giugno 7th, 2018

Studentessa di 18 denuncia compagno di scuola per violenza. Altri due guardavano

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 8:28am

In un istituto tecnico di Parma una ragazza di 18 anni ha raccontato alla preside e ai carabinieri che ha subito violenza da parte di un ragazzo della scuola durante l’orario di lezione. È successo lunedì, poco dopo mezzogiorno. Anche se l’anno scolastico non è ancora finito, in quel momento la scuola parmigiana era semivuota, visto che molti ragazzi sono impegnati in attività extra-scolastiche.

Tra i pochi studenti presenti anche la ragazza, appena 18enne, che con due compagni di classe ha trascorso la mattina in classe, con un’insegnante. Quando la lezione è finita i tre, in aula, sono stati raggiunti da quello che è stato denunciato come l’autore della violenza, un 19enne, di origine straniera, che non era mai stato individuato dalla scuola come un soggetto a rischio. Prima le avrebbe strappato di mano il cellulare, poi l’avrebbe immobilizzata, quindi provato a baciarla. A quel punto l’aggressione sessuale. Secondo la denuncia della ragazza, si è fermato solo dopo venti minuti, di fronte ai ripetuti no che lei gli ha urlato in faccia. Ecco allora che egli l’ha liberata ed è andato via. Ad assistere alla scena ci sarebbero stati i due ragazzi che erano con lei in classe e che avrebbero solo detto all’aggressore di fermarsi, ma senza intervenire.

La ragazza, dopo aver raccontato tutto alla preside, è andata, da sola, in una caserma dei carabinieri lì vicina, per cercare protezione, ma anche per invocare una punizione per il suo aggressore. Ha raccontato, nei dettagli, quello che era accaduto.

I carabinieri stanno facendo i dovuti accertamenti del caso, sentendo anche alcuni dei giovani testimoni per trovare riscontri al racconto della studentessa.

Tumore al seno in stato avanzato, una scoperta rivoluzionaria. Donna salva grazie ai linfociti T

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 8:23am

Un gruppo di ricerca guidati da Steven Rosenberg del National Institutes of Health di Bethesda in Maryland ha scoperto che i linfociti T di una donna con tumore al seno in stato avanzato sono stati in grado di eliminare completamente il tumore e tutte le metastasi, offrendole una chance di cura laddove tutte le terapie convenzionali somministrate precedentemente avevano fallito. Reso noto sulla rivista Nature Medicine, è un traguardo molto importante per la ricerca, senza precedenti. La paziente è da due anni libera del tutto dalla malattia. Si tratta infatti della prima applicazione di successo della “immunoterapia a cellule T” per il cancro del seno in fase avanzata.

“Abbiamo sviluppato – spiegano il ricercatore a capo dello studio – un metodo molto efficace per identificare le mutazioni presenti in un tumore che sono riconosciute dal sistema immunitario. Questa ricerca è sperimentale in questo momento, ma poiché questo nuovo approccio all’immunoterapia dipende dalle mutazioni, non dal tipo di cancro, è in un certo senso un progetto che possiamo usare per molti tipi di tumore”. Attualmente sono due gli approcci più efficaci di immunoterapia – che è l’ultima frontiera della lotta ai tumori e si basa sull’uso delle difese del corpo del paziente per sconfiggere la malattia: il primo è l’attivazione delle cellule immunitarie del paziente direttamente nel suo corpo tramite farmaci (ad esempio anticorpi specifici), il secondo è una terapia basata sull’uso diretto di cellule immunitarie.

Con questo approccio terapeutico i linfociti T del paziente sono isolati dal suo sangue o dal tumore stesso e poi gli scienziati selezionano solo le cellule di difesa in grado di riconoscere e attaccare la neoplasia. Questi linfociti T specifici per il tumore vengono coltivati in provetta e poi iniettati nuovamente nel corpo del paziente. Nel caso specifico la protagonista aveva un carcinoma mammario metastatico e aveva già ricevuto diversi trattamenti multipli, chemioterapici e ormonali, che però non avevano impedito al cancro di espandersi e di progredire. Per gli scienziati era una paziente ormai incurabile, l’unica opzione era quella di sperimentare su di lei questa nuova terapia basata sull’uso diretto di cellule immunitarie: è stato un vero successo, le cellule T hanno eliminato il tumore e le metastasi e la donna risulta libera da malattia da due anni, pur non facendo più cure oncologiche.

Nicole Kidman, rivela: “Diventare mamma è stato un miracolo, io e Tom Cruise abbiamo perso due figli”

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 7:34am

Nicole Kidman fa una confessione, molto dolorosa, che arriva a distanza di quasi trent’anni , riferendosi ai tempi del matrimonio con Tom Cruise. Nel 1990, quando la star aveva solo 23 anni, ha perso il suo primo figlio, con una gravidanza extrauterina, mentre nel 2001 ha avuto un aborto spontaneo. Nicole racconta per la prima volta il dramma al magazine britannico “Tatler”: “Diventare mamma è stato un percorso lungo e doloroso, un miracolo”.

“Conosco il desiderio immenso e doloroso – ha raccontato Nicole – La perdita che si prova dopo un aborto è qualcosa di cui non si parla abbastanza, ma è un grandissimo dolore”. Con Cruise la Kidman ha adottato due figli: nel 1992 Isabella e Connor nel 1995. Mentre dal secondo marito, Keith Urban, ha avuto Sunday Rose nel 2008 e Faith Margaret nel 2010 (da una madre surrogata, ndr).

Ora l’attrice ha ritrovato il sorriso e la serenità e l’amore. “Con Keith siamo una famiglia molto unita e in casa parliamo di tutto. Prendiamo molto seriamente la responsabilità di essere genitori, ma vogliamo anche avere una conversazione aperta con i nostri bambini”.

Grasso addominale, la colpa è dei batteri del nostro intestino e dell’alimentazione

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 6:57am

Grasso in eccesso sulla pancia, la colpa di batteri del nostro intestino e dell’alimentazione scorretta. Lo ha scoperto una scienziata italiana al termine di uno studio pubblicato da poco sulla rivista Nature Genetics.

La scoperta potrebbe portare nel giro di qualche anno allo sviluppo di diete personalizzate che, tenendo conto della composizione della flora batterica di ciascuno di noi, favorirebbero un’attività intestinale che contrasti l’accumulo di grasso sull’addome.

Il microbiota umano è l’insieme di microrganismi simbionti che convivono con l’organismo umano. L’informale termine “flora intestinale” non è del tutto corretto perché abbiamo a che fare con dei batteri, i quali all’interno del nostro corpo convivono e cooperano tra di essi. Condotto presso il King’s College di Londra, lo studio sul legame tra microbiota e aumento di grasso addominale è firmato da Cristina Menni: «La nostra ricerca che per la prima volta ha analizzato le sostanze chimiche prodotte dai batteri nell’intestino, i cosiddetti metaboliti misurabili nei campioni fecali dei pazienti – spiega la scienziata -, ha consentito di identificare quali di queste molecole in particolare si associano ad accumulo di grasso sulla pancia».

Pescara, salgono a 180 gli intossicati a scuola a causa di un batterio della carne

Pubblicato il 07 Giu 2018 alle 6:15am

È stato individuata la causa dell’intossicazione alimentare che nei giorni scorsi ha causato malori ad oltre 180 persone (soprattutto bambini) nelle scuole di Pescara. Dopo aver escluso le ipotesi di virus e di salmonella, le analisi di laboratorio hanno portato al batterio Campylobacter. La trasmissione nell’uomo – spiegano i medici – è dovuta a cibi contaminati, in particolare la carne, ed è una delle malattie batteriche gastrointestinali tra le più diffuse al mondo. Sulla vicenda indaga la procura di Pescara ha aperto un fascicolo contro ignoti.

Il batterio, riferisce l’Asl, è stato individuato grazie alle analisi eseguite sui campioni prelevati sui primi bambini arrivati in ospedale venerdì scorso. La conferma è arrivata anche dalla terapia antibiotica adottata dai medici, che si è rivelata efficace contro il Campylobacter. In totale le persone intossicate sono salite ad oltre 180 (fra cui almeno sei insegnanti), appartenenti a sei o sette scuole della città e residenti in zone diverse del capoluogo adriatico. Circa 150 sono arrivate al pronto soccorso di Pescara e sono 23 i bambini al momento ricoverati nel reparto di Pediatria.

Per evitare possibili nuove intossicazioni il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ha sospeso il servizio di mensa in tutte le scuole comunali.