settembre 25th, 2018

Pisa, incendio sul Monte Serra. Settecento persone evacuate tra Calci e Vico. La Regione dice: “Sì allo stato d’emergenza”

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 1:45pm

Ettari ed ettari di boschi, olivi e montagna sono andati persi sui monti pisani. “Chi ha provocato tutto questo è un criminale”, dice uscendo dal container della protezione civile di Calci, nel Pisano, l’assessore Giovanni Sandroni. L’incendio che ha devastato il Monte Serra e altri crinali intorno è quasi certamente di origine dolosa: “Ha mai visto un incendio partire alle 22 della sera?” chiede ancora l’assessore.

Voci non ufficiali parlano di quattro diversi inneschi. Almeno settecento le persone sfollate nella notte tra i Comuni di Calci e Vicopisano, seicento gli ettari di bosco distrutti e una enorme nube di fumo che all’alba è arrivata fino alla città di Pisa.

Il fuoco, complice il forte vento che spira in queste ore sulla Toscana, si è rapidamente esteso minacciando le abitazioni nella località Montemagno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Pisa e varie squadre di volontari. In azione anche due Canadair, mentre quattro elicotteri non sono potuti decollare a causa del forte vento. In arrivo altre squadre dei vigili del fuoco dall’Emilia Romagna, mentre dall’aeroporto di Napoli è partito un elicottero S64 in dotazione alla Forestale, il mezzo aereo con la massima capienza d’acqua.

Il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha dichiarato lo stato d’emergenza: “Abbiamo già stanziato 200 mila euro e, una volta domato l’incendio, è importante che vengano programmati al più presto interventi di bonifica e operazioni per rimuovere gli alberi bruciati. Si tratta di passaggi fondamentali per ricostruire il quadro idrogeologico e impedire che alle prime piogge l’acqua dilaghi sul paese a velocità che potrebbe essere distruttiva”.

Decreto Salvini: cosa prevede su immigrazione, sicurezza, lotta alla criminalità organizzata

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 11:10am

Il 24 settembre 2018 il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza. Detto decreto si compone di tre titoli: il primo di riforma del diritto d’asilo e cittadinanza, il secondo di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata; e il terzo di amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.

Il decreto dovrà ora essere inviato al presidente della repubblica Sergio Mattarella che a sua volta deve rinviarlo alle camere dopo averne verificato la costituzionalità. Ecco in sintesi cosa prevede.

Abolizione della protezione umanitaria a tutti. Il primo articolo contiene nuove disposizioni in materia della concessione dell’asilo e prevede di fatto l’abrogazione della protezione per motivi umanitari che era prevista dal Testo unico sull’immigrazione. Oggi la legge prevede che la questura conceda un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che presentano “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”, oppure alle persone che fuggono da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione Europea.

La protezione umanitaria può essere riconosciuta anche a cittadini stranieri che non è possibile espellere perché potrebbero essere oggetto di persecuzione nel loro paese (articolo 19 della legge sull’immigrazione) o in caso siano vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta. In questi casi il permesso ha caratteristiche differenti. La durata è variabile da sei mesi a due anni ed è rinnovabile. Questa tutela è stata introdotta in Italia nel 1998.

Nel 2017 in Italia sono state presentate 130mila domande di protezione internazionale: il 52 per cento delle richieste è stato respinto, nel 25 per cento dei casi è stata concessa la protezione umanitaria, all’8 per cento delle persone è stato riconosciuto lo status di rifugiato, un altro 8 per cento ha ottenuto la protezione sussidiaria, il restante 7 per cento ha ottenuto altri tipi di protezione.

Con il decreto Salvini questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso dalle questure e dalle commissioni territoriali, né dai tribunali in seguito a un ricorso per un diniego. Sarà introdotto, invece, un permesso di soggiorno per alcuni “casi speciali”, cioè per alcune categorie di persone: vittime di violenza domestica o grave sfruttamento lavorativo, per chi ha bisogno di cure mediche o per chi proviene da un paese che si trova in una situazione temporanea di “contingente ed eccezionale calamità”. È previsto infine un permesso di soggiorno per chi si sarà distinto per “atti di particolare valore civile”.

Estensione del trattenimento nei Cpr. Ora gli stranieri che sono trattenuti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), ex Cie, in attesa di essere rimpatriati possono essere trattenuti al massimo per 90 giorni. Con il decreto Salvini (articolo 2) il limite si sposta fino a un massimo di 180 giorni.

Trattenimento dei richiedenti asilo e degli irregolari ai valichi di frontiera. L’articolo 3 del decreto prevede che i richiedenti asilo possano essere trattenuti per un periodo di al massimo trenta giorni nei cosiddetti hotspot per accertarne l’identità e la cittadinanza. Il richiedente asilo può essere trattenuto, inoltre, per al massimo 180 giorni all’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). L’articolo 4, infine, prevede che gli irregolari possano essere trattenuti negli uffici di frontiera, oltre ai Cpr, qualora non ci sia disponibilità di posti nei Cpr e con l’autorizzazione del giudice di pace, su richiesta del questore.

Più fondi per i rimpatri. All’articolo 6 è previsto lo stanziamento di più fondi per i rimpatri: 500mila euro nel 2018, un milione e mezzo di euro nel 2019 e un altro milione e mezzo nel 2020.

Revoca o diniego della protezione internazionale e dello status di rifugiato. Il decreto estende la lista dei reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o della protezione internazionale: saranno inclusi pertanto anche i reati come violenza sessuale, produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione, furto, furto in appartamento, minaccia, violenza o resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, se il rifugiato tornerà nel paese d’origine, anche temporaneamente, perderà la protezione internazionale e quella sussidiaria.

Restrizione del sistema di accoglienza. Il sistema Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati sarà limitato solo a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

Esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo. L’articolo 13 del decreto prevede che i richiedenti asilo non si possano iscrivere all’anagrafe e non possano quindi accedere alla residenza.

Riforma della cittadinanza. Il decreto prevede che sia modificata la legge italiana sulla cittadinanza del 1992. La domanda per l’acquisizione della cittadinanza potrà essere rigettata anche se è stata presentata da chi ha sposato un cittadino o una cittadina italiana. Finora le domande per matrimonio non potevano essere rigettate. Il contributo richiesto per la domanda aumenta da 200 a 250 euro, inoltre è prolungato fino a 48 mesi il termine per la concessione della cittadinanza sia per residenza sia per matrimonio. È inoltre introdotta la possibilità di revocare (o negare) la cittadinanza a chi viene condannato in via definitiva per reati legati al terrorismo. La revoca è possibile entro tre anni dalla condanna definitiva, per decreto del presidente della repubblica su proposta del ministro dell’interno.

Braccialetto elettronico. L’articolo 17 del decreto estende le ipotesi di reato che consentono al giudice di adottare il provvedimento di allontanamento dalla casa di famiglia e prevede inoltre l’uso del braccialetto elettronico anche per imputati dei reati di maltrattamento domestico e stalking.

Taser. L’articolo 21 stabilisce che le polizie municipali dei comuni con più di centomila abitanti possono sperimentare l’uso dei taser, cioè di armi a impulsi elettrici.

Estensione dei daspo. I daspo, cioè i divieti di accedere a manifestazioni sportive, saranno estesi anche a chi è indiziato per reati connessi al terrorismo. Il cosiddetto “daspo urbano”, introdotto dal decreto Minniti sulla sicurezza nel 2017, si potrà applicare anche nei presidi sanitari, in aree in cui si stanno svolgendo fiere, mercati e spettacoli pubblici. Infine il blocco stradale tornerà a essere un reato penale e non un reato amministrativo.

Criminalità organizzata e beni confiscati alla mafia. L’ultima parte del decreto contiene disposizioni sul contrasto alla criminalità organizzata e alla gestione dei beni confiscati alla mafia. Rafforzato lo scambio di informazioni tra le diverse amministrazioni interessate al fenomeno della criminalità organizzata. I subappalti sono sanzionati con la reclusione da uno a cinque anni, l’apertura dei cantiere dovrà essere comunicata al prefetto per i controlli antimafia. Rafforzato lo scambio di informazioni tra i diversi organi di polizia, la possibilità di nominare commissari antimafia nei comuni in cui sono emerse irregolarità, inasprimento delle sanzioni (reclusione fino a quattro anni e multa) nei confronti di chi organizza l’occupazione di immobili, possibilità di usare lo strumento di intercettazioni nelle inchieste su chi occupa degli immobili, riorganizzazione dell’agenzia che si occupa della gestione dei beni confiscati dalla mafia.

Le Vibrazioni: Pensami Così, nuovo inedito, in rotazione dal 28 settembre. Dal 5 febbraio il “Così sbagliato – European tour”

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 8:48am

Pensami Così (Artist First/L’Equilibrista) è il nuovo inedito de Le Vibrazioni, che esce venerdì 28 settembre, in rotazione radiofonica e disponibile in digital download e piattaforme streaming.

Pensami Così arriva dopo le hit Così Sbagliato e Amore Zen, che hanno sancito il ritorno sulle scene della rock band milanese, suggellato da un lungo tour che in oltre 40 date ha registrato un grande successo. (altro…)

Taranto: una speranza dal congresso della Siut

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 7:29am

Dal Congresso regionale pugliese della SIUT (Società Italiana di Urologia Territoriale), tenutosi per la prima volta a Taranto, arriva notizie incoraggianti e un messaggio di speranza.

L’urologia è in continua e rapida evoluzione, tanto che sono state sviluppate nuove tecniche per la diagnosi dei tumori all’apparato genito-urinario, prostata e vescica, che permettono una individuazione più rapida e mirata di queste e altre neoplasie, nonché tecniche di intervento meno invasive che riducono drasticamente gli “effetti collaterali”.

A Taranto, ma più in generale in tutta la Puglia, nella sanità pubblica esistono centri di eccellenza all’avanguardia, in grado di garantire ai cittadini tutte le possibilità di trattamento delle patologie dell’apparato genito-urinario, come la chirurgia robotica e quella laparoscopica, o come le terapie ormonali di prima e seconda linea, e tutte le nuove terapie oncologiche.

Lo scopo degli specialisti ora è quello, oltre che della guarigione, anche quello di ridurre sempre più i tempi di degenza e di convalescenza e, soprattutto, garantire il pieno recupero alla vita quotidiana del paziente.

Proprio partendo dalla constatazione della eccellenza raggiunta dalla sanità pubblica in questo settore in Puglia, e a Taranto in particolare, come dimostrato dall’assoluto livello dei lavori presentati dai relatori a questo congresso regionale, non si comprende perché i cittadini continuino ad effettuare i cosiddetti “viaggi della speranza”, persino in regioni limitrofe come la Basilicata, con disagi e spese personali, nonché gravando così sul bilancio regionale. È un problema sollevato Gregorio Colacicco, direttore sanitario dell’ASL Taranto, che ha auspicato il miglioramento della “presa in carico” del paziente e un collegamento sempre più stretto tra la sanità territoriale, medici di famiglia e centri ospedalieri. Un auspicio ripreso anche da Corrado Aniello Franzese, presidente nazionale SIUT, che ha sottolineato come nella denominazione Società Italiana di Urologia Territoriale ci sia la parola “territoriale”, proprio come riconoscimento della necessità di legare sempre più le strutture di urologia al territorio in cui sussistono.

Oltre alle buone notizie, dalle relazioni degli epidemiologici è purtroppo giunta anche la conferma che nella provincia di Taranto i tumori alla prostata (16,1%) e alla vescica (13,4%) sono quelli che, dopo le neoplasie dell’apparato respiratorio (16,5%), colpiscono maggiormente la popolazione maschile.

Gli altri tumori dell’apparato genito-urinario presentano percentuali minori: rene e vie urinarie 2,9%, testicolo 1,3% e pene 0,3%: in pratica solo questi 5 tumori rappresentano il 34%, oltre un terzo dunque, di tutti quelli che colpiscono la popolazione maschile. Sono percentuali indicate nel “Rapporto 2017” elaborato dalla Direzione della ASL e basato sui dati del Registro Tumori della Provincia di Taranto (anni 2006-2012).

Al riguardo il dottor Gaetano Ressa, specialista urologo della ASL di Taranto, nonché membro del comitato scientifico del congresso e del consiglio direttivo della SIUT, introducendo i lavori ha evidenziato come sia «critica la situazione nel Comune di Taranto che presenta per queste sedi tumorali eccessi soprattutto nel sesso maschile, che sulla base della letteratura depongono a favore di un presumibile coinvolgimento delle condizioni ambientali, lavorative oltre che degli stili di vita della popolazione residente».

«Infatti la Distribuzione dei tassi standardizzati diretti (TDS) dei vari Distretti Socio Sanitari della Provincia – ha poi spiegato Gaetano Ressa – evidenziano una prevalenza delle neoplasie delle vie urinarie (rene e vescica) nel Distretto Socio-Sanitario cittadino, rispetto a quelli della provincia. Se questa relazione è ampiamente dimostrata per i tumori della vescica nei quali il fumo di sigaretta (aumento del rischio di neoplasia di 4/5 rispetto ai non fumatori) e l’esposizione a sostanze tossiche (anilina, amine aromatiche di natura principalmente professionale e composti arsenicali eventualmente presenti nelle acque potabili) rappresentano i principali fattori di rischio, per il cancro della prostata sembra giocare un ruolo più importante la familiarità e le abitudini alimentari (abuso di carni, latticini e grassi)».

Al II Congresso regionale della SIUT, responsabili scientifici il dottor Gaetano Ressa e il dottor Igino Intermite, hanno partecipato alcuni dei più importanti urologi e oncologi pugliesi, nonché esperti di alte branche della medicina: il focus del congresso, infatti, è stato l’approccio multidisciplinare alle patologie urologiche, con particolare riferimento a quelle oncologiche della prostata e della vescica, nonché alle infezioni complicate delle vie urinarie.

Vitamina D e tumori, esiste un legame?

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 7:15am

Un recente studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute giunge alla conclusione che avere livelli alti di vitamina D nel sangue protegge contro il tumore più frequente in Italia, quello del colon-retto. Secondo un’altra ricerca sulla rivista scientifica Jama Oncology l’integrazione mensile di vitamina D ad alte dosi non risulta essere associata a riduzioni dell’incidenza o della mortalità per diversi tipi di cancro.

Antonio Russo, ordinario di Oncologia medica dell’Università di Palermo e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) spiega: “La vitamina D è una sostanza organica necessaria a tutti gli organismi animali per il normale funzionamento dei processi vitali. Viene assunta mediante gli alimenti e prodotta quando la pelle viene esposta ai raggi solari. L’azione della vitamina D è quella di promuovere l’assorbimento del calcio a livello intestinale per indirizzarlo alle sue varie funzioni. Tra le più note, sappiamo che adeguati livelli di vitamina D sono indispensabili per il mantenimento di un’ottimale mineralizzazione ossea con un ruolo insostituibile nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi post-menopausale e senile. La vitamina D inoltre è importante per il sistema immunitario e per i muscoli, così come in gravidanza sia per la madre che per il feto. Infine, è stato anche dimostrato che una carenza di vitamina D può essere correlata allo sviluppo di depressione, al declino delle funzioni cognitive e ai disordini cardiovascolari”.

“La vitamina D viene assunta attraverso gli alimenti come latte, formaggi, yogurt, uova (tuorlo), fegato di manzo, olio di fegato di merluzzo, cereali per la colazione e pesce (sardine, pesce spada, tonno e salmone soprattutto) – dice l’esperto -. Ci sono anche delle altre sostanze come la curcumina, le brassicacee (cavoli), gli acidi grassi omega 3 che possono favorire gli effetti della vitamina D. Inoltre, l’esposizione ai raggi solari rappresenta la principale fonte di produzione della vitamina D, tanto che un’esposizione al sole che provoca un leggero arrossamento della pelle equivale all’assunzione orale di vitamina D per circa 10mila unità internazionali al giorno. Da considerare che il fabbisogno giornaliero di vitamina D per l’adulto è calcolato in circa 400-800 unità quotidiane e che l’alimentazione in Italia fornisce circa 300 unità al dì”.

“L’associazione tra vitamina D e cancro è molto studiata sebbene il quesito rimanga oggi controverso e dibattuto – risponde Russo -. Infatti, se da un lato alcune evidenze scientifiche suggeriscono come elevati livelli di vitamina D possano ridurre il rischio di cancro (soprattutto di prostata, colon e mammella), dall’altro altri dati sembrerebbero andare in controtendenza con questa ipotesi. In realtà, leggendo bene tra le righe, molti autori convergono sul fatto che gli effetti della vitamina D possano cambiare a seconda della dose assunta. In particolare, sembrerebbe che molti dei benefici forniti dalla vitamina D andrebbero perduti quando questa viene assunta in dosi eccessivamente superiori”.

“I corretti livelli di vitamina D sono importanti per il mantenimento dello stato di salute di un individuo, sia nell’infanzia che nell’età adulta – sottolinea Russo -. Ad oggi però non esiste un consenso unico su quale sia la formulazione migliore da raccomandare. Quello che è certo che individui con riscontro di bassi livelli di vitamina D dovrebbero assumere un’integrazione utile al raggiungimento del valore target corretto raccomandato per ciascuna fascia di età dalle linee guida internazionali, coinvolgendo nella scelta il proprio medico di fiducia. Naturalmente, si consiglia l’assunzione di alimenti ricchi di vitamina D, oltre che una ragionevole esposizione ai raggi solari”.

Belen Rodriguez si è lasciata con Iannone. Ecco cosa dice di lei Fabrizio Corona

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 6:59am

Belen Rodriguez dopo le ultime notizie sulla rottura con Iannone, si avvicendano parecchi rumors. Si parla infatti di un possibile riavvicinamento tra la show girl argentina e l’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona.

A pochissime ore dalla diffusione della notizia sulla rottura tra Belen e Andrea Iannone (confermata in una storia su Instagram da Gabriele Parpiglia), arriva un altro fragoroso uragano sulla showgirl.

Sulle stories di Instagram, Parpiglia, molto amico di Corona e Belen scrive: “Al momento Belen e Andrea si sono lasciati. Lei cambierà idea? Boh. Ma è così. Anche Fabrizio è single, ma non sta con lei. Sono solo amici”.

Corona da parte sua, nel salotto della Toffanin sabato scorso ha dichiarato spiegando i motivi della rottura con Silvia Provvedi, in procinto di entrare nella Casa de “Il Grande Fratello Vip”: “La verità è che non siamo mai stati una coppia… penso di non averla mai amata… Le donne delle mia vita sono state solo due: Nina Moric e Belen Rodriguez”. “Oggettivamente siamo due persone diverse che non c’entrano nulla l’una con l’altra: sembriamo due estranei. Lei mi è stata vicino in un momento molto difficile… ma non la considero uno dei grandi amori della mia vita”.

E sulla Moric dice: “Nina è la persona più buona che esista sulla faccia della Terra ma è anche una persona molto problematica. E molti problemi nascono per colpa mia. Dopo anni ho ricucito finalmente i rapporti: io le persone buone me le porto dietro tutta la vita. Secondo me è ancora un po’ innamorata di me ma con Nina non tornerò mai insieme, però starò con lei tutta la vita. Il mio sogno è prendere una casa grande negli Stati Uniti e andarci a vivere tutti insieme”.

Mentre su Belen Rodriguez, da poco tornata single, spiega: “È stata il mio più grande amore. Quando ho bisogno lei c’è sempre. Lei ha raggiunto la pace dei sensi, è una bravissima mamma e ha una vita tranquilla, mentre io ho ancora il diavolo dentro che dovrei un po’ spegnere”.

Gianni Morandi, grandissimo successo per il concerto a sorpresa sul lungomare di Carloforte, oltre 12mila persone

Pubblicato il 25 Set 2018 alle 6:57am

Grandissimo successo sabato scorso per il live di Gianni Morandi sul lungomare di Carloforte per oltre due ore di musica dal vivo, dove ha intrattenuto oltre 12.000 fan che hanno cantato con lui i più grandi successi e le ultime canzoni contenute nell’ultimo album uscito l’autunno scorso, dal titolo ‘d’amore d’autore’.

Morandi ha voluto omaggiare con un concerto gratuito al molo centrale, allestito per l’occasione in collaborazione con il Comune di Carloforte, la terra che lo ha ospitato per le riprese della prima e seconda stagione della fiction tv di Canale 5 L’isola di Pietro. Una data speciale annunciata a sorpresa, con cui Morandi ha voluto chiudere anche il tour che lo ha portato nelle principali città italiane per tutto l’anno 2018.

Durante il live dell’altra sera, realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna e la Lux Vide, Gianni si è esibito in una setlist di oltre 40 brani, assieme ai giovani musicisti provenienti dall’area emiliana che lo hanno accompagnato in tour: Alessandro Magri direttore musicale, pianista e tastierista; Alberto Paderni alla batteria, Mattia Bigi al basso, Lele Leonardi e Elia Garutti alla chitarra, Simone D’Eusanio al violino, Francesco Montisano al sax, Lisa Manara, Augusta Trebeschi e Moris Pradella ai cori.