agosto 20th, 2018

Genova, crollo viadotto: oggi consegna delle prime 11 case agli sfollati. Il resto al massimo entro 4/5 settimane

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 1:19pm

Governo e regione Liguria si muovono per risolvere il primo problema di Genova, dare la casa agli sfollati. In attesa di affrontare i problemi viabilità e ricostruzione del viadotto, la priorità va dunque a quelle persone che hanno perso la casa perché in condizioni di pericolosità estrema. «Abbiamo fatto tanto, stiamo facendo tanto e faremo ancora tanto altro. Non lasciamo sola Genova». Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte. (altro…)

Dieta del prosciutto, come perdere 2kg in 5 giorni

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 9:42am

La dieta del prosciutto è un regime alimentare che si contraddistingue per l’alto contenuto proteico e rappresenta una soluzione ideale per perdere peso in pochi giorni senza soffrire i morsi della fame. Il sistema prevede di perdere 2 kg in 5 giorni grazie a una dieta equilibrata e depurativa, povera di carboidrati ma molto nutriente.

Il prosciutto crudo si differenzia dagli altri salumi per la sua naturalezza: esso è privo di conservanti e di additivi ed è ricco di amminoacidi essenziali. L’unica controindicazione dell’alimento è rappresentata dall’alta quantità di sale, elemento che rende la dieta poco adatta a chi presenta problematiche legate al sistema cardio-circolatorio o in caso di iper-tensione.

Vediamo insieme come seguire questa dieta strutturata per soli cinque giorni. Ricordiamo inoltre, che prima di intraprenderla è opportuno un consulto del medico di fiducia.

A colazione, niente caffè, meglio una tazza di tè verde, uno yogurt magro e dei cereali integrali, per mettere subito in moto l’organismo e depurare l’organismo e lo stomaco.

A pranzo, pasta integrale, condita con pomodorini pachino e prosciutto crudo rimosso del grasso.

A cena, involtini di robiola e prosciutto crudo, accompagnati da un’insalata di rucola e cetrioli.

Prima di andare a dormire, una tisana di finocchio, le cui proprietà diuretiche permettono di liberare la pancia da accumuli di gas e di stimolare la digestione.

Malato di epatite C prima deruba una ragazza, poi si taglia e sputa saliva mista a sangue sui poliziotti. La denuncia del Sap

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 9:29am

Durante la notte di Ferragosto una squadra del VII Reparto Mobile di Polizia, in servizio a Rimini, durante il proprio turno ha soccorso una ragazza che era appena stata derubata da un uomo che, fin dai primi istanti, ha cercato di autolesionarsi e causare lesioni anche ai poliziotti, costretti ad ammanettarlo.

L’uomo gridava che gliel’avrebbe fatta pagare e li avrebbe portati tutti in tribunale. Una volta arrivati in Questura la violenza del soggetto non si è attenuata e, anzi, è poi esplosa.

L’uomo dopo essersi provocato una lesione al naso ha iniziato a sporcare col proprio sangue i poliziotti e il personale del 118 nel frattempo intervenuto sul posto, spuntando addosso saliva mista a sangue e gridando di essere infetto da Hiv e Epatite C, mentre tutti i presenti cercavano di contenerlo e calmarlo senza causargli ferite o altro.

«Fin qui niente di nuovo – dice Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – gli episodi in cui i poliziotti devono limitare l’uso della forza per contenere soggetti in condizioni estreme sono ormai all’ordine del giorno. Peccato però – prosegue – che, dopo aver accompagnato la persona in ospedale e aver verificato che, pur non essendo infetto da HIV, lo stesso era però infetto da Epatite C, per i poliziotti è iniziato un vero e proprio calvario perché nessuna struttura sembrava disposta ad effettuare il primo banalissimo prelievo per la profilassi anti Epatite C. Non solo, a Rimini nessuna struttura ospedaliera pubblica, dove gli stessi erano andati per la cura delle lesioni riportate ed i controlli del caso, gli ha effettuato questo prelievo, ma neppure una volta giunti a Bologna, presso il Policlinico S. Orsola è stata avviata questa profilassi».

Solo il giorno successivo, dopo notevoli insistenze da parte dei poliziotti stessi, presso la Medicina del Lavoro, gli è stato finalmente effettuato questo prelievo, seppure i poliziotti non siano normali lavoratori coperti dall’INAIL. «La domanda che ci poniamo è molto semplice – conclude Paoloni – i poliziotti hanno diritto ad essere curati e tutelati per le eventuali malattie contratte in servizio? Hanno diritto ad essere curati per le infermità contratte in servizio? Serve idonea profilassi e protocolli certi che tutelino adeguatamente le forze dell’ordine».

Evitare di dormire con telefono acceso, campi elettromagnetici fanno male alla salute

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 7:30am

Dopo circa 20 anni di indagini, in cui gli esperti hanno raccolto non poche evidenze, è emerso che i campi elettromagnetici sono stati classificati come «possibilmente cancerogeni per l’uomo» dall’Organizzazione Mondiale di Sanità tramite la sua Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione, in quanto il complesso degli studi non ha dimostrato un nesso di causa-effetto tra l’uso di telefonini e l’insorgenza di tumori.

Eppure un giudice del lavoro a Firenze ha condannato l’Inail a corrispondere una rendita da malattia professionale a un addetto alle vendite che per motivi di lavoro ha trascorso per oltre 10 anni 2-3 ore al giorno al telefono e al quale è stato diagnosticato un tumore benigno all’orecchio.

Diversi studiosi sollecitano invece le autorità a valutare meglio i rischi legati ai telefoni cellulari e a campi elettromagnetici.

«Nel 2011, proprio la Iarc ha preso in esame tutti gli studi effettuati – risponde Francesco Bochicchio, direttore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità – sia quelli sperimentali (studi in vivo su animali e studi in vitro su cellule) sia quelli epidemiologici (studi osservazionali sull’uomo, compreso lo studio Interphone, coordinato dalla stessa Iarc, sui tumori della testa e del collo negli utilizzatori di telefoni cellulari) sull’eventuale ruolo dei campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi non solo dai telefoni cellulari, ma anche da antenne radiotelevisive e antenne fisse per telefonia cellulare, nonché da apparecchiature di notevole potenza usate in ambito industriale. La Iarc ha concluso che questi studi non supportano l’ipotesi di cancerogenicità dei campi elettromagnetici, con l’eccezione di alcuni studi epidemiologici che hanno rilevato in gruppi di utilizzatori di telefoni cellulari un aumento di rischio di contrarre il glioma (un particolare tipo di tumore del cervello) e il neurinoma del nervo acustico (un tumore benigno). Questo aumento di rischio non è stato però osservato in altri studi epidemiologici e non risulta supportato dagli studi sperimentali su animali e su cellule: per questo motivo la IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza solo come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani” (Gruppo 2B) e non come “probabilmente cancerogeni” (Gruppo 2A) né come “cancerogeni certi” (Gruppo 1, in cui sono compresi ad esempio i lettini abbronzanti che emettono UV e il radon presente nelle abitazioni)».

Dal 2011 in poi non è cambiato nulla. Gli studi successivi non rimuovono le incertezze connesse a questa classificazione e pertanto, è meglio, stare attenti. Evitare di usare troppo il telefono cellulare e di tenerlo la notte vicino sul comodino acceso accanto al letto.

Friuli Venezia Giulia, un caso di febbre del Nilo anche a Pordenone

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 7:00am

E’ stato rilevato un caso di febbre del Nilo in Friuli Venezia Giulia, anche a Pordenone. Con una specifica nota l’Azienda sanitaria n.5 ha segnalato un caso di infezione dovuta al virus West Nile trasmesso dalla zanzara e ha indotto l’Amministrazione ad emanare l’ordinanza n°16/2018 del 16 agosto.

Un provvedimento urgente per una limitatissima area, con cui il Comune ha disposto interventi adulticidi, larvicidi e di eliminazione dei focolai larvali, in una zona pubblica e privata, contenuta tra via San Gregorio Alta e una piccola porzione di via Buozzi per i soli numeri civici pari fino al n.10.

L’ordinanza firmata dal vicesindaco Eligio Grizzo, stabilisce che tutti i residenti, amministratori condominiali, operatori commerciali, gestori di attività produttive, ricreative, sportive e in generale tutti coloro che gravitano nella zona, consentano l’accesso nelle aree private del personale dell’Azienda Sanitaria n.5 per ispezionare le aree e rimuovere i focolai larvali. Materialmente la disinfestazione, i trattamenti adulticidi e larvicidi nei focolai che non si possono rimuovere, verranno effettuati dal personale della ditta Anticimex srl individuata dalla stessa Azienda Sanitaria.

Mappato il Dna del grano

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 6:46am

E’ pronta la prima mappa ad alta risoluzione del Dna del grano usato per fare il pane: ‘sfornata’ dopo 13 anni di ricerche dal Consorzio Internazionale per il sequenziamento del genoma del grano (IWGSC), che localizza su 21 cromosomi oltre 107.000 geni e 4 milioni di marcatori molecolari, che in futuro aiuteranno ad ottenere nuove varietà di grano più produttive, resistenti ai cambiamenti climatici, sostenibili, e allo stesso tempo meno allergizzanti.

Questo, l’importante risultato, pubblicato sulla rivista scientifica Science, che sembrava impensabile fino a qualche anno fa, considerata l’estrema complessità del genoma del grano che è cinque volte più grande di quello umano.

Per mapparlo è stata necessaria la collaborazione di oltre 200 ricercatori di 73 istituzioni in 20 Paesi, che hanno combinato i tradizionali metodi di mappatura fisica con le più innovative tecniche di sequenziamento del Dna: i dati sono stati assemblati e ordinati usando algoritmi ad alta efficienza, mentre i geni sono stati individuati con software specifici. Per l’Italia ha partecipato anche il CREA, il più importante ente di ricerca agroalimentare italiano.

La vita promessa, la fiction di Ricky Tognazzi dal 16 settembre su Rai1 in prima serata

Pubblicato il 20 Ago 2018 alle 6:08am

Ricky Tognazzi aprirà la stagione autunnale 2018 con una nuova fiction di cui sarà anche regista. In quattro puntate si racconterà la storia di Carmela Carrizzo, una donna che nei primi del ‘900 decide di lasciare la Sicilia per dare ai suoi cinque figli un futuro migliore emigrando in America.

La Vita Promessa nasce da un’idea della compianta Laura Toscano, sceneggiatrice di punta della televisione italiana. Ora, grazie alla revisione di Simona Izzo, la serie è stata finalmente realizzata a quasi 10 anni dalla scomparsa della sua autrice in coproduzione tra Rai Fiction e Picomedia. Protagonista assoluta Luisa Ranieri nei panni di Carmela Carrizzo. Accanto a lei nel cast figureranno anche Francesco Arca, Thomas Trabacchi, Miriam Dalmazio, Primo Reggiani, Cristiano Caccamo e Lina Sastri.

La fiction arriverà martedì 11 settembre 2018 in prima serata su Rai1.