Arriva dai muscoli l’ormone che spegne il diabete e l’obesità

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Ott 2018 alle ore 6:41am

Un ormone prodotto dai muscoli, è in grado di dare l’ordine al cervello e di spegnere così la fame. Ben presto, però, potrebbe diventare anche un’arma vincente per combattere diabete e obesità. E’ la scoperta fatta da uno studio tutto italiano, presentato in occasione del congresso organizzato dall’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), in corso in questi giorni a Berlino.

L’ormone blocca fame, chiamato irisina, è una citochina prodotta dai muscoli dopo aver fatto attività fisica, di cui si sa già che è in grado di stimolare la trasformazione del grasso da ‘bianco’ a ‘bruno’, di bruciare energia e calorie, e di controllare il metabolismo del glucosio.

Lo studio in questione condotto dall’Università di Bari ha aggiunto a questo quadro un nuovo tassello, scoprendo che l’irisina agisce anche a livello dei centri ipotalamici deputati al controllo di fame e sazietà, promuovendo l’attivazione dei geni anoressigeni.

Il risultato è che si attenua la sensazione di fame.
“Recentemente – spiega Nicola Marrano, dell’Università Aldo Moro di Bari, giovane ricercatore della Società italiana di diabetologia – il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che la somministrazione di irisina per 14 giorni nelle cavie migliora la tolleranza al glucosio, stimola la produzione di insulina glucosio-indotta e aumenta il contenuto di insulina all’interno delle cellule che la producono, così come il numero di queste cellule. L’obiettivo del nostro studio – prosegue – è stato quello di approfondire gli effetti della somministrazione di irisina per via intraperitoneale sulla produzione dei principali ormoni coinvolti nel controllo del peso corporeo e del comportamento alimentare, come la leptina e la grelina”.

DAI MUSCOLI ORMONE CHE SPEGNE FAME, ARMA ANTI-DIABETE E OBESITÀ : LO STUDIO
Come non avere fame: ecco lo studio sull’ormone che spegne la fame. Dodici topi hanno ricevuto iniezioni intraperitoneali giornaliere di irisina o di placebo per 14 giorni. La somministrazione dell’ormone non ha provocato modifiche nella produzione di leptina o di grelina, così come nel peso corporeo e nel comportamento alimentare, ma i topi trattati con irisina hanno mostrato un incremento dell’espressione dei geni anoressigeni a livello ipotalamico. “Questo suggerisce che tale ormone può promuovere la perdita di peso e la riduzione dell’introito calorico a lungo termine – sottolinea Marrano – un risultato di particolare importanza nel contesto di malattie come l’obesità e il diabete di tipo 2”.

“L’irisina rappresenta un ormone con molteplici e interessanti proprietà – afferma Francesco Giorgino, professore ordinario, direttore del Dipartimento dell’emergenza e dei trapianti di organi all’università degli studi di Bari Aldo Moro – A oggi, però, i suoi effetti sul sistema nervoso centrale non erano mai stati esaminati. È interessante notare come un ormone che possiede effetti favorevoli sul controllo della glicemia e del peso sia anche in grado di attivare geni che mediano la sazietà. Questi risultati rendono l’irisina un interessante candidato per lo sviluppo di nuove terapie per le persone affette da diabete mellito di tipo 2, in particolare se anche obese”, conclude.