luglio 3rd, 2018

Infezioni ospedaliere in Italia, si parla di ben 7mila morti lʼanno

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 2:35pm

In Italia le infezioni ospedaliere provocano settemila morti ogni anno, il doppio di quelli che si registrano in incidenti stradali. E’ l’allarme lanciato dagli esperti, che hanno individuato tra le cause principali la decontaminazione non corretta e l’utilizzo eccessivo di antibiotici.

Il record di infezioni dopo un intervento chirurgico è stato rilevato in Vale d’Aosta, con 500 casi ogni 100mila dimessi, mentre la Regione più virtuosa sembra essere l’Abruzzo, con 70 casi.

Questi i dati emersi secondo il rapporto presentato al forum nazionale promosso dal Centro Studi Mediterranea Europa a Napoli, dal quale si rileva che negli ospedali si registrano circa 50mila casi di infezioni ogni anno, rappresentate dal 22% dall’Escherichia Coli, per il 12,5% dallo Staphylococcus Aureus e per il 9% dal Klebsiella Pneumoniae.

I reparti dove è più facile contagiarsi sono quello di Terapia Intensiva (20,60% dei casi), Medicina (15,33%) e Chirurgia (14,20%).

Thailandia, stanno bene i 12 ragazzi sepolti in una grotta

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 12:53pm

Sono 12 i ragazzi che a tutt’oggi sono bloccati da 10 giorni in una grotta in Thailandia insieme al loro allenatore, che sono stati soccorsi ma per i quali ci potrebbero volere anche dei mesi prima di portali del tutto in salvo, in superficie, se non impareranno prima ad immergersi con l’attrezzatura da sub per tentare quella che sarebbe un’impresa quasi disperata. Lo ha reso noto l’esercito thailandese, poche ore dopo il loro ritrovamento, avvenuto ieri sera, da parte dei due sommozzatori britannici in una sorta di spiaggia a 4 chilometri dall’imbocco della grotta Tham Luang.

Cibo e forniture mediche, compresi gel ad alto contenuto calorico e paracetamolo, sono già stati forniti al gruppo. «Invieremo altro cibo per permettere loro di resistere almeno quattro mesi e li addestreremo ad immergersi mentre continuiamo a scaricare l’acqua», ha detto il capitano della Marina Anand Surawan. Questo, perché, molti dei ragazzi non sanno neanche nuotare.

I soccorritori stanno sfidando l’innalzamento del livello dell’acqua per portare i soccorsi e si cerca anche di installare una linea elettrica e telefonica per consentire al gruppo di parlare con i familiari, ha spiegato il governatore del Chiang Rai, Narongsak Osatanakorn.

I 12 ragazzi erano dispersi con il loro allenatore dallo scorso 23 giugno.

I ragazzi stanno bene e avranno i soccorritori con loro che rimarranno nella grotta fino a quando non saranno tutti in grado di percorrere i quasi 4 chilometri che li separano dall’uscita. «Porteremo loro del cibo, ma non siamo sicuri che possano nutrirsi da soli perché non mangiano da molto tempo, manderemo da loro anche un medico in grado di immergersi«, ha detto il governatore.

Mostra Lego, dal 10 Luglio al 20 settembre a Palazzo Pirelli, Milano, ingresso libero

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 8:02am

Il prossimo 10 Luglio, alle ore 13, verrà inaugurata a Milano – in particolare presso lo Spazio Eventi di Palazzo Pirelli – la prima mostra d’arte di Riccardo Zangelmi, unico artista italiano riconosciuto LEGO Certified Professional. Un novero molto ristretto, che vanta soltanto altre 15 persone nel mondo e che sottolinea l’importanza dell’evento in questione. (altro…)

Parodontite, staminali delle ossa della mandibola per curarla

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 7:09am

Un trapianto di cellule staminali estratte dall’osso che ospita le radici dei denti di pazienti potrebbe essere la soluzione giusta per i difetti ossei dovuti a grave malattia delle gengive (parodontite).

E’ questa la promessa da cui è partito uno studio clinico condotto da Danae Apatzidou, della Scuola di Odontoiatria dell’Università Aristotele di Thessaloniki. Una ricerca presentata ad Amsterdam la scorsa settimana in occasione di Europerio9, il congresso della Federazione Europea di Parodontologia.

“Si tratta di uno studio potenzialmente promettente – dichiara Cristiano Tomasi, Professore Associato presso il dipartimento di Parodontologia all’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia (SIDP) – soprattutto considerando che è uno dei primi studi su pazienti ad avere testato una procedura basata sull’utilizzo di staminali per trattare i difetti ossei dovuti a malattia parodontale. Non ci si deve dimenticare, però, che siamo appena agli inizi dell’esplorazione delle possibilità terapeutiche legate all’utilizzo delle cellule staminali del paziente stesso (autologhe). Lo studio aveva soprattutto lo scopo di testare la sicurezza di questa procedura, più che la sua efficacia. Serviranno ancora molti studi e affinamenti tecnici prima di poter arrivare a una procedura clinica applicabile di routine, ma la strada è aperta”.

Il trattamento della parodontite grave in stadio avanzato comporta la combinazione di tecniche chirurgiche e non chirurgiche ed è criticata da alcuni per i suoi alti costi, riferisce Apatzidou, senza contare che offre risultati non sempre duraturi nel tempo. “C’è bisogno di approcci terapeutici alternativi – sostiene Apatzidou – che diano risultati più durevoli nel tempo. Di qui l’idea di tentare l’utilizzo delle cellule staminali del midollo osseo dei pazienti per riparare le lesioni parodontali, spiega Apatzidou, secondo un approccio centrato sul paziente che minimizzi i traumi e rispetti l’architettura naturali delle parti molle della bocca.

Il vaccino anti Hpv in grado di ridurre il tumore della cervice uterina

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 6:37am

I vaccini sono uno strumento di prevenzione, anzi di cura dal rischio di patologie dal forte impatto sulla qualità della vita e della spesa sanitaria, tra queste il tumore della cervice uterina indotto dal Papilloma Virus Umano (Hpv), infezione che si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti. Lo (ri)conferma un recente studio danese, pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer, secondo cui la vaccinazione riduce sensibilmente le probabilità di sviluppo di un tumore, anche in forma grave.

Il quaranta per cento di probabilità in meno di sviluppare nell’arco della vita un tumore della cervice uterina (o collo dell’utero) fra le donne vaccinate contro l’Hpv. I risultati emergono da uno studio danese condotto dall’Università di Copenaghen che ha valutato l’impatto e l’efficacia della vaccinazione anti-Hpv su due gruppi di popolazione: le ragazze quindicenni che nel 1993 avevano aderito alla campagna vaccinale di prevenzione e le ragazze della stessa età, nate dieci anni prima, non candidate all’offerta vaccinale gratuita.

Lo studio in questione ha anche valutato gli esiti dei primi controlli attuati nel 2016 tra le giovani della classe 1993 e quelli del 2006 nelle donne della decade precedente.

Da questi si è scoperto che le ragazze vaccinate erano sensibilmente meno esposte al rischio di malattia, grazie all’immunizzazione garantita dal vaccino.

Nata a Firenze, la sorellina della ‘bimba farfalla’

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 6:15am

Dopo sei mesi dalla morte della piccola Sofia De Barros, la “bambina-farfalla” diventata simbolo della battaglia per combattere le malattie rare.

E’ nata infatti a Firenze, la piccola Gloria.

“Nella sua imprescrutabile Sapienza, Sofia ha compiuto il suo destino, indicandoci una missione di vita ed assecondando i tempi di una staffetta che mai avremmo potuto prevedere… – hanno scritto su Facebook i genitori, Caterina Ceccuti e Guido De Barros – . E così il 22 giugno, a sei mesi dalla nascita in cielo di Sofia, abbiamo conosciuto Gloria, tre chili e mezzo di bambina rosacea e paffuta, arrivata puntuale, il giorno previsto dopo un parto naturale vissuto intensamente”.

E grazie a Sofia “sappiamo dalle indagini genetiche prenatali che Gloria non avrà il deficit enzimatico che provoca la Leucodistrofia Metacromatica – scrivono ancora – . Siamo convinti che Gloria e Sofia si conoscano già benissimo, anzi, abbiamo la certezza che il loro legame precorra il loro stesso concepimento, quando il Cielo predisponeva gli eventi secondo il disegno noto soltanto alle creature celesti. Attraverso la Sapienza di Sofia, accogliamo la bellezza della Gloria nelle nostre vite”.

La piccola Sofia era alla nascita una bambina come tutte le altre, nata sana, ma ad un anno e mezzo circa ha iniziato a mostrare i primi sintomi e segni di quella che viene definita la Leucodistrofia Metacromatica, cominciando anche a zoppicare.

Con il passare degli anni era allora diventata anche cieca trasformandosi nella “bambina farfalla”, come vengono chiamati i piccoli affetti da leucodistrofia metacromatica.

I genitori erano ricorsi persino al metodo Stamina per salvarla e si erano battuti per la libertà di concedere a chiunque cure compassionevoli anche se non ufficialmente riconosciute dalla scienza.