Francesco De Gregori e Mimmo Paladino insieme per un’edizione d’arte del progetto “Anema e core”, in uscita il 26 ottobre, disponibile già in pre-order

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 09 Set 2018 alle ore 7:45am

Due protagonisti della cultura italiana contemporanea, MIMMO PALADINO e FRANCESCO DE GREGORI, insieme per un’edizione limitata del nuovo progetto del cantautore romano, “Anema e Core”, in uscita il prossimo 26 ottobre, in pre-order dal 7 settembre, in esclusiva sui siti di IBS.it e LaFeltrinelli.it

Francesco De Gregori insieme a Chicca, sua moglie, si tuffa per la prima volta nelle meraviglie della canzone napoletana.

Mimmo Paladino li rappresenta sulla copertina di questo vinile come due semplici profili che si fronteggiano, misteriosamente complici ed antagonisti, in una preziosa xilografia firmata e numerata in 99 copie e realizzata negli storici laboratori dei Fratelli Bulla di Roma.

“Anema e Core” è un lavoro a quattro mani, un’opportunità, un gioco, una sfida: «Ci piace definire questa opera una “edizione d’arte” – ha detto Francesco De Gregori – anche perché la parola “arte” riguarda tutti e due, seppure in modo diverso. Il vinile è materia, come materia sono i colori, la carta, il linoleum. Ma così come un pezzo di vinile può girare su se stesso e raccontare qualcosa del mondo così i colori, che pure hanno un tono e una frequenza, possono vibrare di volta in volta in ogni diversa e inedita partitura. Mi raccontava una volta Mimmo di quando in tempi ormai abbastanza lontani lavorava ascoltando alla radio la musica dei cantautori e li sentiva in qualche modo suoi compagni di viaggio e di avventura. Forse anche da qui la motivazione, o meglio, la necessità di questo incontro, la sua rarità, la sua semplicità, la sua bellezza».

«La musica per un pittore ha la forma dell’acqua – sottolinea Mimmo Paladino – fluida e mutevole, eterea e geometrica. Con Francesco abbiamo giocato all’antico molto serio gioco dell’arte: pagine variopinte, colle e torchi, alchimie di appunti poetici e voci cantanti forse di una notte a Capri».

Foto di Daniele Barraco