La squadra di Enrico Tiacci, 46 anni, ematologo in forza all’Istituto di Ematologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, diretto dal professore Brunangelo Falini, è stata la prima al mondo a somministrare il farmaco “intelligente”, il Vemurafenib, a pazienti affetti da leucemia (quella a cellule capellute dovuta alla mutazione del gene Braf, ndr), che non rispondevano più alla chemioterapia tradizionale.

«Oltretutto -precisa Tiacci-, senza gli effetti tossici della chemio che uccide indiscriminatamente tutte le cellule proliferanti, comprese quelle normali. Il Vemurafenib, al contrario, colpisce solo le cellule leucemiche».

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