Accertati 138 casi di polmonite a Brescia. La Regione vuole vederci chiaro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 11 Set 2018 alle ore 9:43am

La Regione Lombardia vuole vederci chiaro sui 138 casi di polmonite accertati a Brescia. “Attraverso Ats Brescia” ha detto l’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, si stanno svolgendo indagini “volte a individuare possibili correlazioni tra i casi di polmonite che si stanno manifestando da alcuni giorni nei territori della Bassa Bresciana Orientale. Ad oggi, risultano 138 accessi per polmonite al Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri di Montichiari, Manerbio, Desenzano del Garda, Gavardo, Asola, Castiglione delle Stiviere e Mantova”.

“Stiamo facendo tutto ciò che si può fare. Sia con l’investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l’acqua, sia interrogando i pazienti per capire se c’è un elemento che li accomuna e individuare la sorgente, ma lavoriamo anche in altre direzioni. Non vogliamo lasciare nulla al caso”.

A chi gli ha chiesto se si stiano valutando anche controlli nell’aria, l’assessore ha detto: “Si, anche sull’aria stiamo iniziando a pensare di fare qualcosa”. “Stiamo lavorando in tutte le direzioni in sintonia con maggiori esperti e con l’Istituto Superiore di Sanità – ha poi aggiunto Gallera – Vogliamo dare un messaggio di rassicurazione alla popolazione. Contiamo nell’arco di poco tempo di riuscire a dare messaggi definitivi”. Al momento l’ipotesi che la legionella sia la causa del contagio “non si può dire esclusa, né che questo batterio sia per certo il fattore scatenante”. Per quanto riguarda il numero dei contagiati l’assessore ha confermato che sono fermi a 138 casi di accesso al Pronto Soccorso, di cui 124 ricoverati.

Montichiari (26 casi), Calvisano (20), Carpenedolo (34) e Remedello (11) e Acquafredda (9) i comuni maggiormente colpiti. Sono invece 16 i casi riscontrati fuori dalla provincia bresciana: sette ad Asola, 3 a Castiglione Delle Stiviere, uno a Canneto, Casalmoro, Guidizzolo, Porto Mantovano; Drizzona, Casalmaggiore e a Ostiano. “Un filo rosso unisce i cinque comuni bresciani: la presenza del fiume Chiese” dicono i sindaci del territorio ipotizzando che il picco di polmonite sia dovuto ad un batterio presente nell’acqua. Anche se va detto che in un Comune colpito, Calvisano con 18 casi, l’acquedotto non è presente. Negli ultimi due giorni si sono registrate anche due morti sospette. Quella di un 84enne di Carpenedolo morto dopo un ricovero per polmonite acuta e quella di una 69enne di Mezzane di Calvisano per la quale è stata disposta l’autopsia quando la famiglia stava organizzando il funerale.