Ambiente, il neo ministro – Gen. Sergio Costa: “Lotta alle ecomafie, economia circolare, tutela del territorio e dei parchi e delle aree marine, azioni per il clima, faro di questo governo”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 03 Giu 2018 alle ore 7:32am

“Lotta alle ecomafie, economia circolare, tutela del territorio e dei parchi e delle aree marine, azioni efficaci per il clima e contro il marine litter saranno il faro di questo governo”, questi i principali obiettivi del neo ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che lunedì si insedierà al dicastero dopo il passaggio di consegne con il ministro uscente Gian Luca Galletti. Tra i primi impegni, Costa fisserà un incontro con il coordinamento delle associazioni ambientaliste con le quali il M5s durante la campagna elettorale si è impegnato a far sì che il ministero riacquisisca la sua centralità per il Patto ambientalista.

Chi è il generale e ministro dell’ambiente Sergio Costa

Nato a Napoli nel 1959. Si è laureato in Scienze Agrarie, con un master in Diritto dell’ambiente. Entrato nel Corpo Forestale, ne è diventato comandante regionale in Campania. All’inizio del Duemila ha guidato la sua indagine più famosa: quella sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, la piana agricola del Casertano al confine con Napoli.
Sposato, due figli, Costa si è occupato anche delle discariche abusive nel Parco del Vesuvio e ha condotto indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia.

Nel 2017, quando la Forestale è stata accorpata ai Carabinieri, è diventato generale di brigata dell’Arma. Oggi vive a Napoli.
Sul suo tavolo il neo-ministro troverà due dossier particolarmente scottanti, per i quali l’Italia è stata deferita dalla Commissione europea alla Corte di Giustizia: i continui sforamenti dei limiti per l’inquinamento atmosferico, in particolare per le polveri sottili Pm10, e il deposito unico nazionale delle scorie nucleari.

L’Italia è tenuta a farlo dalle norme europee, ma i vari governi non hanno mai osato affrontare l’argomento, a causa delle prevedibili proteste popolari.

Il Ministero dell’Ambiente collaborerà a tutte le grandi opere, con le Valutazioni di impatto ambientale (Via), senza le quali i cantieri non andranno avanti. Si pensi a Tav, Tap, Terzo Valico, Mose e tante altre.