L’intelligenza artificiale può riconoscere l’obesità dallo spazio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Set 2018 alle ore 7:50am

L’intelligenza artificiale riconosce l’obesità dallo spazio: dopo avere analizzato 150.000 mappe di Google basate sulle immagini dei satelliti, ha incrociando questi dati con le statistiche relative alla diffusione dell’obesità fino ad ottenere una mappa delle aree nelle quali le persone obese sono più numerose. L’esperimento, che offre una base per mirare le campagne di salute pubblica contro l’obesità, è stato condotto per il momento in sei città americane: Bellevue, Seattle, Tacoma, Los Angeles, Memphis e San Antonio.

Il risultato, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, è dovuto a due ricercatori dell’università americana di Washington, Adyasha Maharana ed Elaine Okanyene Nsoesie, che spiegano “Proponiamo un metodo per valutare l’associazione tra la prevalenza dell’obesità in età adulta e l’ambiente urbano”.

L’obesità è un problema di salute che viene influenzato da una serie di fattori, uno dei quali è l’ambiente urbano in cui si vive: ad esempio quartieri densi di edifici, circondati da strade e senza vegetazione, generalmente scoraggiano l’attività fisica, con un impatto negativo sulla salute.

Al contrario la presenza di palestre, piscine e spazi aperti e verdi, che consentono l’attività fisica, ha generalmente un impatto positivo sulla salute. Partendo da questa considerazione, i ricercatori hanno analizzato circa 150.000 immagini satellitari di Google Maps, e relative alle sei città americane, con una rete neurale che ha permesso
loro di analizzare le immagini satellitari identificando strade, edifici, parchi e palestre. Per poi incrociare questi dati con le statistiche dell’obesità risultato del progetto 500 Cities, condotto dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc). Questo ha permesso ai ricercatori di identificare i quartieri con il più alto numero di persone obese, dimostrando così che le caratteristiche dell’ambiente spiegavano quasi i due terzi (64,8%) dei casi di obesità in tutte le città studiate.