luglio 21st, 2018

Nuovo test del sangue per identificare il melanoma

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 8:58am

Scienziati australiani hanno annunciato che sono riusciti a sviluppare un nuovo test del sangue in grado di individuare il melanoma nelle sue prime fasi di esordio.

Un test, creato a posta per individuare il tumore della pelle prima che diventi fatale.

Per i ricercatori questo esame del sangue fornirà un risultato più accurato del solo occhio umano e sarà in grado di salvare molte vite umane.

Sviluppato dagli scienziati della Edith Cowan University, il test trova il melanoma riconoscendo gli autoanticorpi prodotti dall’organismo per combattere il cancro nelle sue fasi iniziali.

Nella sperimentazione in cui hanno partecipato circa 200 persone, metà delle quali aveva il tumore, il test ha avuto una percentuale di successo pari all’81.5%.

Ora i ricercatori penseranno alla fase sperimentale seguente che si svilupperà entro tre anni, e avrà come fine principale quello di raggiungere un’accuratezza di risposta ancora più alta, pari al 90%.

Lo scopo degli scienziati è quello di arrivare al suo utilizzo entro i prossimi cinque anni.

Gruppo di ricercatori italiani scopre nuova malattia del sistema immunitario

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 6:50am

Esiste una nuova malattia che colpisce il sistema immunitario e che è legata ad una mutazione genetica. A scoprirla un team di ricercatori italiani del Centro di Ricerca Pediatrico Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università di Milano, in collaborazione con il Boston Children’s Hospital e la Harvard Medical School. (altro…)

Con chat e social aumenta il deficit d’attenzione nei bambini

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 6:37am

Gli adolescenti che usano troppo spesso lo smartphone e gli altri dispositivi multimediali hanno un rischio maggiore, quasi doppio rispetto ai loro coetanei, di sviluppare disturbi comportamentali. In particolare il cosiddetto disturbo da iperattività e deficit di attenzione (ADHD), problema che influisce sul rendimento scolastico impedendo a chi ne soffre di portare a termine compiti assegnati, prestare attenzione alle lezioni e non solo, e di concentrarsi.

A rivelarlo è un recente studio condotto dalla Università della Southern California pubblicato sul Journal of the American Medical Association, che si è concentrato sull’uso del social network, delle chat, dei messaggini e dei video in streaming, della musica online o da scaricare, piuttosto che su intrattenimenti più tradizionali quali TV e video game, spiega l’autore principale dello studio, Adam Leventhal.

“La tecnologia mobile che oggi è disponibile, può fornire stimoli di elevato impatto in maniera rapida e in ogni momento della giornata, con effetti probabilmente ancora più profondi dei media classici”.

Per questo i ricercatori Usa sono partiti da un campione di 4100 ragazzi di scuola superiore (15-16 anni), da cui hanno selezionato 2.587 giovani senza ADHD, escludendo chi già soffriva del disturbo, osservando l’emergenza di nuove problematiche comportamentali nel corso dei due anni di studio.

I 2.587 adolescenti che sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda della frequenza di uso di 14 piattaforme digitali (ad es. Facebook), dopo due anni hanno fatto rilevare la comparsa di nuovi sintomi di ADHD in questi giovani inizialmente sani.

Ecco allora che gli specialisti hanno capito che esiste una probabilità di comparsa di sintomi di ADHD nei due anni di studio per i consumatori assidui di media digitali, possibilità che è circa doppia rispetto ai coetanei che usano i media con parsimonia.

Estate, cosa dar da mangiare ai bambini

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 6:24am

La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) fornisce ai genitori alcuni consigli utili per l’alimentazione dei più piccoli quando sono in vacanza.

Bere tanta acqua è fondamentale, in particolare quando si prevede di trascorrere molte ore fuori casa, al sole, in spiaggia o all’aria aperta e la giornata si presenta particolarmente calorosa ed umida.

Per renderla più dissetante si può aggiungere all’acqua il succo di limone, poiché i sali minerali reintegrano quelli persi a causa del sudore. Sì anche a bevande idrosaline.

Da evitare invece bevande zuccherate come aranciata gassata e coca cola, poiché sono poco dissetanti e dannose in quanto gonfiano molto la pancia perché ricche di anidrite carbonica.

La caffeina contenuta in alcune bibite, inoltre, oltre ad essere non indicata per i bambini, può provocare anche disidratazione.

Gli esperti suggeriscono in alternativa succhi di frutta come spuntino pomeridiano, ma non come sostitutivi della frutta, unica con il suo contenuto in fibra e il suo alto potere saziante, o dell’acqua perché, pur contenendo vitamine, sono ricchi di zuccheri che rendono queste bevande poco dissetanti e iperglicemizzanti. Meglio dunque optare per i classici senza zucchero.

E per il pranzo? Evitare di dare ai bambini piatti troppo elaborati come ad esempio pasta al forno o timballi, che rallentano la digestione e creano sensazione di pesantezza. Meglio un panino con l’aggiunta di pomodori o verdure grigliate, prosciutto, mozzarella, o formaggio light. O un’ottima insalata di riso (a base di tonno, prosciutto, o del formaggio, come piatto unico).

Altrimenti la classica pasta al pomodoro fresco, al pesto, o alle verdure, ecc.

O un secondo piatto a base di pesce in bianco, al forno ma purché sia ben cotto, accompagnato da carote, zucchine, insalata verde, o patate lesse, o del petto di pollo o tacchino ai ferri o lessato.

Meglio evitare carne panata fritta, cibi confezionati. Meglio della carne cotta al forno, ma leggera o in padella col pomodoro, o il prezzemolo e olio.

In spiaggia poi, sconsigliate anche le frittate: pur essendo comode da portare fuori casa, contengono uova che possono allungare la digestione.

Come frutta poi, sì ad anguria, molto dissetante e rinfrescante, pesce, albicocche, ananas, ecc.