giugno 11th, 2018

Tra i sette punti della strategia di Salvini vi rientra anche la Nato. Questa mattina l’incontro tra il premier Conte e Jens Stoltenberg

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 11:35am

Il ministro dell’interno Matteo Salvini è deciso a rispettare la parola data agli italiani: risolvere il problema immigrazione. Nel suo programma per bloccare i flussi migratori e dare maggiore sicurezza al nostro Paese c’è un programma ben dettagliato e che si può sintetizzare in sette punti essenziali

– Una maggiore collaborazione con l’Europa. Accordi con le altre Nazioni per maggiori controlli alle frontiere, ma anche per il potenziamento dell’interscambio di informazioni di intelligence per contrastare il terrorismo. Come il predecessore, Marco Minniti, ha ammesso, che alcuni foreign fighters potrebbero mischiarsi tra i migranti in arrivo sui barconi.

– Impedire le partenze con due punti fondamentali: rapporti più efficaci con Paesi di provenienza e impegno dei Paesi Nato. Potenziamento degli accordi bilaterali e nuovi accordi con gli Stati con cui non si hanno.

– Far capire alla Nato che anche la Difesa delle frontiere del sud dell’Europa è fondamentale, proprio in virtù del fatto che il potenziale pericolo di infiltrazioni terroristiche arriva proprio da quelle aree del Mediterraneo.

– Intenzione di velocizzare le pratiche di riconoscimento dei rifugiati, in modo da individuare coloro che hanno il diritto a essere accolti e coloro che, invece, devono essere espulsi.

– Realizzazione di centri chiusi che non siano luoghi di detenzione, ma strutture da cui si può sì anche uscire, ma con controlli e verifiche da parte delle forze dell’ordine che consentano di sapere sempre dove è la persona.

– Ecco perché si punta ad avere Cpr in ogni regione, dove chi deve essere rimpatriato possa stare anche per un tempo maggiore, necessario a capire da quale Paese proviene e, quindi, così da avere una destinazione certa. Questo anche grazie al supporto dei nuovi 250 funzionari assunti dal Ministero che operano nei centri territoriali di riconoscimento e protezione internazionale.

Infine, Salvini ha annunciato guerra ai «taxi del mare», le Ong e a Malta che non rispetterebbe gli accordi internazionali. «Chiuderò i rubinetti», ha detto, lasciando intendere che il codice di comportamento voluto da Marco Minniti, dovrà essere rivisto. Dichiarazione che ha creato qualche attrito con La Valletta, ma che ha dato l’idea dell’incisività di questo ministro.

Solo nella giornata di ieri SONO sbarcate sulle coste italiane 13.808 persone (contro i 181.436 del 2016 e i 119.369 dello scorso anno). Di queste la maggior parte (2.916) dalla Tunisia, 2.228 dall’Eritrea, 1.066 dal Sudan, 1.052 dalla Nigeria e il resto da altri Paesi. Dati che Salvini vuol portare (rifugiati a parte) quasi a zero.

Intanto questa mattina a Palazzo Chigi, è avvenuto l’incontro tra il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, e il premier italiano, Giuseppe Conte. Come da procedura, Stoltenberg è stato accolto con il saluto davanti al picchetto d’onore.

«Non si può prescindere da una più intensa cooperazione tra Nato e Ue nel Mediterraneo e altrove» ha spiegato il premier, mentre la nave Aquarius, con a bordo 629 migranti, attende ancora di sapere dove può sbarcare. Conte ha aggiunto che «il rafforzamento della dimensione europea sulla sicurezza che consideriamo una priorità perderebbe di senso ed efficacia al di fuori di un quadro di piena sinergia e complementarietà con le forze di cui è dotata la forza atlantica». Oggi Stoltemberg incontrerà anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Il premier ha anche parlato dei rapporti tra l’Alleanza Atlantica e la Russia. «La Nato ha scelto l’approccio del doppio binario della fermezza e del dialogo. Siamo fautori di questo approccio – ha sottolineato – e speriamo di vedere questa linea costantemente attuata nelle relazioni tra la Nato e la Russia».

Il capo del governo italiano ha così confermato che la politica estera del paese, nei rapporti con la Nato, non cambierà. «L’Italia – ha detto ancora Conte – è fermamente legata, crede fermamente nella Alleanza atlantica come pilastro della sicurezza europea e internazionale». Il premier ha ricordato l’investimento politico e finanziario fatto dall’Italia nell’Alleanza e, ha assicurato, «continuerà a farlo. Non intendiamo certo sottrarci alla responsabilità e quindi ai nostri impegni di solidarietà atlantica. Però – ha anche aggiunto – è naturale per il nostro Paese svolgere sempre più un ruolo chiave soprattutto di stabilità del fianco Sud dell’alleanza. Da qui provengono le minacce più dirette alla sicurezza dei cittadini per instabilità, terrorismo e estremismo violento. E quindi su questa regione l’Italia ha chiesto di poter essere maggiormente concentrata con i suoi sforzi».

Per l’Alleanza atlantica l’Italia ricorre un ruolo strategico. Basti pensare al comando Nato che si trova a Napoli. «Ho ricordato in modo particolare al nostro ospite la forte aspettativa dell’Italia per il raggiungimento della piena operatività del cosiddetto Hub regionale presso il comando Nato di Napoli che può essere un utilissimo snodo per migliorare la capacità di analisi, azione e collaborazione con gli altri partner nel Mediterraneo».

La conferenza stampa dell’incontro è stata trasmessa in diretta streaming sulla pagina facebook del premier.

Autismo: osservata la ‘zampata’ del Dna che taglia i ponti nel cervello

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 9:37am

E’ stata osservata dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto e dell’Università di Pisa, la ‘zampata’ del Dna che taglia i ‘ponti’ nel cervello causando una delle più comuni forme di autismo, grazie ad una strategia innovativa che permette di svelare come le mutazioni genetiche associate all’autismo alterino la struttura e le funzioni del cervello. (altro…)

Morbillo: registrati 3 casi in corsia, scattata indagine al Galliera

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 9:29am

Sono tre, i casi di morbillo registrati in pochi giorni tra le corsie dell’ospedale Galliera. A essere stati interessati sono una dottoressa e un infermiere del pronto soccorso, oltre a una operatrice sanitaria del reparto di maternità. E mentre i vertici della Asl 3 hanno avviato la procedura di vaccinazione per i familiari dei sanitari e i colleghi che hanno lavorato a stretto contatto con queste persone, nelle ultime settimane, l’ospedale Galliera ha avviato un’indagine epidemiologica sui casi segnalati. Sulla vicenda l’attenzione di Asl 3 è molto alta. Si teme un ‘epidemia come accaduto, a inizio anno, all’ospedale di Sanremo.

«La copertura vaccinale della popolazione, in questi tempi, non è ottimale – ha spiegato Giuliano Lo Pinto, direttore sanitario del Galliera – Già da tempo abbiamo avviato un’opera di prevenzione a tappeto, per individuare il personale non vaccinato e proporgli la vaccinazione. Un’attenzione particolare soprattutto per chi lavora nei reparti più delicati, come il pronto soccorso, la rianimazione e ostetricia».

Due casi registrati al Galliera negli ultimi giorni, riguardano proprio il personale del pronto soccorso. Uno invece si è registrato tra le corsie di neonatologia. Tutti sono stati segnalati negli ultimi giorni, il primo martedì scorso, gli altri due venerdì e ieri. E ci sarebbe un quarto caso, risalente a 20 giorni fa, sul quale sono in corso accertamenti. «Non crediamo, comunque- ha proseguito Lo Pinto – che ci sia una relazione tra i diversi casi».

Infermiera lascia il phon acceso vicino a un neonato, amputata gamba al piccolo

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 8:13am

I medici del Xincai Maternity and Child Health Care Hospital, di Zhumadian, in Cina, sono stati costretti ad amputare la gamba di un neonato di soli quattro giorni dopo che un’infermiera ha lasciato un asciugacapelli acceso vicino al suo minuscolo arto per quasi due ore. Il piccolo, nato prematuramente di 36 settimane, ha subito gravissime ustioni ed è stato subito sottoposto all’intervento chirurgico.

Come documentano anche alcuni filmati delle telecamere a circuito chiuso, l’orribile incidente è avvenuto dopo che un’infermiera ha asciugato con il phon tre neonati che erano stati appena lavati.

Nel video, rilasciato dalla stazione televisiva cinese Henan Metropolitan News Channel, si vede il membro del personale che mette da parte l’asciugacapelli prima di allontanarsi. Nella stanza c’è anche un’altra infermiera che porta avanti altri compiti nella stanza, apparentemente inconsapevole di quello che sta accadendo. L’apparecchio soffia aria calda sulla gambina sinistra del bambino per ore. La pelle del bambino ha subito ustioni tali da rendere inevitabile l’amputazione della gamba.

Le due infermiere ritenute responsabili dell’incidente, avvenuto il 14 dicembre 2017, sono state licenziate dall’ospedale e la direzione ha rilasciato scuse alla famiglia del piccolo di appena 4 giorni. “Se avesse prestato attenzione ai bambini e rapidamente rimosso il phon, mio figlio avrebbe avuto solo ustioni minori” ha detto a Henan Metropolitan News Channel il padre del neonato. Wan Yunfeng, il vice direttore dell’ospedale, ha assicurato che il nosocomio coprirà con 610.000 yuan (£ 71.000) le spese mediche per le cure del piccolo.

Ora la famiglia del neonato chiede di essere risarcita per riuscire a provvedere al futuro del bimbo.

Attenzione a farmaci in viaggio, possono essere illegali in alcuni Stati

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 7:13am

“Prima di partire – consigliano gli esperti britannici – bisognerebbe consultare il medico di base per verificare se qualcuna delle medicine prescritte fanno parte di qualche gruppo speciale oppure no”. . (altro…)

Liguria, 150 mila allergici, ma molti non lo sanno: al via la campagna di sensibilizzazione

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 7:03am

Sono circa 150 mila le persone che, in Liguria soffrono di allergie, rinite, asma, dermatiti, allergie di contatto, alimentari e chi più ne ha più ne metta.

Molto spesso, purtroppo, lo stesso soggetto può presentare più di una di queste patologie insieme.

“Spesso le persone sottovalutano i sintomi di malattie, come la rinite allergica – spiega Paola Minale, direttore di Allergologia al San Martino – e si trattano con farmaci da banco o terapie personalizzate. Ma questo può essere, invece, l’inizio di un percorso che può portare a sviluppare tante manifestazioni diverse e, per questo, bisogna fare da subito un inquadramento diagnostico”.

Quello che manca, è una “cultura” dell’allergia e, per questo motivo, è partita una campagna di sensibilizzazione chiamata “allergicamente”. Con un ciclo di 23 incontri su tutto il territorio regionale, promosso dall’associazione allergologi AAIITO, che permetterà ai cittadini di incontrare esperti e avere consigli mirati in merito.

“Si tratta di una bella iniziativa che punta all’educazione sanitaria – ha detto l’assessore alla sanità della Regione Liguria, Sonia Viale – per formare, prevenire e accompagnare le persone nel tema delle allergie. La scelta vincente è anche quella di portare le iniziative sul territorio per avvicinarsi ai bisogni dei cittadini”.

Mare e sole, consigliati per donne operate al seno?

Pubblicato il 11 Giu 2018 alle 6:31am

Mare e sole, possono fare bene anche alle donne operate di cancro al seno. In molte però hanno paura di correre possibili rischi.

A fugare i loro timori arrivano dunque i cinque consigli dell’oncologo Giuseppe Petrella, docente di chirurgia generale dell’Università Tor Vergata di Roma, e del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club.

Gli esperti, infatti, sostengono che è però meglio aspettare almeno 3-6 mesi dall’operazione prima di esporsi al sole, per evitare che la cicatrice diventi ipertrofica e si irriti. Grazie alle suture intradermiche con punti riassorbibili, la qualità delle cicatrici post-intervento è migliorata moltissimo, ma se all’inizio la cicatrice è bianca dopo un mese diventa rossa perché c’è comunque un elemento irritativo.

Chi ha già trascorso i 6 mesi dall’operazione non ha bisogno di indossare particolari indumenti al di là del costume da bagno: basta una protezione solare molto alta, con un Spf superiore a 50, tranne in casi particolari in cui la cicatrice non si possa coprire neanche indossando un costume intero. In quel caso conviene indossare indumenti protettivi.

Fare il bagno al mare, sempre con la cicatrice coperta e non esposta al sole, non solo è possibile ma è addirittura consigliato da parte degli specialisti: nuotare anche, fa molto bene, soprattutto alle donne che hanno subito lo svuotamento ascellare perché questo tipo di attività fisica si favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

La regola fondamentale, indipendentemente dalla cicatrice che si ha, è sempre quella di esporsi al sole solo nelle prime ore del mattino o dopo le 17.

Discorso diverso per le donne che si stanno sottoponendo alla chemioterapia perché ci sono dei farmaci che possono provocare danni notevoli sulla cute e l’esposizione al sole può peggiorare queste situazioni.

Niente sole per un anno, anche per coloro che hanno fatto la radioterapia, a causa del problema relativo alle radiodermiti, delle teleangectasie e di tutta una serie di complicanze che possono generare.