Roma, riaperti al pubblico dal 10 Luglio, i bunker e rifugi antiaerei di Benito Mussolini

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Lug 2018 alle ore 8:37am

Si è svolta venerdì mattina l’inaugurazione della riapertura al pubblico, con un nuovo allestimento, dei rifugi antiaerei e del bunker dove il duce, Benito Mussolini, era solito rifugiarsi durante i bombardamenti della guerra mondiale.

Nascosti nel sottosuolo di Villa Torlonia, sotto il Casino Nobile, da martedì 10 luglio sarà possibile visitarli con visite guidate programmate.

I lavori di recupero e di allestimento sono stati effettuati dall’Associazione Roma Sotterranea, e Sovrintendenza Capitolina per la convenzione e la gestione congiunta dei bunker di Villa Ada – Savoia e Villa Torlonia per i prossimi tre anni.

I due rifugi antiaerei sono stati allestiti inserendo alcuni pezzi originali dell’epoca, mentre nel bunker vero e proprio è stato realizzato un allestimento che permetterà di rivivere una “Air Raid Experience”. Le 3 sale dedicate alla pannellistica sono state allestite puntando sulle immagini, con riproduzioni di documenti originali dell’epoca (giornali, manifesti di propaganda, volantini), e su testi.

“Abbiamo pensato di ricostruire una situazione di bombardamento aereo attraverso degli effetti: suoni e luci che daranno l’idea di quello che poteva essere un bombardamento da parte degli alleati”, ha dichiarato Adriano Morabito, presidente dell’Associazione Roma Sotterranea, durante la presentazione della riapertura al pubblico.

“Un altro aspetto particolare che abbiamo curato – ha spiegato ancora Morabito – è stato il tentativo di creare un allestimento diverso rispetto a quello precedente: e abbiamo puntato molto su documentazione originale, che consente di vedere tramite giornali dell’epoca stranieri come venivano percepite alcune notizie relative al bombardamento della città di Roma. Infine” ha concluso Morabito “proietteremo un documentario che ripercorrerà il piano, non portato a termine, della Royal Air Force, di eliminare Mussolini, bombardando contemporaneamente Villa Torlonia e Palazzo Venezia”.

“È un monumento che appartiene al patrimonio di Roma e dovevamo assolutamente metterlo a disposizione nel modo migliore perché se ne comprendesse il significato storico proprio attraverso gli allestimenti, che sono stati realizzati tra il 1940 – 43”, ha affermato Claudio Parisi Presicce, sovrintendente Capitolino, soddisfatto perché: “Siamo riusciti a riconsegnarlo alla città, nell’arco di pochi mesi”. Presente anche il vicesindaco di Roma Luca Bergamo: “Molto contento del fatto che finalmente sia possibile visitare nuovamente il bunker”.

Le modalità di visita sono disponibili sul sito www.bunkertorlonia.it