Fame nervosa, come placarla

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Ago 2018 alle ore 6:11am

La fame è spesso condizionata dai nostri stati d’animo. Stress, nervosismo, malinconia, rabbia, tensione, depressione sono le principali cause nella scelta dei cibi.

Cibi dolci o salati che «Sono in grado di confortare, consolare, ristorare e infondere un senso di rilassamento, e che quando siamo tristi, insoddisfatti o nervosi vengono consumati in maggiore quantità. Infatti, gli alimenti ricchi di grassi, sale e zuccheri provocano sì un senso immediato di benessere e di serenità, ma poi vanno a discapito della linea e della salute».

A spiegarlo è la dottoressa Nicoletta Bocchino, biologa nutrizionista.

Gli errori da non commettere
Nei momenti difficili quando la voglia di dolci e l’appetito è insaziabile e prende il sopravvento, il primo errore da evitare suggerisce l’esperta «è mangiare cibi che contengono troppi grassi. Questi agiscono in modo negativo sia sul cervello che sulla secrezione della leptina, l’ormone che regola la fame, creando facilmente un circolo vizioso. Vanno evitati anche gli snack troppo dolci e quelli salati: inducono dipendenza e stimolano ancora di più il desiderio di altro cibo».

Altro errore da non fare è mangiare molto velocemente e divorare tutto ciò che capita a tiro.

«Per controllare la fame e gestirla al meglio è importante invece assaporare il cibo lentamente. Aiuterà a sentire prima il senso di pienezza e a mangiare minori quantità di cibo».

Altra cosa da evitare è la sedentarietà. Dannosa per la linea e per la salute, ma anche per il buonumore. «L’attività fisica- precisa la dottoressa Bocchino- è un potente antidepressivo: favorisce la secrezione delle endorfine, gli ormoni del piacere che permettono di sentirsi meglio e gestire con più facilità gli attacchi di fame nervosa».

Cosa mangiare
«I nutrienti più utili per gestire la fame nervosa sono le fibre, che prolungano il senso di sazietà e prevengono gli attacchi di fame. A tavola non devono poi mancare i cibi ricchi di vitamine del gruppo B, che hanno un’azione antidepressiva sull’umore e a quelli che contengono triptofano, un aminoacido che favorisce la secrezione della serotonina, l’ormone del piacere. Sì anche a quelli che forniscono magnesio, che ha un effetto miorilassante e neuromodulatore. E ancora a quelli che sono fonte di grassi “buoni” omega 3 che assicurano una funzionalità del sistema nervoso e di probiotici, super alleati della salute dell’intestino e dell’umore» conclude la nutrizionista Nicoletta Bocchino.