Maestra insegna agli alunni come assistere compagno epilettico. I complimenti della mamma del piccolo su Facebook

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Apr 2018 alle ore 10:27am

Elena Cecchini è una maestra, ma soprattutto una campionessa di solidarietà. L’obiettivo della signora Cecchini non è solo quello di insegnare ai ragazzi le materie che insegna ma anche il rispetto e la fratellanza. Insegnare la solidarietà ai bimbi significa creare adulti che non si tirano indietro davanti a una persona che ha bisogno d’aiuto.

Elena lavora in una scuola di Riccione e, recentemente, ha assegnato ai suoi alunni compiti diversi, in modo da gestire nel modo migliore eventuali crisi epilettiche di un bambino della classe. La maestra ha infatti assegnato incarichi per fronteggiare in maniera ottima le crisi epilettiche di un compagno di classe.

Tommaso e Alberto, in caso di crisi epilettica del compagno, devono chiamare subito il bidello; Lia, Luca e Vittorio invece devono prendere un medicinale dal cassetto; Giulia recupera il cuscino, Leo e Giordano escono dalla classe per chiedere rinforzi ad un altro insegnante, Josef e Gaia danno il cellulare alla maestra e Diana resta accanto alla maestra per eventuali imprevisti.

Queste le parole della madre del bambino attraverso il post che ha pubblicato su Facebook: ‘La maestra ha spiegato a tutti i compagni cos’è l’epilessia… e cosa si può fare per aiutare e soccorrere in caso di un attacco. Come potete leggere ci sono le istruzioni per tutto: l’ insegnante soccorre il bambino, i compagni hanno volontariamente un incarico di aiuto. Chi prende il farmaco, chi avverte i bidelli, chi prende dall’armadietto il cuscino… ecc. Preparandosi così ad essere utili e a reagire in caso di necessità’.

‘Ha compiuto un gesto di estrema importanza perché li ha resi partecipi e preparati per una cosa importantissima: aiutare. Questo è un grande insegnamento di solidarietà. Questi bambini un giorno per strada si fermeranno ad aiutare chi ha bisogno e non si volteranno dall’altra parte. Io ho il magone in gola perché so che in classe non vedono l’ora di avere il nome scritto lì sopra. Mio figlio sta vivendo tranquillo non solo per noi a casa che cerchiamo di fare un cammino amorevole ma anche perché ha risposte così meravigliose dall’esterno ma che è sempre un ambiente dove vive. Grazie è poco maestra Elena Cecchini’.