Placenta invecchiata e i rischi per il bambino

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 10 Mar 2018 alle ore 8:02am

Una delle problematiche che spesso possono accompagnare la gravidanza è la placenta invecchiata, tecnicamente detta “placenta calcificata”.

Un fenomeno che in genere si presenta normalmente verso la fine della gravidanza. Diverso è invece, il discorso dell’invecchiamento placentare che si verifica al contrario nel corso della gravidanza.
Cerchiamo allora di saperne di più.

I sintomi della placenta invecchiata rappresentano una scarsa crescita del feto. In passato una diagnosi di placenta calcificata veniva fatta solo alla nascita del nascituro quando la placenta veniva esaminata dal medico o dall’ostetrica. Nella placenta invecchiata sono dunque evidenti delle piccole calcificazioni di colore bianco somiglianti tanto a delle pietre dure.

Osservando il bambino, invece, si notano:

– unghie più lunghe,
– pelle desquamata
– scarsa presenza di vernice caveosa, quello strato sottile che riveste il corpo del bambino e che protegge la pelle durante la permanenza nel liquido amniotico.

Una delle principali cause della calcificazione della placenta è legata alla durata della gravidanza: una gestazione che si prolunga oltre le 40 settimane può maggiormente andare incontro a queste calcificazioni della placenta. Ma in questo caso non è nulla di allarmante perché trattasi di evento più fisiologico, al contrario invece esistono altri fattori che contribuiscono all’invecchiamento della placenta e sono:

– fumo: le sigarette non solo aumentano il rischio di aborto spontaneo e distacco della placenta, ma anche di invecchiamento della placenta.
– Diabete gestazionale
– ipertensione: che è strettamente collegata alla gestosi, una complicanza molto grave della gravidanza che va trattata tempestivamente.

Ma come evitarla?

Durante la gravidanza è fondamentale mangiare bene e in modo sano, per assicurare all’organismo materno e fetale il giusto apporto di calcio, vitamine e sali minerali necessari per la salute delle ossa, dei denti, della coagulazione del sangue, della funzionalità nervosa, muscolare e cardiaca.

Una donna incinta ha bisogno di una quantità maggiore di calcio rispetto al dovuto, si parla infatti di circa 1200 mg al giorno.

Ecco allora alcuni consigli utili per prevenire l’invecchiamento della placenta:

– assicurarsi di assumere la giusta quantità di calcio ogni giorno anche con l’aiuto di integratori multivitaminici;
– controllare regolarmente la pressione arteriosa perché l’ipertensione può comportare un aumento del rischio di calcificazione,
– evitare di fumare in gravidanza.

La placenta invecchiata in gravidanza non consente al bambino di ricevere la giusta quantità di ossigeno e i nutrienti adeguati da parte dell’organismo materno.