luglio 19th, 2018

Schianto in A4, morta la 53enne. Indagato l’attore Marco Paolini

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 9:56am

Era negativo all’alcoltest ieri sera, l’attore bellunese Marco Paolini, che ha provocato il grave incidente avvenuto sulla A4, con una Fiat 500 tamponata dalla sua Volvo che è finita sulla tangenziale Sud. Due donne vicentine sono rimaste gravemente ferite: e si apprende ora che la passeggera di 53 anni di Arzignano, è morta.

La polizia stradale, sottosezione di Verona Sud, ha sentito il racconto dell’incidente fatto dall’attore che con molta lucidità ha raccontato tutto e che ora è indagato per lesioni gravissime e morte della donna.

«È stata colpa mia», ha detto Paolini, una volta uscito dalla caserma, «mi sono distratto e ho colpito l’auto». Pochi minuti prima del tamponamento l’uomo aveva guardato il suo telefono cellulare perché aveva ricevuto un messaggio su Whatsapp. Ma ha precisato che al momento dell’incidente non aveva il telefono in mano.

Paolini è stato molto collaborativo, e trattenuto in caserma a Verona sud per un paio di ore, dopo essere stato raggiunto dal fratello e dalla moglie Michela Signori, che tre anni fa lo ha reso padre, ha raccontato tutto ammettendo le sue colpe.

«Sono sconvolto», ha aggiunto Paolini, seduto sul lato passeggero dell’auto della moglie, «mi dispiace molto. Soprattutto perché so di aver provocato molto dolore. Non so le condizioni della signora, ma come ho assicurato alla conducente, noi staremo loro molto vicini. Mi sono distratto io, è stata colpa mia. Soltanto colpa mia, sono distrutto per questo».

Immunoterapia contro i tumori

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 6:54am

L’immunoterapia è l’ultima arma che si aggiunge nella lotta al cancro. A differenza della chemio, con cui si «spara» un farmaco sulle cellule cancerose con l’obiettivo di distruggerle (ma non in maniera troppo selettiva), l’obiettivo dell’immunoterapia è quello di dare l’input al sistema immunitario di agire solo sulle cellule malate. (altro…)

Degenerazione maculare, un’arancia al giorno può prevenirla

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 6:36am

Mangiare un’arancia al giorno potrebbe ridurre il rischio di sviluppare la degenerazione maculare. Questo è quanto dice un nuovo studio condotto dalla Westmead Institue for Medical Research e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

Secondo i ricercatori, infatti, esisterebbe un nesso tra l’assunzione di flavonoidi e la probabilità di sviluppare la degenerazione maculare legata all’età (Dmle). Ulteriori studi sono necessari per convalidare questi risultati.

Lo studio in questione ha intervistato più di 2.000 australiani adulti di età superiore ai 50 anni, seguiti per 15 anni. Facendo rilevare che le persone che avevano mangiato almeno un’arancia al giorno, tutti i giorni, avevano un rischio inferiore del 60% di sviluppare la Dmle.

“In sintesi abbiamo scoperto che le persone che mangiano almeno una porzione di arancia al giorno hanno un rischio inferiore di sviluppare la patologia degenerativa in confronto alle persone che non ne mangiano – spiega Bamini Gopinath, prima ricercatrice e professoressa associata dell’Università di Sydney- Anche mangiare un’arancia alla settimana sembri poter offrire significanti benefici. I dati dimostrano che i flavonoidi nelle arance aiutino a proteggere le persone dalla malattia”.

Carlotta Mantovan a Portobello nel ruolo che fu di Renée Longarini

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 6:22am

Sabato 27 ottobre, in diretta dagli studi di Milano Rai, andrà in onda la prima puntata di Portobello (programma condotto tra la fine degli anni 70 e inizi degli anni 80 dal grandissimo Enzo Tortora).

Un clamoroso ritorno dunque per questo prestigioso programma televisivo che verrà riproposto dalla prima rete Rai dalla bravissima Antonella Clerici.

Secondo indiscrezioni, quanto portato da Blogo.it, però, ad affiancare la Clerici nei sabati sera del prossimo autunno ci sarà Carlotta Mantovan, la vedova di Fabrizio Frizzi, che approda in Rai non solo nel programma televisivo in ‘Tutta salute’, che andrà in onda nel mattino di Rai3 condotto da Michele Mirabella e di cui proprio questa testata aveva dato l’anteprima, ma anche in Portobello.

Carlotta raccoglierà a Portobello l’eredità di Renèe Longarini, la mitica coordinatrice del “Centralone” del mercatino del venerdì.

Carlotta sarà dunque la coordinatrice del nuovo centralone della nuova serie di Portobello che raccoglierà le telefonate del pubblico che da casa vorrà intervenire nel programma, oltre che ovviamente gli interventi dei telespettatori dal web e dai social.

Addio colonscopia, arriva il test con diagnosi veloce, sicura e non invasiva

Pubblicato il 19 Lug 2018 alle 6:06am

Rappresenta una vera rivoluzione in campo oncologico quella messa a punto dal gruppo Diatech, in collaborazione con l’IRST (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori).

Un nuovissimo test di laboratorio per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, il cui annuncio è stato dato durante una conferenza stampa tenuta nella sede di Meldola dell’Irst.

L’innovativo kit prende il nome di «EasyPGX® ready FL-DNA», ed è in grado di identificare lesioni preneoplastiche e neoplastiche del colon retto (CRC).

Un test decisamente più sicuro e innovativo. EasyPGX, infatti, consente di valutare – con una precisione nettamente superiore al sangue occulto nelle feci – il tipo di DNA che proviene dalle cellule di esfoliazione della mucosa del colon. Lo strumento, oltre a non essere invasivo come la colonscopia è anche decisamente più economico perché costa meno di un terzo del prezzo (circa 40 euro contro i 150 della colonscopia).

«Si tratta di un test biologico e non chimico particolarmente innovativo basato su una specifica metodica di analisi del DNA fecale. Mentre il sangue occulto ci fornisce un’informazione puntuale su un aspetto, ovvero la perdita microscopica di sangue associata alle forme anche abbastanza precoci ma non precocissime del carcinoma del colon retto, il test da noi sviluppato e brevettato ci permette di ottenere informazioni molto più approfondite. Oltre a migliorare la diagnostica del FOBT, quindi, potremo individuare la tipologia dell’alterazione del DNA e informazioni quali-quantitative sui livelli di rischio evolutivo sia di lesioni precancerose sia della stessa storia naturale del tumore individuato. Inoltre, il test può anche essere utilizzato nel monitoraggio dei soggetti già operati per tumore del colon che, come noto, sono esposti al rischio di successive recidive loco-regionali. Queste sono le applicazioni cliniche più interessanti, le quali richiedono però che il materiale fecale sia raccolto e conservato nelle migliori condizioni. Si potrebbero anche intravedere futuri sviluppi di utilizzo del test per monitorare, ad esempio, gli effetti terapeutici di trattamenti in soggetti con persistenza del tumore primitivo, ma questo aspetto richiederà ulteriori approfondimenti», spiega il prof. Dino Amadori, Direttore scientifico emerito dell’IRST.