Papa Francesco – Un uomo di parola, un film documentario di Wim Wenders, al cinema

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Ott 2018 alle ore 7:44am

E’ da ieri 4 ottobre al cinema, dove vi resterà fino al prossimo 7 ottobre, il film – documentario sul dialogo, il pensiero di Papa Francesco .

Un film del pluripremiato regista tedesco Wim Wenders, che racconta un grande argentino. La pellicola, distribuita da Universal Pictures, dal titolo PAPA FRANCESCO – UN UOMO DI PAROLA vede la partecipazione dello stesso pontefice. .

Il film racconta la chiarezza delle posizioni di Papa Francesco come solo i Maestri sanno fare: tenendosi un passo sempre più indietro.

Il lavoro del regista tedesco, che tra l’altro non è cattolico, e dunque fonte super partes, grazie anche ad una formazione che rappresenta un unicum, è stato proiettato il 3 ottobre al Palazzo della Nazioni Unite a Ginevra, come occasione per riaffermare la bellezza del dialogo e dell’ascolto, mentre la Svizzera attende il Pontefice “pellegrino ecumenico” per i 70 anni del WCC, è un percorso personale con Papa Francesco e non un documentario biografico.

Le idee del pontefice e il suo messaggio sono centrali nel film, grazie al materiale di archivio ma soprattutto grazie alle quattro lunghe interviste condotte dal regista nel corso di questi due ultimi anni. Avvicinato dal Vaticano già nel 2013, Wim Wenders dichiara di avere avuto una completa libertà nell’elaborazione del progetto, ivi compresa quella del montaggio finale e dell’accesso all’archivio video fotografico del Vaticano.

Molti, vedendo questo documentario, potranno chiedersi dov’è la mano di Wenders in tutto ciò?

Ebbene, la risposta sta nell’avere consentito alla figura di Francesco e soprattutto al suo pensiero di emergere con una semplicità che si rivela come saggezza nel leggere la contemporaneità alla luce dell’autenticità del Vangelo.

Non a caso Wenders apre con le immagini di Assisi e ritorna in più occasioni sulla vita di quel rivoluzionario (parola che non bisogna temere, dice Bergoglio) di cui questo 266esimo pontefice ha assunto per la prima volta il nome. Francesco (questo Wenders non lo dice) invitava i suoi confratelli a leggere il vangelo ‘sine glossa’, cioè letteralmente. Questo significa per Francesco leggerlo alla luce di quella ‘povertà’ di cui il santo di Assisi fu propugnatore (a differenza di come vorrebbero i cosiddetti integralisti che si appropriano della parola di Dio pretendendo invece di aderirvi).

Papa Francesco, nei colloqui e nel materiale di repertorio, affronta un’ampia gamma di temi senza mai sottrarsi e facendo della chiarezza delle posizioni assunte nelle varie materie, un punto di forza. Che però non si traduce mai in chiusura o in rifiuto del dialogo. Wenders lo sottolinea mostrando la molteplicità dei consessi internazionali e delle visite pastorali che alterna ai colloqui in cui il pontefice, guardando negli occhi l’interlocutore ma anche lo spettatore, ci conferma ogni volta che la fede (come affermava un altro importante sacerdote, David Maria Turoldo) non la si propaganda ma la si vive e se la si vive si propaganda da sé. Si leggono nel suo sguardo e nel suo sorriso la fede profonda nel Figlio dell’Uomo Gesù Cristo che vede però presente non solo nei riti ma soprattutto nell’umanità e in particolare in quella più vessata e privata della propria dignità.

Il trailer in italiano