Giornata mondiale Endometriosi: uno sguardo positivo verso il futuro grazie alla procreazione medicalmente assistita

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Mar 2018 alle ore 5:45am

Il mese di Marzo è il mese della consapevolezza dell’endometriosi che quest’anno culminerà oggi, sabato 24 con la Giornata Mondiale, istituita per sensibilizzazione della popolazione sulla malattia.

L’endometriosi, è una malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete uterina, cioè l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino. Ciò provoca sanguinamenti interni, infiammazioni croniche ecc.

L’endometriosi colpisce circa il 10-15% delle donne in età fertile. Facendo registrare 3 milioni di casi solo in Italia – con un enorme ritardo nella diagnosi che mediamente arriva dopo 7 anni, generalmente nella fascia di età compresa tra i 25 e i 35 anni.

L’endometriosi è una malattia cronica, dolorosa e invalidante, con risvolti importanti sia a livello socio-lavorativo che relazionale: ansia, discriminazione, paura, giornate a casa, rischio di perdere il lavoro, temi che, purtroppo, rivestono ancora una profonda attualità. Una patologia che per il 30-40% delle pazienti si traduce, inoltre, in un problema di infertilità.

“Nelle donne affette da endometriosi il tasso di gravidanza naturale è inferiore al 2% per ciclo mestruale – afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – mentre normalmente questo valore si attesta attorno al 20%. L’infertilità è un elemento fondamentale di cui il medico deve tener conto nel momento in cui si appresta alla diagnosi e alla cura di questa patologia così come l’endometriosi influenza l’approccio diagnostico e terapeutico per la cura della infertilità. Per le pazienti – prosegue la Dottoressa Galliano – la medicina riproduttiva rappresenta una opportunità da intraprendere grazie agli elevati tassi di successo che caratterizzano queste tecniche. Negli ultimi dieci anni più di 9.000 donne si sono rivolte a IVI per riuscire ad avere un bambino malgrado l’endometriosi”.

IVI nasce nel 1990 come la prima istituzione medica in Spagna completamente specializzata nella riproduzione umana. Da allora ha aiutato a nascere oltre 160.000 bambini, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie di riproduzione assistita. All’inizio del 2017, IVI si è fusa con RMANJ, diventando così il più grande gruppo di riproduzione assistita del mondo. Attualmente conta più di 70 cliniche in tutto il mondo ed è leader nel campo della medicina riproduttiva.

In alcune cliniche IVI sono presenti unità specifiche per la cura dell’endometriosi. Una diagnosi ed un corretto trattamento e follow-up, sia medico che psicologico, assicurano alle pazienti maggiore attenzione, sentendosi supportate e comprese al meglio, nella fase dell’assistenza sanitaria. egli ultimi anni sono stati fatti numerosi passi avanti nel campo terapeutico e assistenziale, ma anche istituzionale: nel 2016 l’endometriosi è stata inserita dal Governo Italiano nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti. Inoltre, da marzo 2017 sono entrati in vigore i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per gli stadi clinici di endometriosi moderato e grave.