena di Verona, del tour ‘Al Centro’ che celebrerà i suoi primi 50 anni di carriera (data del 15 settembre è già sold out e si aggiunge anche quella del 14 settembre), da oggi al via le prevendite per gli iscritti al fan club.

Un post in cui, sul finale, Baglioni accenna anche alla possibilità di ritorno alla guida del festival: “Mentre andavo via, mi chiedevo: chissà se ci torneremo? Mi allontanavo da Sanremo, dal suo mare, dai suoi carruggi, dal suo milione di scale, dal suo presepe di case colorate, dalle sue voci e pensavo che è vero: anche dalle esperienze più belle, prima o poi – purtroppo – si deve uscire, ma le avventure più belle sono quelle che non escono mai da noi. Se pure non si dovesse tornare, dunque, sarà solo per un motivo: noi non siamo mai andati via. Non sapevamo che l‘impresa fosse impossibile e allora l’abbiamo fatta. Insieme. E l’abbiamo fatta davvero grossa! Una gran bella cosa. Che non si dimentica”.

Poi usando la frase di Bertrand Russell sottolinea: “Rubo questa frase a un grande pensatore del Novecento perché, in qualche modo, è andata davvero così. Parlo del Festival. E, con innocenti, intendo, naturalmente, ingenui. Perché questo è ciò che siamo stati: ingenui. Così tanto da non renderci conto a cosa andavamo incontro e, dunque, da andarci. Perfino adesso penso sia stata una pazzia. Provare a riportare la musica e le parole al centro. Musica e parole come meta e luogo dell’appuntamento. E una pazzia è stata. Pazzesco assecondarla, pazzesco quanto è successo lì e ancora più pazzesco quanto è successo tutt’intorno a noi”.

“Ancora oggi – prosegue il direttore artistico e cantautore romano – sogno le riunioni con gli autori e le prove con i conduttori, i musicisti e gli ospiti. E ancora oggi avverto un brivido corrermi lungo la schiena, l’istante prima di andare in scena, al pensiero di non aver messo bene a fuoco questo o quel momento o di non aver avuto il tempo di provare quanto avremmo dovuto quel pezzo o quel duetto. Ormai non c’è più tempo, però: la regìa sta chiamando il tempo. Pochi secondi e parte la diretta. Ma quando mi trovo nel mezzo del palco e tutto sta per cominciare, mi sveglio, apro gli occhi, in un silenzio immobile e irreale, e il respiro sonnacchioso della città dietro ai vetri, mi ricorda non solo che è tutto finito, ma che è andata: al di là di ogni aspettativa. Missione compiuta. Volevamo sorprendere Sanremo portando l’immaginazione al Festival, ma il Festival ha sorpreso noi, regalandoci un’esperienza al di là di ogni immaginazione. E, così, mentre l’ansia a poco a poco si allontana, si avvicinano visi, sguardi, gesti e parole di tutti gli ingenui che, insieme a me, hanno reso l’impossibile possibile. Va a loro il mio primo grazie. A chi mi ha seguito in tante scelte difficili e progettazioni complesse, da vicino e a chi lo ha fatto da un po’ più lontano. Tutti, però, con la stessa passione. Grazie alla loro fantasia, alla loro energia, alle loro idee, alle loro parole; soprattutto a quelle che mi hanno costretto a lottare per migliorare le mie e migliorare me. Una formidabile squadra. Un equipaggio fantastico, unito e intrepido, che ha saputo tenere la rotta con qualunque mare e qualunque tempo. E se, rientrando in porto, le sirene hanno suonato e le altre navi hanno issato il gran pavese, è merito di tutti loro”.

“Il secondo grazie – continua Baglioni – è per i protagonisti di questo irripetibile film: giovani, big, ospiti di qui e di fuori. In una parola: gli artisti, coloro senza i quali l’arte semplicemente non esisterebbe e la nostra vita – che lo ammettiamo o no – sarebbe un po’ più pesante e affannosa e di certo un po’ meno ricca di pensieri, emozioni, sorrisi e leggerezza. Le canzoni saranno pure un’espressione breve, è vero, ma sono, pur tuttavia un’arte. Un’arte semplice, povera, fragile, piccola che entra, però, dentro di noi, ci prende, ci stordisce, ci travolge, ci commuove, ci emoziona, ci innamora e ci resta addosso per sempre. Nient’altro riesce a cambiare il mondo fuori e dentro di noi in pochi secondi. Una bella canzone lo fa. Invisibile agli occhi, come tutte le cose essenziali. Non al cuore, però, al quale regala battiti nuovi e un nuovo paio di ali, per volare a tempo con mille altre vite e mille altre storie”.

E conclude: “L’ultimo grazie – il grazie più grande – va a tutte le persone che si chiamano pubblico. Un numero – sottolinea – enorme, impensabile, straordinario. A tutti voi, perché, se è vero che senza gli artisti l’arte non esisterebbe, è ancora più vero che, senza di voi, l’arte non avrebbe alcun senso; così come non avrebbero alcun senso un panorama, un tramonto o una stellata di quelle che lasciano senza fiato, se non ci fossero almeno degli occhi da stupire, una bocca che l’incredibile ci fa lasciare aperta o un petto che comincia a palpitare. Grazie a tutti voi, milioni di individui e di universi, che vi siete ritrovati a condividere tutto questo. A vivere, per qualche giorno, al centro della musica. A rimetterla al centro dei prossimi sguardi, dei pensieri futuri. Dei viaggi a venire”.

Serena Autieri, il 22 febbraio in scena al teatro Lyrick di Assisi con ‘Diana e Lady D’

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 8:55am

Dopo la prima nazionale assoluta, che si è tenuta lo scorso 14 febbraio al teatro Sistina di Roma, arriva giovedì 22 febbraio (ore 21.15) al teatro Lyrick di Assisi, nell’ambito della stagione “Concentrato di emozioni”, Diana & Lady D con Serena Autieri, primo spettacolo teatrale al mondo sulla vita della “principessa triste”, scritto e diretto da Vincenzo Incenzo e prodotto da Engage.

Serena Autieri nei panni di Lady Diana, sarà sul palco senza rete inscena una performance verbale e fisica straordinari. Facendo rivivere l’ultima notte della principessa triste del popolo in un flusso di coscienza intenso e poetico, dove lampeggiano l’infanzia difficile di Diana, la stagione felice dell’adolescenza, la vita controversa con Carlo, le maestose cerimonie reali, le raggianti apparizioni nella moda e nella mondanità, il volontariato spettacolare, i discutibili amanti, la solitudine e il dramma. Fino al sorprendente epilogo che colpirà il cuore di ogni spettatore.

Diana & Lady D – Parigi, 31 agosto. È la sera dell’incidente. Diana sta per lasciare l’appartamento dell’Hotel Ritz per raggiungere Dodi in macchina. Un ultimo colpo di cipria allo specchio ed ecco l’immagine riflessa, l’altra parte di sé: Lady D. È l’occasione per confessarsi definitivamente una all’altra lontano da tutto e tutti, e mettere sul piatto senza più nessuna riserva le loro vite inadeguate. È un susseguirsi di colpe, un turbinio di accuse, fino addirittura allo scontro fisico, ma è anche il tentativo estremo di essere ascoltate, comprese, abbracciate. Per arrivare al perdono, alla ricomposizione del sé, al ritorno all’Uno; dopo di cui tutto, anche la morte, può essere accolta con illuminata leggerezza. Il palco si fa luogo dell’anima e nostalgico dopo mondo grazie al disegno scenico del Premio Oscar Gianni Quaranta (Zeffirelli, Yvori, Ross, Corbiau); le luci di A J Weissbard (Bob Wilson, Cronenberg, Sten, Greenaway) inventano suggestioni intense sdoganando spazio e tempo; le cadute e le resurrezioni vengono tratteggiate dalle ballerine di Bill Goodson (Diana Ross, Gloria Estefan, Steavie Wonder, Moulin Rouge).

Gli abiti sono Silvia Frattolillo, costumista storica del teatro italiano. Musiche del maestro Maurizio Metalli.

A marzo nelle sale cinematografiche “Le grida del silenzio”, opera prima di Sasha Alessandra Carlesi

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 8:00am

Esce a marzo al cinema, l’opera prima di Sasha Alessandra Carlesi dal titolo “Le Grida Del Silenzio”, un thriller psicologico prodotto da Giuseppe Milazzo Andreani in coproduzione con Alberto De Venezia, che vede tra i protagonisti Alice Bellagamba, Luca Avallone, Manuela Zero, Roberto Calabrese, Ana Cruz, Martina Carletti e Luca Molinari. Nel cast troviamo anche Ivan Castiglione, Cosetta Turco, Beppe Convertini, Patrizia Pellegrino, Giuseppe Cantore, Gegia, Lucia Batassa e Roberta Garzia.

Sinossi

Un gruppo di ragazzi della “Roma Bene” organizza un week-end “selvaggio” allo scopo di passare due giorni in mezzo alla natura. Ognuno di loro ha uno scopo ben preciso per staccare un po’ dalla città e dalla routine quotidiana. Sono ragazzi apparentemente felici e soddisfatti dalla loro vita, ma niente è come sempre, la realtà non è mai quella che appare. Tutto nasce da una scommessa dei due leader del gruppo: Daniel e Luca, in palio la bella cubana Karhrina. Gli altri sono la coppia omosessuale formata da Desirée e Sophie e quella formata da Alice, una ragazza sognatrice legata alla natura, al vento e a mondi lontani e Manuel, pratico e preciso, ex boyscout follemente innamorato di Alice, la sua fidanzata. Ma un presagio incombe sui sette ragazzi. Quella notte, infatti, cambierà per sempre le loro vite.

“Questo film nasce da un mio cortometraggio – spiega la regista – fin da subito mi sono sentita legata alla storia raccontata, così ho deciso di ampliarla e farne un lungometraggio. E’ stato un processo creativo che artisticamente mi ha dato tanto in tutte le varie fasi di lavorazione. Ogni personaggio ha la sua storia e la sua psicologia. Sono tutti giovani a cui non manca niente, ma che in realtà sono costretti dalla Società attuale, ad indossare una maschera per la paura di essere se stessi, di mostrarsi per come sono realmente.”

Cremonini: sold-out la data di Bologna del 26 giugno Stadio Dall’Ara. Da Venerdì in radio il 2^ singolo “Nessuno vuole essere Robin”

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 8:00am

Tutti esauriti, in soli quattro mesi, i biglietti del concerto di Cesare Cremonini allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna del prossimo 26 giugno. Un debutto importante per Cremonini nello stadio della sua città, reso ancor più significativo dal fatto che sarà il primo artista bolognese a tornare ad esibirsi nello stadio felsineo dai tempi dello storico concerto Dalla-De Gregori del 1979 con il tour di Banana Republic.

La data di Bologna chiuderà i quattro concerti che si terranno negli stadi che inizieranno a partire dal prossimo 15 giugno a Lignano (Stadio Teghil) per poi proseguire il 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e chiudere il tour a Bologna il 26 giugno allo Stadio Dall’Ara.

Il tour “Cremonini Stadi 2018”, è prodotto e organizzato da Live Nation Italia.

Radio Italia è media partner ufficiale.

Da venerdì sarà in radio “Nessuno vuole essere Robin”, il secondo singolo estratto dal disco “Possibili Scenari”. “Questa canzone”, come ha più volte spiegato Cremonini, “è un flusso di coscienza personale, mi è esplosa fra le mani come una detonazione ininterrotta dall’inizio alla fine del brano”.

L’imbarazzo di una supplica, il timore malcelato di mostrarsi fragili, un cane da compagnia ormai più compagno che cane, sono alcuni dei segni strategici di un brano che non trattiene le parole, ma le innalza a pensieri e riflessioni universali sulle “contraddizioni di un’epoca in cui la legittima ricerca di sicurezza e di benessere personale coincide con la paura e la sfiducia nel prossimo”.

Cremonini, dopo la pubblicazione del primo singolo “Poetica”, con “Nessuno vuole essere Robin” inquadra, con il suo personale sguardo, i rapporti di coppia, evidenziando il paradosso di un’epoca post-moderna “ancora sorprendente rispetto al passato, ma priva di straordinarietà nella routine del racconto quotidiano sui social network”, come la definisce lui stesso.

In contemporanea con l’uscita del singolo, verrà presentato il videoclip della canzone girato tra Bologna e Londra e diretto da Giorgio J. Squarcia.

Coca-Cola lancia anche in Italia Fuzetea, un nuovo modo di bere il tè

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 7:30am

Coca – Cola lancia in Europa e in Italia ‘Fuzetea‘, una bevanda che ha già riscosso un grandissimo successo a livello internazionale, in oltre 52 Paesi del mondo. In Italia sarà disponibile in tre diverse varianti: limone con una nota di lemongrass, pesca con una nota di rosa e tè verde, mango con una nota di camomilla. (altro…)

Come preparare una gustosissima Pasta e Patate Risottata

Pubblicato il 21 Feb 2018 alle 6:20am

La ricetta che vi proponiamo oggi, è quella di una pasta e patate molto speciale che si prepara come fosse un risotto: la insaporiremo con le patate e otterremo un primo piatto cremosissimo e saziante! Non saprete più farne a meno! Provare per credere, piacerà a tutta la famiglia!

Ingredienti Ricetta

PASTA E PATATE per 4 persone

– 300 g di pasta – 200 g di patate – 100 g di carote – 1 mazzetto di salvia Q.b. – di sale Q.b. – di pepe – 1 ciuffo di prezzemolo Q.b. – di acqua – 2-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva Materiale Occorrente PadellaCasseruolaTagliereColtelloSbucciaverdure

Video tutorial per la preparazione