maggio 26th, 2018

Come preparare il Pollo alle mandorle, tipica ricetta cinese

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 8:35am

Per gli amanti della cucina cinese ecco una deliziosa ricetta, semplice e veloce da preparare, il pollo alle mandorle!

Ingredienti Ricetta per 3 persone

– 350 g di petto di pollo – 50 g di mandorle – 1 pezzo di zenzero – 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva – 2 cucchiai di salsa di soia – 20 g di maizena – 100 ml circa di brodo vegetale o di acqua – Qualche goccia di aroma alle mandorle – 1 cucchiaino di miele

Preparazione

1. Tagliate il petto di pollo a dadini oppure a straccetti. 2. Sbucciate lo zenzero e grattugiatene un pezzetto. 3. Scaldate un paio di cucchiai di olio e.v.o. ed aromatizzate con lo zenzero grattugiato. 4. Infarinate gli straccetti di pollo nell’amido di mais (oppure amido di riso) e rosolateli a fiamma sostenuta per un paio di minuti, rigirandoli spesso con una paletta. 5. Sfumate con acqua o brodo vegetale, unendo salsa di soia, abbassando la fiamma e procedendo con cottura per altri 10 minuti. 6. Tostate le mandorle sfilettate in una padella, senza aggiungere olio o burro. 7. Prima di spegnere il fuoco, unite il miele e le mandorle a filetti. 8. Spegnete il fuoco ed aromatizzate il pollo con qualche goccia di essenza alla mandorle. 9. Servite il pollo alle mandorle fumante, magari accompagnando con riso basmati.

Dieta della mela, dura 3 giorni e ha un effetto super detox e immediato

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 8:08am

Se volete sottoporvi ad una dieta detox veloce ed efficace, dovete provare a mangiare mele per 3 giorni! Vi aiuteranno a sentirvi sazie e a disintossicarvi. (altro…)

Rapporti non protetti, boom di epatite A e allerta gonorrea, ecco perché

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 7:46am

Nel 2017 è stata registrata una grande epidemia di epatite A che ha colpito gran parte dell’Europa e anche l’Italia, raggiungendo proporzioni spropositate con un’incidenza pari a 6,9 casi per 100.000 abitanti, facendo registrare ben 3.426 casi. (altro…)

Airc, 6 inediti programmi speciali sullo studio delle metastasi grazie al 5×1000

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 7:19am

Sono in procinto di partire sei inediti programmi speciali dedicati allo studio delle metastasi.

L’investimento in questione richiede oltre 14 milioni di euro di all’anno per 7 anni, con più di 200 scienziati al lavoro in tutta Italia.

Questo il nuovo ‘Programma Speciale del 5 x 1000 dedicato allo studio delle metastasi’ promosso dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc), che prosegue l’impegno dei precedenti Programmi Speciali sostenuti nell’ultimo decennio grazie alla scelta di milioni di italiani.

“Dopo i risultati ottenuti dai primi due Programmi Speciali AIRC 5 x 1000, abbiamo deciso di investire nuove risorse per rafforzare la spina dorsale della ricerca oncologica, che può già contare su strutture di eccellenza con laboratori strutturati, diffusi su tutto il territorio – afferma Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico AIRC -. Non solo ci auguriamo di poter ottenere risultati di altissimo impatto per la cura del cancro, ma anche di contribuire alla creazione di un network di ricercatori molto qualificati”.

Calano in tutto il mondo le adozioni internazionali, ecco perché

Pubblicato il 26 Mag 2018 alle 6:13am

Calano in tutto il mondo le adozioni internazionali. Le cause sono certamente da ricercare in tantissimi fattori. Tra tutti spiccano, senz’altro: – la mancanza di un supporto sia di tipo economico che psicosociale alle famiglie; – la sempre maggiore complessità dei problemi psico-fisici, per traumi o malattie, di una ampia parte dei bambini adottabili (i cosiddetti bambini “special needs”); – i tempi lunghi e gli alti costi della pratica di adozione e la debole collaborazione con i Paesi di origine dei bambini.

A queste si aggiungono poi, anche la preoccupazione per la possibilità di pratiche illecite e per il clima di sospetto suscitato dai recenti scandali relativi a presunte adozioni illegali che avrebbero coinvolto anche l’Italia, la crisi economica, l’incertezza occupazionale, il fatto che tante coppie decidono tardi di avere figli e quando si accorgono di non poterli avere desistono anche dall’adottarli, considerate le tante difficoltà previste per averli.

In Italia ad esempio, le adozioni internazionali sono aumentate fino al 2010, anno in cui sono stati adottati 4.130 bambini, per subire poi un netto calo costante fino al 2016 con soli 1.872 bambini adottati (pari a una decrescita del 55%) fino al dato più basso registrato nel 2017, di cui solo 1.439 pratiche sono andate a buon fine.

Questi i dati emersi nel corso nella due giorni di lavoro “EurAdopt 2018”, Conferenza Internazionale promossa dall’omonimo network fondato a L’Aja nel 1993 e composto oggi da 26 enti che si occupano di adozioni internazionali, che si è tenuta alcuni giorni fa a Milano, dopo dieci anni grazie al contributo di CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, ente del Terzo Settore autorizzato per le adozioni internazionali che da 50 anni si occupa dei bambini soli e abbandonati in diversi Paesi del mondo.

In Italia, nonostante le tante difficoltà e criticità, si rileva che le adozioni sono più alte che altrove. Il nostro Paese, si attesta infatti come il secondo Stato dell’accoglienza nel mondo, dopo Stati Uniti e Spagna, Francia e Canada, a dimostrazione del fatto che il sistema italiano delle adozioni internazionali, funziona e che sono veramente le famiglie che adottano un bambino di un altro posto del mondo in stato di abbandono.

“Sono dati molto significativi che implicano un’analisi più dettagliata per comprenderne motivazioni e trend futuri”, dichiara Paola Crestani, Presidente di CIAI. “La lettura non si esaurisce certo né in chiave positiva, in quanto è diminuito il numero dei bambini che hanno bisogno di trovare una famiglia all’estero, né in chiave negativa, in quanto le famiglie non si rendono più disponibili all’accoglienza in adozione. Oggi tutti gli esperti convengono su quello che definiscono un fenomeno certamente complesso: fattori culturali, sociali, scientifici, economici, religiosi e politici hanno mutato progressivamente la realtà dell’adozione internazionale in tutti questi anni, ridimensionando di fatto il fenomeno. Talvolta, però, il sistema si inceppa a causa di episodi illegali: per questo è indispensabile che ciascuno degli attori coinvolti nel processo adottivo metta in atto le misure necessarie, per ciò che gli compete, a garantire che ogni singola adozione sia fatta nel superiore interesse del minore e nel rispetto dei suoi diritti”.

Guardando ancora ad altri dati relativi alle adozioni nel nostro Paese scopriamo anche che negli ultimi due anni (2016 e 2017) il maggior numero di famiglie adottive risiede in Lombardia, circa il 16% del totale italiano. Una delle ragioni può essere ricercata nel fatto che è una delle regioni italiane più produttive in assoluto, la più ricca e perché proprio in questa Regione sono nati i primi enti autorizzati per l’adozione internazionale, ancora prima che la legge sancisse obbligatoriamente il loro ruolo con la ratifica della Convenzione de L’Aja del 1993. Attualmente la Lombardia con 29 sedi di enti che vi operano è seconda solo al Lazio, dove se ne contano 31.