Dieta a zona, come funziona?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Ago 2018 alle ore 7:17am


Avete mai sentito parlare di dieta a zona? Ebbene, si tratta di unod dei regimi alimentari più famosi al mondo.

A idearla è stato, negli anni Novanta, Barry Sears, nel tentativo di creare un regime che potesse aiutarlo a trattare il diabete di tipo 2 e i pazienti cardiopatici.

Durante i suoi studi il medico cercò di creare un menù basato su teorie biochimiche che aiutasse non solo a dimagrire, ma anche a vivere di più. La dieta a zona infatti agisce a livello ormonale, migliora lo stato di salute in generale e le performance fisiche di chi la segue.

Come funziona? Con questa dieta non si calcolano le calorie, ma viene semplicemente valutata l’azione dei singoli alimenti nella produzione degli ormoni. Ogni cibo viene considerato necessario in quanto in grado di stimolare o meno gli eicosanoidi, ossia gli ormoni che regola il metabolismo e altre funzionalità del nostro organismo.

Secondo questo regime alimentare durante il corso dell’intera giornata dobbiamo assumere il 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi.

I cibi vengono divisi in favorevoli, sfavorevoli e da limitare a seconda del loro indice glicemico, ossia la capacità di stimolare il rilascio dell’insulina. Ad esempio si possono consumare tutte le verdure, tranne la zucca, le carote cotte, le barbabietole e le patate, la frutta, tranne l’anguria, l’uva e i fichi secchi, il mango e la papaia. Limitare i cereali, come pane, pasta e riso, e il vino rosso. Da evitare invece i dolci industriali, le bevande zuccherate e alcoliche.

Nel corso della giornata bisogna fare in tutto 3 pasti principali (colazione, pranzo, cena) e 2 spuntini, e fra un pasto e l’altro non devono passare più di 5 ore, per poter mantenere stabile la produzione degli ormoni.

La dieta non è uguale per tutti, ma è personalizzata in base alla massa grassa di ogni singolo individuo. Il menù viene calcolato dividendolo in blocchi, ognuno dei quali è diviso in 3 miniblocchi che rappresentano i macronutrienti principali: proteine, carboidrati e grassi. Il primo miniblocco dovrebbe essere di 7 grammi, il secondo i 9 e il terzo di 3.