Il cibo del futuro arriva dagli oceani, dal pesce coniglio ai cetrioli di mare

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Mar 2018 alle ore 8:21am


Arriva dagli oceani il cibo del futuro, dal pesce coniglio ai cetrioli di mare. A rivelarlo è un rapporto messo a punto per la Commissione Europea da un gruppo di biologi marini delle Accademie delle Scienze dei paesi membri, fra i quali c’è anche Roberto Danovaro, dell’università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Il documento “Food from the Oceans”, sarà alla base della pianificazione delle future priorità politiche e della risorse dell’Ue. «Dobbiamo trovare nuovi modi per nutrire una popolazione globale in rapida crescita, che, secondo le stime, passerà dagli attuali 7 miliardi di persone a circa 10 miliardi entro il 2050», ha detto all’Ansa Danovaro.

«La sfida è duplice perché queste nuove strategie dovranno essere corrette sia qualitativamente, sia nel modo in cui utilizzeranno le risorse del pianeta, cioè senza eroderle». Il rapporto mostra come ottenere più cibo dal mare, senza stressarlo: gli oceani, infatti ospitano molte risorse che oggi non vengono sfruttate o lo sono per poco. Fra queste vi sono molte specie di alghe, «che – ha spiegato Danovaro – sono ricchissime di proteine». Il documento, infatti, indica anche che si deve «ri-orientare il consumo»: bisognerà imparare a mangiare anche gli erbivori marini perché non è più sostenibile per l’ambiente nutrirsi di pesci che mangiano altri pesci. Tra gli erbivori marini commestibili vi sono il pesce coniglio, il pesce pappagallo, le oloturie, cioè i cetrioli di mare, che, insieme alle alghe, hanno un alto valore nutrizionale perché, ha spiegato Danovaro, «perché sono ricchi di antiossidanti e antinfiammatori e contengono anche sostanze afrodisiache».