giugno 28th, 2018

Laura Pausini realizza il suo sogno, cantare a Cuba davanti a 250 mila persone

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 10:59am

Laura Pausini ha realizzato il suo sogno, cantare a Cuba. La cantante italiana di fama internazionale è stata l’ospite speciale del concerto che i Gente de Zona hanno regalato alla loro città. Davanti a 250mila persone, Laura ha cantato le versioni spagnole di La solitudine, Non c’è e un frammento a cappella di Strani Amori, e per la prima volta dal vivo si è esibita con il duo con la versione remix di Nadie ha dicho, il brano che ha lanciato il suo nuovo progetto.

“Il mio sogno, in questi 25 anni di carriera, era cantare per i miei fan a Cuba, uno dei pochi paesi al mondo che non avevo mai visitato. Per un cantante, il modo migliore per dire ‘grazie’ al proprio pubblico è cantare dal vivo, guardare i volti, cantare insieme le canzoni. Tutto questo è stato possibile grazie ai miei amici Gente de Zona e la nostra canzone “Nadie ha dicho”. Non dimenticherò mai questa giornata pazza e bellissima fatta in 24 ore senza dormire, ma con il cuore pieno d’amore. La musica unisce, la amo”, ha scritto la cantante su Instagram.

Foto Ufficio stampa

Video – dichiarazioni Laura Pausini esibizione a Cuba

First To Know: l’unico test di gravidanza per autodiagnosi, su sangue capillare, in vendita in farmacia

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 8:21am

Da alcuni giorni è disponibile un nuovo strumento per sapere in pochi minuti e precocemente se è in corso una gravidanza.

First To Know®, è il primo esame di autodiagnosi che si basa sul prelievo di una goccia di sangue dal polpastrello.

Il test, prodotto dalla società americana Now Diagnostics Inc, si distingue per una sensibilità elevata (10 mIU/ml) che consente di rilevare nel sangue anche piccolissime quantità dell’ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (beta hCG), dopo circa una settimana dal presunto concepimento e circa sei giorni prima dell’atteso ciclo mestruale o comunque sin dal giorno stesso della mancata mestruazione.

La precocità è dovuta al fatto che circa una settimana dopo il concepimento l’ovulo fecondato si annida nell’utero; in questa fase inizia la produzione dell’ormone della gravidanza che è presente e quindi rilevabile già nel sangue, anche in piccolissime quantità.

In presenza dell’ormone della gravidanza, utilizzando First To Know® si verifica una reazione immunologica che forma una linea rossa nella zona “T” linea del test. Altri anticorpi formano una linea rossa nella zona “C” linea di controllo. La linea di controllo indica il corretto funzionamento del test, per cui deve essere sempre presente. Se assente, il risultato non deve essere considerato valido.

A differenza del prelievo venoso effettuato in un laboratorio di analisi, che presenta un dosaggio della quantità di ormone presente nel sangue, la nuova soluzione di Now Diagnostics Inc ne conferma solo la presenza o assenza avendo una natura qualitativa (e non quantitativa).

First To Know® è dunque l’ideale per chi sospetta una gravidanza e vuole averne conferma o meno il prima possibile e nella privacy di casa: semplice da usare, tramite una puntura eseguita con un apposito pungidito, permette di ottenere un risultato in dieci minuti. La confezione, contenente il necessario per due test, è venduta in farmacia al costo di 19,90 euro.

Neonato muore per infezione batterica due giorni dopo nascita, madre chiede risarcimento di 2mln di euro

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 7:48am

Il piccolo Federico morì all’ospedale di Chieti, sei giorni dopo il parto, per un’infezione che lo portò subito alla morte. Ora sua madre chiede alla Asl un risarcimento danni di oltre due milioni di euro. La donna, L.C., che ha ora 52enne, si è rivolta all’avvocato Monica D’Amico e ha citato l’azienda sanitaria locale davanti al tribunale civile di Chieti per chiedere che venga «accertata la responsabilità della struttura ospedaliera nonché quella professionale di tutti i sanitari che ebbero in cura il neonato». Accuse respinte dalla Asl. La prima udienza è stata fissata dal giudice Francesco Turco per il mese di luglio.

Dopo il parto, avvenuto il 26 luglio del 2005, le condizioni di salute del piccolo Federico, nato con un parto cesareo nella clinica ostetrico-ginecologica del Santissima Annunziata, furono definite dai medici «medio-discrete». Per questo motivo gli fu inserito un catetere ombelicale. Il piccolo Federico, nato all’ottavo mese di gravidanza e pesava due chili e 580 grammi. Fu ricoverato in incubatrice nel reparto di terapia intensiva neonatale e la situazione degenero’ nella tarda serata del 29 luglio, fino al decesso avvenuto il primo agosto. La causa della morte fu accertata: «Sindrome da insufficienza multiorgano del neonato per sepsi neonatale precoce fulminante da batterio Escherichia coli».

I genitori presentarono subito denuncia, ma l’inchiesta penale fu archiviata dopo una perizia fatta dal medico legale, secondo la quale non ci furono responsabilità da parte del personale sanitario, dove era avvenuto il parto.

Ora a quasi dieci anni di distanza, la madre, L.C. ha iniziato una battaglia legale contro l’asl, rivolgersi al medico legale Giorgio Bolino. Dalla «cartella clinica della madre – scrive l’esperto nella sua consulenza legale di parte – non presenta alcun segno di infezione, il che conferma che la donna non può in alcun modo essere considerata veicolo del contagio, tenuto anche conto che il parto avveniva mediante taglio cesareo». E ancora: «La sepsi in questione è correlabile al posizionamento del catetere ombelicale e alla contaminazione a opera del personale sanitario, dal momento che la madre è risultata completamente immune da processi infettivi». Il professor Bolino arriva dunque a questa conclusione: «Si tratta di una tipica infezione nosocomiale contratta durante il ricovero in ospedale, i cui sintomi si manifestano oltre le 48 ore dopo il ricovero. In proposito è da chiamare in causa la responsabilità della struttura sanitaria». Nel 2015 la donna ha messo in mora la Asl, chiedendo il risarcimento dei danni. Tentativo andato a vuoto così come la procedura di mediazione. Il resto è storia recente: la Asl dovrà difendersi da una richiesta di risarcimento danni da 2.103.252 euro.

Diabete, in arrivo l’insulina in pillole

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 7:15am

I ricercatori della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences hanno sviluppato un metodo di somministrazione orale che potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui i diabetici integrano i livelli di zucchero nel sangue. Se ne parla sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’.

Non solo le pillole di insulina prometterebbero di migliorare la qualità della vita di oltre 40 milioni di persone con diabete di tipo 1 in tutto il mondo, ma potrebbero anche mitigare molti degli effetti indesiderati, potenzialmente letali della malattia, che derivano dal fatto che spesso i pazienti non riescono a farsi le iniezioni da soli.

Finora gli esperti non erano riusciti a trovare un modo per somministrare insulina per via orale: la proteina non resiste quando incontra l’ambiente acido dello stomaco e così viene scarsamente assorbita dall’intestino. La chiave del nuovo approccio terapeutico sarebbe quello di trasportare l’insulina in un liquido ionico costituito da colina e acido geranico, che viene inserito in una capsula con rivestimento resistente agli acidi. La formulazione è biocompatibile, facile da produrre e può essere conservata fino a due mesi a temperatura ambiente senza degradazione, un tempo più lungo rispetto ad altri prodotti iniettabili sul mercato.

I ricercatori sono ottimisti sul fatto che, se altri test sugli animali andranno a buon fine, ottenere l’approvazione per eventuali studi clinici sugli uomini sia più facile per il fatto che gli ingredienti chiave nel liquido ionico – colina e acido geranico – sono già stati approvati e considerati sicuri dalla Food and Drug Administration.

Vaccini obbligatori scuola, possibile proroga della scadenza del 10 luglio per documentazione da presentare

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 6:53am

Il governo valuta la possibilità di prorogare la scadenza del 10 luglio, data ultima per presentare “la documentazione comprovante l’effettuazione dei vaccini obbligatori” ai fini dell’iscrizione alla scuola dell’obbligo per l’anno 2018/19.

Secondo quanto scrive l’Ansa, è la prima misura in merito sul tavolo del Governo, in attesa di discutere più approfonditamente “la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute“, così come recita il contratto scritto da M5s e Lega.

“Stiamo lavorando – aveva detto venerdì il ministro Grillo – per trovare la soluzione migliore capace da una parte di garantire la frequenza dei bambini negli asili nido e che dall’altra parte metta al centro del dibattito parlamentare la revisione dell’impianto del decreto legge Lorenzin“.

Gran Bretagna, stretta sui dolciumi, vietati ai bambini

Pubblicato il 28 Giu 2018 alle 6:23am

Il governo britannico, ha delineato un divieto nel quadro della campagna avviata un anno fa contro il dilagare dell’obesità infantile e giovanile nel Paese. L’obiettivo, ha spiegato alla Bbc il ministro della Sanità, Jeremy Hunt, è quello di dimezzare il numero di bambini obesi entro il 2030, in particolare in Inghilterra.

Di qui un nuovo pacchetto di misure per scoraggiare il cosiddetto ‘junk food’, in aggiunta ad altre formalizzate di recente. «Vogliamo dare più potere ai genitori di fare scelte salutari» per i loro figli, ha rimarcato Hunt, promettendo, oltre alla stretta nei supermercati, pure restrizioni più severe sulla pubblicità di prodotti ricchi di zucchero in tv e sul web, nonché l’obbligo d’indicare il ‘peso caloricò dei cibi nei menu dei ristoranti.