Smartphone e tablet, pediatri dicono no all’utilizzo nei primi 2 anni di vita

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Giu 2018 alle ore 10:44am

I pediatri dicono no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Hanno lanciato un vero e proprio appello attraverso la Società italiana di pediatria, che per la prima volta pubblica un documento ufficiale sull’utilizzo di cellulari e altri dispositivi elettronici da parte dei bambini da 0 a 8 anni di età. Tra le altre linee guida, la raccomandazione di limitarne l’uso a massimo un’ora al giorno nei bimbi tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli che hanno un’età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

Gli esperti, infatti, hanno pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, un documento, presentato a Roma in occasione del 74esimo Congresso italiano di pediatria, proprio in un momento in cui in Francia, ad esempio, vieta i cellulari a scuola.

In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso molto permissivi: il 30% dei genitori utilizza infatti lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto ribadisce il “no” al cellulare “pacificatore”.

“Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, ma come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, ha spiegato Alberto Villani, il presidente della Società italiana di pediatria. “Numerose sono le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”, ha aggiunto.

“E’ importante – ha notato Elena Bozzola, segretaria nazionale della Società italiana di pediatria – porre dei limiti ai piccoli e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei dispositivi perché i bambini sono grandi imitatori”.

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