Camera: il discorso del premier Conte in vista del prossimo Consiglio Europeo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Giu 2018 alle ore 10:54am

«In questo Consiglio europeo bisogna prendere decisioni concrete. Senza tentennamenti, ambiguità e paure. Con la forza di un governo che in Europa parla una lingua sola. Questo appuntamento sull’immigrazione grazie a noi può diventare uno spartiacque». Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha anticipato alla Camera i contenuti di ciò che esporrà domani e venerdì al vertice dei capi di Stato e di governo europei. «Abbiamo bloccato una bozza inadeguata, che andava contro i nostri interessi. È stato riconosciuto il nostro ruolo».

I punti principali affrontati.

Immigrazione
«Il problema – ha spiegato il premier — sono i cosiddetti movimenti primari (gli sbarchi). Dobbiamo uscire dalla logica emergenziale per passare a risposte strutturali. Individuato dieci obiettivi. Il primo è intensificare i rapporti con i paesi d’origine, per prevenire i flussi in uscita. Penso in particolare alla Libia e al Niger. Poi bisogna rafforzare le frontiere esterne dell’Unione europea, intensificare gli accordi per pattugliare le coste. Dobbiamo superare Dublino, non ci sono più dubbi sul fatto che sia inadeguato a gestire i flussi migratori. Va superato il criterio del primo arrivo. Chi sbarca in Italia sbarca in Europa. Lo dirò a voce alta a tutti gli interlocutori. Le coste italiane sono coste europee. Questo criterio va superato». E poi ancora: «L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di farsi carico di gestire le domande per conto di tutti. L’Ue deve affrontare con iniziative comuni la tratta di essere umani, non può lasciare i paesi soli. Inoltre, non possiamo portare tutti i migranti solo in Italia e Spagna, ma in tutti gli altri paesi». Ultimo obiettivo: «Ogni Stato stabilisce la quantità di migranti che è in grado di accogliere. Bisogna adottare contromisure nei confronti di tanti che non vogliono accogliere».

Lotta alla povertà
Conte rimarcando l’azione del suo governo ha strappando applausi dall’aula. «Nel 2017 oltre 5 milioni di persone in Italia hanno vissuto sotto la soglia di povertà assoluta. Questi dati ci obbligano a risposte concrete, 5 milioni di persone non possono più attendere. Anche il tema del divario territoriale è intriso di ingiustizie e paradossi. Chiederemo all’Ue un utilizzo più organico dei fondi dedicati a questo tema. Chiederemo di usare le risorse anche per il reddito cittadinanza e altre misure di inclusione sociale, tra cui il potenziamento dei centri per l’impiego», ha aggiunto il premier Conte.

Fiscalità
«Il debito pubblico italiano è pienamente sostenibile, dobbiamo puntare alla sua riduzione ma in una prospettiva di crescita economica. Intendiamo portare a Bruxelles anche la nostra visione sul sistema tributario. La combinazione di tasse alte e burocrazia danneggia la competitività», ha aggiunto Conte, sottolineando anche «l’impegno contro l’evasione e l’elusione fiscale. Serve un’Europa più equa anche su questo fronte, in particolare per i colossi del web. È il momento di far avanzare la condivisione del rischio, ma senza condizionalità che finiscono per irrigidire processi già avviati, che finiscono per incrementare l’instabilità bancaria e finanziaria. Non vogliamo un Fondo Monetario Europeo che finisca per costringere alcuni Paesi verso percorsi di ristrutturazione predefiniti, con l’esautorazione di un’autonomia che comporti politiche economiche efficaci».