Seconda Marea e ‘Slow’, l’ultimo album pubblicato il 27 aprile. Noi li abbiamo intervistati

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Giu 2018 alle ore 8:18am

Dal 27 Aprile è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming “SLOW” (RadiciMusic Records/Artist First), il nuovo album di inediti di SECONDAMAREA, il duo residente all’Isola del Giglio, formato dalla cantante e musicista Ilaria Becchino e dallo scrittore e cantautore Andrea Biscaro.

SLOW”, prodotto da Paolo Iafelice, contiene 12 brani inediti dal taglio pop-folk scritti dagli stessi Secondamarea, con la partecipazione di musicisti quali il batterista e percussionista Leziero Rescigno (La Crus, Amour Fou, Mauro Ermanno Giovanardi), il bassista Lucio Enrico Fasino (Patty Pravo, Mario Biondi, Fiorella Mannoia) e il trombettista Raffaele Kohler (Baustelle, Afterhours, Vinicio Capossela).

Le canzoni esplorano i temi della natura, del clima, dell’acqua, dei boschi e degli effetti che questi hanno sull’uomo e sulla sua capacità di osservare il mondo. Tutto ciò viene racchiuso in un disco unico e originale, il cui concept rappresenta una sorta di grande inno alla natura, in tutti i suoi aspetti.

Questa la tracklist dell’album “Slow”: “C’hanno rubato l’inverno”, “Naturale”, “Pellegrinaggio”, “Macina”, “Slow”, “Petrolio”, “Il presente”, “Via dell’orto”, “Sangue di legno”, “Senza”, “Acuacanta” e “Il mondo vuole te”.

Il video del brano “Petrolio”, primo singolo estratto dall’album, è disponibile su YouTube al seguente link: https://youtu.be/yT3lFyQ40WU

Il duo formato da Ilaria Becchino e Andrea Biscaro ha pubblicato nel 2007 “Chimera”, disco nato dai versi del poeta Dino Campana e utilizzato in diffusione sonora a Palazzo Vecchio per tutta la durata della mostra di Antonio Possenti dedicata al poeta. Sempre dello stesso anno l’album-libro “Canzoni a carburo”, realizzato con la partecipazione di Gabriele Mirabassi al clarinetto e registrato e prodotto dalla Radio Svizzera Italiana, pubblicato nel 2009 con Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri e, rieditato nel 2016 da RadiciMusic Records in edizione deluxe. Alda Merini ne ha scritto la prefazione.

Nel 2008 il libro-cd “Giraluna e altre storie” in cui 7 favole originali vengono raccontate e musicate dagli stessi Secondamarea.

Nel 2013 l’album-libro illustrato “Ballate della notte scura”, scritto su testi di Tiziano Sclavi, celebre autore e creatore del fumetto Dylan Dog. Sempre nel 2013 “Gli anni del mare e della rabbia”, riedizione dell’album “Ballate della notte scura” contenente quattro inediti suonati insieme ad Antonio Marangolo (storico collaboratore di Paolo Conte, Francesco Guccini e Vinicio Capossela), uscita in esclusiva con XL-Repubblica in tutte le edicole.

Il duo, inoltre, ha riscosso da subito consensi e riconoscimenti in Italia e all’estero vincendo molti premi tra i quali Premio Ciampi, Premio De André, Premio Bindi, Biella Festival, Festival Internazionale di Monaco di Baviera, Premio Bianca d’Aponte.

Noi li abbiamo intervistati.

Come è nata la vostra passione per la musica pop-folk?

Ci piace ogni forma di musica, purché buona. Tuttavia, crediamo che il pop (inteso nel suo significato più nobile, beatlesiano) e il folk (inteso come genere “organico”, fatto di strumenti veri,
suonati, di corde, legni e pelli) ci assomiglino particolarmente. Forse per una predisposizione all’essenziale e alla veloce comunicazione. Attraverso la musica leggera è possibile divertire facendo però anche cultura. Rilassarsi, distrarsi, intrattenersi, ma con il pensiero sempre vigile, critico.

Come è nato questo album?

“Slow” è il nostro disco più viscerale, autentico, personale: è un grande inno alla vitalità della lentezza, del gustare, dell’osservare, del fare secondo natura. Dodici canzoni per raccontare il nostro modo di esistere, forse. Queste dodici canzoni sono nate relativamente in fretta, dettate da un impulso quasi primigenio, da un bisogno e da un’urgenza che da tanto tempo albergavano in noi. Viviamo da più di dodici anni nella piccola Isola del Giglio dell’Arcipelago toscano e ciò ci ha permesso di misurarci con la nostra natura più essenziale, selvatica, primitiva. Autentica, dunque. Cantare in chiave pop/folk la nostra nuda natura, semplice e senza scudi, anche nella critica sociale, nella visione iperrealista del mondo contemporaneo, è stata la cosa più facile e spontanea. Come respirare, appunto.

Come mai avete scelto di cantare la natura e
il vivere naturale?

Perché noi ci viviamo letteralmente dentro la natura! A un paio di metri dal mare, circondati dalla macchia mediterranea e da un paesaggio ancora – per certi versi – primordiale. Era fatale che prima o poi accadesse di comporre “Slow”. Forse ci sarà un seguito, tra l’altro…

Ci saranno altre date di presentazione dell’album al vivo, dopo quelle milanesi?

Sì, assolutamente! Siamo felici di aver dato vita all’AGRITOUR, un concetto innovativo per riportare la musica alla terra, trasformando spazi non propriamente “da concerto”, in luoghi musicali. Un programma di date consecutive in Agriturismi, Cascine, Fattorie in cui far ascoltare il nuovo disco “SLOW”, in veste totalmente acustica, puntando sull’essenzialità e sulla convivialità.
Un progetto di musica a Chilometro Zero per un percorso sensoriale tout court, dove le note sono molteplici: sonore, olfattive, gustative, visive. Il tour inizierà a metà giugno.