agosto 5th, 2018

Birra, fa bene al cuore e al cervello

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 11:01am

La birra, questa popolare bevanda alcolica contiene diversi ingredienti nutrizionali che sembrano ridurre il rischio cardiaco e migliorare la salute del cervello.

Queste, in sintesi, le conclusioni a cui sono arrivati gli scienziati di Hong Kong con il loro studio pubblicato sul The American Journal of the Medical Sciences.

Che come spiegano i ricercatori, la birra ha più proteine e vitamina B del vino, ed è anche ricca di antiossidanti. Sembra dunque in grado di ridurre l’insorgenza di malattie cardiovascolari.

“La birra contiene tracce di minerali come calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, sodio, zinco, rame, manganese e selenio, fluoruro e silicio“, spiega Sisi Yip, uno degli autori dello studio.

Ma non solo. La birra, comprende infatti, anche una serie di polifenoli come flavonoidi e acidi fenolici, che hanno proprietà benefiche in grado di migliorare la salute e di ridurre le probabilità di sviluppare diabete, occlusione delle arterie e malattie cardiache, che proteggono la funzione cognitiva. Tuttavia, c’è un problema: i benefici si apprezzano solo quando la birra viene consumata con discreta moderazione. Il mite giusto, dicono gli esperti, è di una pinta per gli uomini e una mezza pinta per le donne al giorno.

Bambina di 10 anni ricoverata in ospedale per denutrizione, portata via dai genitori

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 10:08am

Una bimba di 10 anni è stata ricoverata per denutrizione all’ospedale Regina Margherita di Torino ed è stata portata via dai genitori senza l’autorizzazione dell’equipe medica. (altro…)

Dylan Dog, in arrivo la serie TV basata sul fumetto di Sergio Bonelli Editore

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:43am

Sergio Bonelli Editore, casa editrice italiana di Tex, Zagor e Martin Mystère, ha deciso di dare il via libera ad una serie TV dedicata a Dylan Dog, il celebre personaggio creato da Tiziano Sclavi.

In lingua inglese, sarà con molta probabilità composta da 10 episodi, grazie a una divisione appositamente creata, la Bonelli Entertainment, la quale realizzerà in futuro anche altre serie tv dedicate a personaggi di fumetto di grandissimo successo.

Fame nervosa, come placarla

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:11am

La fame è spesso condizionata dai nostri stati d’animo. Stress, nervosismo, malinconia, rabbia, tensione, depressione sono le principali cause nella scelta dei cibi.

Cibi dolci o salati che «Sono in grado di confortare, consolare, ristorare e infondere un senso di rilassamento, e che quando siamo tristi, insoddisfatti o nervosi vengono consumati in maggiore quantità. Infatti, gli alimenti ricchi di grassi, sale e zuccheri provocano sì un senso immediato di benessere e di serenità, ma poi vanno a discapito della linea e della salute».

A spiegarlo è la dottoressa Nicoletta Bocchino, biologa nutrizionista.

Gli errori da non commettere Nei momenti difficili quando la voglia di dolci e l’appetito è insaziabile e prende il sopravvento, il primo errore da evitare suggerisce l’esperta «è mangiare cibi che contengono troppi grassi. Questi agiscono in modo negativo sia sul cervello che sulla secrezione della leptina, l’ormone che regola la fame, creando facilmente un circolo vizioso. Vanno evitati anche gli snack troppo dolci e quelli salati: inducono dipendenza e stimolano ancora di più il desiderio di altro cibo».

Altro errore da non fare è mangiare molto velocemente e divorare tutto ciò che capita a tiro.

«Per controllare la fame e gestirla al meglio è importante invece assaporare il cibo lentamente. Aiuterà a sentire prima il senso di pienezza e a mangiare minori quantità di cibo».

Altra cosa da evitare è la sedentarietà. Dannosa per la linea e per la salute, ma anche per il buonumore. «L’attività fisica- precisa la dottoressa Bocchino- è un potente antidepressivo: favorisce la secrezione delle endorfine, gli ormoni del piacere che permettono di sentirsi meglio e gestire con più facilità gli attacchi di fame nervosa».

Cosa mangiare «I nutrienti più utili per gestire la fame nervosa sono le fibre, che prolungano il senso di sazietà e prevengono gli attacchi di fame. A tavola non devono poi mancare i cibi ricchi di vitamine del gruppo B, che hanno un’azione antidepressiva sull’umore e a quelli che contengono triptofano, un aminoacido che favorisce la secrezione della serotonina, l’ormone del piacere. Sì anche a quelli che forniscono magnesio, che ha un effetto miorilassante e neuromodulatore. E ancora a quelli che sono fonte di grassi “buoni” omega 3 che assicurano una funzionalità del sistema nervoso e di probiotici, super alleati della salute dell’intestino e dell’umore» conclude la nutrizionista Nicoletta Bocchino.

L’ansia è ereditaria, dipende dai cambiamenti che si verificano nel cervello

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:03am

L’ansia è ereditaria, si trasmette da genitori a figli, parola di esperti. (altro…)

L’emozionante appello di mamma Alessandra: “Aiutatemi a curare la mia bimba-pesciolino”

Pubblicato il 05 Ago 2018 alle 6:00am

Anna ha quattro anni ed è una bambina che deve stare sempre in acqua se fuori casa ci sono certe temperature.

Deve trascorrerci gran parte della giornata a causa di una malattia rara, chiamata ittiosi lamellare che secca la pelle e la screpola fino a indurirla a sanguinare a causa di ferite. E’ una malattia che si trasmette geneticamente.

Quando Anna esce dalla vasca da bagno si dedica alle sue attività preferite come giocare a carte o realizzare dei puzzle ma non può iniziare se prima non nutre la sua pelle con una crema. Poi colliri per gli occhi, impacchi per il cuoio capelluto.

A farlo per lei è mamma Alessandra, avvocato e membro del consiglio direttivo dell’Unione ittiosi (Uniti), oggi unica associazione italiana a sostenere le persone con questa patologia e le loro famiglie.

«L’afa, ma anche una febbre alta, possono essere estremamente pericolose», ha spiegato nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. «Nelle forme più gravi, le persone incontrano difficoltà a eseguire i normali movimenti della vita quotidiana, perché la pelle si spacca ed il rischio di infezioni è costante. L’ittiosi lamellare, insomma, può arrivare a essere un disordine devastante, con tante ripercussioni sociali e psicologiche per chi ne è affetto».

In Italia sono una ventina le persone che convivono con questa malattia genetica che deriva dal malfunzionamento di un cromosoma per cui la pelle è totalmente secca. Non produce un enzima che è vitale per creare la barriera cutanea e la normale costruzione della pelle. Nelle forme più acute, asciuga le lacrime e il sudore rischiando di provocare disidratazione o surriscaldamento.

Per questo motivo Alessandra e la sua famiglia si sono trasferiti in Austria. «Perché qui c’è meno caldo che in Italia, e quindi mia figlia può condurre una vita quasi normale, giocare, andare all’asilo e, in futuro, magari fare dello sport all’aria aperta».

Per permettere a sua figlia e agli altri bambini chiamati pesciolini di essere curati e crescere in tutta serenità, Alessandra ha aderito a una raccolta fondi promossa dal Comitato Uffi, fondato da Francisco ed Elena De Calheiros, genitori di due gemelle affette da ittiosi lamellare. L’obiettivo è quello di sostenere la ricerca che potrebbe cambiare le loro vite. È quella che sta portando avanti Heiko Traupe, professore dell’Università di Munster considerato un luminare nel settore delle malattie rare della pelle.

«Da molti anni, Traupe e la sua equipe di scienziati dermatologi e biologi stanno cercando una terapia per questa forma di ittiosi. Ebbene, hanno scoperto una nano-tecnologia sint sintetizzata in una crema, in grado di collocare l’enzima mancante nel punto esatto in cui è necessario, ripristinando così tutti i malfunzionamenti della pelle».

Il basso numero di malati non spinge le case farmaceutiche ad investire. «L’unico modo per proseguire nello studio è quello di raccogliere due milioni di euro, necessari allo sviluppo della crema». All’appello di Alessandra e gli altri genitori hanno aderito diverse persone del mondo dello spettacolo, tra cui Giorgio Panariello e Fiordaliso, realizzando a loro volta video per promuovere la raccolta fondi.

«In Italia siamo più di 60 milioni di abitanti e se “solo” due milioni di persone donassero un euro, per mia figlia e altri centinaia di malati, sarebbe la realizzazione di un sogno».