settembre 24th, 2018

Di Maio: “Reddito di cittadinanza, pace fiscale a chi è in difficoltà e aumento delle pensioni minime”

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 11:20am

Pensioni e reddito di cittadinanza, “esclusi gli stranieri, facendo deficit”, e pace fiscale per le “persone in difficoltà”. E quanto vuole fare il vicepremier Luigi Di Maio, sottolineando come per il M5s “il condono fino a un milione di euro” sia veramente “inaccettabile. I furbi non vanno premiati, e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade”. (altro…)

Roma: eseguito con successo il primo trapianto di faccia in Italia. Donna ha ora un nuovo volto

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 10:50am

E’ durato ben 27 ore il trapianto di faccia eseguito su una donna di 49 anni presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, a Roma. Si tratta del primo intervento realizzato in Italia. Possibile grazie ad un donatore.

“Professore mi sento pronta: non ho più paura”. Angela, (la chiameremo così), 49 anni, è stata sottoposta sabato al trapianto di volto dicendo al professor Fabio Santanelli di Pompeo che ha diretto l’equipe chirurgica nei giorni precedenti all’intervento: “Lo voglio fare”. Da anni Angela aveva smesso di guardarsi allo specchio. Rifuggiva qualsiasi superficie che potesse renderle indietro gli effetti devastanti della neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica che le aveva stravolto il viso fin da quando era una ragazzina.

“E’ stato come dirigere un concerto, nel quale bisogna coordinare una serie di artisti per sviluppare un’opera” ha rivelato il professore Fabio Santarelli a capo dell’equipe medica.

Il fatto di essere stati gli apripista in Italia per questo tipo di interventi “non è importante”, ha detto ancora Santanelli. “Non abbiamo mai pensato al fatto di essere i primi, ma solo alla possibilità e al piacere di aiutare un paziente. Ora abbiamo la speranza che questo intervento possa aprire la strada ad altri simili, abbiamo qualche persona già in lista d’attesa ma sono sicuro che con la diffusione della notizia più pazienti capiranno che possono fare l’intervento”.

Boom di mal di schiena già a 11 anni a causa dei tablet. Lo sport può ridurre il rischio

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 9:00am

Il mal di schiena colpisce sempre più i bambini, con dolori anche invalidanti fin dall’inizio della pubertà. La colpa è da attribuire anche alle ore passate con la schiena china su tablet e pc, fare sport in modo regolare può ridurre il rischio di sviluppare lombalgie. “Sempre più spesso i bambini iniziano a soffrire di mal di schiena in età adolescenziale, intorno agli 11 anni, e la colpa è delle abitudini scorrette, mancanza di attività motoria e passatempi sedentari, che modificano l’atteggiamento posturale – spiega David Pomarici, fisioterapista, osteopata, responsabile del Servizio di posturologia dell’età evolutiva presso il GRUPPO INI, Istituto Neurotraumatologico Italiano -. Ma attenzione, postura sbagliata non significa maggior rischio di patologie della colonna vertebrale, come la scoliosi e la cifosi. Lì c’è un aspetto genetico e familiare”.

Se si vuole prevenire il mal di schiena, bisogna dunque dire no a tablet, smartphone e videogames in nome dello sport. “In Italia molti bambini praticano sport solo un’ora a settimana, la maggior parte ha la televisione in camera, molti altri, invece, passano più di due ore al giorno davanti alla tv e ai videogiochi. Questo è uno dei principali fattore di rischio non solo per l’aumento del peso ponderale ma anche per il mal di schiena.

Secondo l’esperto “L’ideale sarebbe quello di praticare almeno un’ora di attività fisica al giorno, sport, gioco all’aria aperta, corsa o passeggiata”.

“Si deve iniziare già dai 6 anni, preferibilmente sport individuali, come arti marziali e nuoto, perché il bambino inizia ad avere consapevolezza del proprio corpo, poi dagli 8 ai 12 anni può passare a uno sport di squadra – afferma l’osteopata -. Lo sport infatti aiuta nel percorso di crescita fisica e psichica e, insieme a sane abitudini alimentari, contrasta sedentarietà e cattive abitudini posturali. Poi per il mal di schiena ci sono alcuni sport più indicati di altri. L’equitazione, ad esempio, migliora la postura e l’equilibrio, a differenza del nuoto, della danza classica o del tennis”.

Ma allora cosa fare nel caso in cui, invece, i primi dolori e fastidi alla schiena siano già insorti? “L’osteopata fa una prima valutazione clinica generale – spiega Pomarici – Valuta l’armonia o la disarmonia della colonna vertebrale, l’appoggio podalico, la masticazione, il sovrappeso ponderale, ma anche l’aspetto psicologico, perché la postura risente delle emozioni, del nostro carattere. Laddove si riscontrano dei problemi, dei paramorfismi o dimorfismi, scoliosi già strutturate o ipercifosi, si invia il paziente da uno specialista ortopedico”.

Arriva la Mayochup, la salsa di maionese e ketchup

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 8:53am

La nuova salsa è già stata lanciata in Medio Oriente ma ora si appresta anche ad arrivare anche sugli scaffali americani. E per l’occasione la Heinz ha preparato un contest, avviato su Twitter.

Quale sarà la città che per prima potrà gustare la Mayochup?

I cittadini sono invitati a votare a colpi di click. Mentre noi europei non possiamo fare altro, al momento, che essere pronti per lo sbarco anche nei nostri supermercati. Ma nel frattempo, continuare a mischiare maionese e ketchup alla vecchia maniera.

Sì, perché questa nuova salsa rosa, altro non è che è un mix tra maionese e ketchup.

Ospedali: mancano gli infermieri, ne occorrerebbero almeno 9mila in più solo in Campania

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 7:39am

Mancano 53mila infermieri in tutto in Italia e per questo motivo i sindacati alzano la voce: “Così si gioca con la vita dei pazienti”. A soffrire sono soprattutto le regioni del sud come nel caso della Campania dove ne servirebbero quasi 9 mila.

Ogni infermiere dovrebbe assistere sei malati per turno, mentre in realtà gliene toccano circa il doppio con punte anche di 17 in Campania. Inoltre secondo l’Ocse, ogni medico avrebbe bisogno di almeno tre infermieri per coprire 24 ore su 24 l’assistenza al paziente ma in molte regioni italiane oscilla su due unità.

“Quello che non funziona è il blocco delle assunzioni che da dieci anni le varie finanziarie continuano a perpetuare – spiega Michelangelo Librandi, segretario nazionale Uil-Fpl, il comparto dei lavoratori della sanità –. Al di là del numero chiuso per i corsi universitari qui non siamo in grado nemmeno di poter assumere persone per il turnover di chi va in pensione. Chiediamo al governo che il decreto concretezza della ministra Bongiorno faccia una verifica di quello che è il mondo della sanità, iniziando dalla carenza di infermieri. Devono fare un piano di assunzioni importante per fornire la giusta copertura. Inoltre è vero che ci sono ospedali sguarniti ma dobbiamo farci carico anche della richiesta di servizi sanitari sul territorio, nelle case”.

Il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari per le Professioni sanitarie acuisce il problema, visto che sarà disponibile in media solo un posto ogni tre concorrenti. Il test di ingresso tenutosi nei giorni scorsi, il 12 settembre, a cui hanno partecipato circa 75 mila studenti con il sogno di diventare infermiere, fisioterapista, ostetrica, dietista e igienista dentale (sono 22 gli indirizzi possibili). Per i risultati emersi si evince che per ognuno dei 37 atenei dove si sono svolti i test esiste un proprio calendario ma, in linea di massima, entro la fine del mese usciranno le graduatorie.

I posti disponibili sono appena 23.487 per 409 corsi di laurea di cui il più richiesto è quello per infermiere con 14.758 posti da contendersi al test di ingresso.

Arriva la mappa dei Paesi dove si muore prima dei 70 anni. In Italia si vive di più

Pubblicato il 24 Set 2018 alle 6:44am

Sono stati analizzati 180 Paesi, analizzando i decessi per malattie quali cancro, patologie cardiache, polmonari e diabete, dopodiché è stata ricavata la probabilità che un uomo e una donna di 30 anni possano morire prima di compierne 70. Lo studio è stato pubblicato su Lancet ed è tra quelli più dettagliati sulle malattie non trasmissibili. Gli scienziati dell’Imperial College di Londra affermano infatti che oggi per gli esseri umani, nella maggior parte delle nazioni mondiali, sia più probabile morire per malattie non trasmissibili che per altre malattie da contagio, come nel caso dell’HIV.

L’Italia – assieme a Spagna, Portogallo, Svizzera e ad altri diciotto paesi europei – ha mostrato di avere un rischio di mortalità basso. Nel Regno Unito, invece, un uomo di 30 anni ha una probabilità del 13% di morire prima dei 70 anni a causa di una malattia non trasmissibile. Sui dati di questo rapporto si è espresso il professor Majid Ezzati, a capo dello studio: “Le malattie non trasmissibili sono la causa principale di morte prematura per la maggior parte dei paesi. La povertà, la commercializzazione incontrollata di alcool e tabacco da parte delle industrie multinazionali e la debolezza dei sistemi sanitari stanno rendendo le malattie croniche un pericolo più grande per la salute umana rispetto ai tradizionali nemici come batteri e virus”. Alcuni esperti hanno manifestato preoccupazione, sottolineando come la maggior parte delle nazioni non rispetti gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite al fine di ridurre il numero di morti premature. Quasi 41 milioni di persone all’anno muoiono a causa di queste patologie e circa 17 milioni avviene in età relativamente giovane.

L’Onu tre anni fa ha chiesto di ridurre il numero di morti premature per malattia entro il 2030, ma solo 35 Paesi hanno deciso di fare qualcosa per raggiungere tale obiettivo per le donne e solo 30 per gli uomini. Tra le nazioni che si sono impegnate in questo importante progetto per la salute della popolazione di entrambi i sessi sono: Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia e Corea del Sud. Quelli che con molta probabilità non raggiungeranno l’obiettivo invece sono Regno Unito, Australia, Francia, Germania, India e Cina.