Omicidio Desirée Mariottini, svolta nelle indagini: sono tre i fermati. Si cercano altre persone

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 25 Ott 2018 alle ore 1:36pm

E’ arrivata questa notte la svolta nelle indagini condotte sull’omicidio di Desirée Mariottini, la 16enne trovata morta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in uno stabile abbandonato a via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo a Roma. La Polizia ha eseguito nella notte due fermi per stupro e omicidio. In mattinata è stata poi la volta di un terzo uomo: un nigeriano di 40 anni posto in stato di fermo.

Il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Procura della Repubblica, è stato eseguito dal personale della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo nei confronti di M.G., senegalese di 27 anni irregolare sul territorio italiano e B.M., senegalese di 43 anni e anche lui irregolare sul territorio italiano. I due sono ritenuti responsabili, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

I fermati, secondo quanto hanno accertato dagli investigatori, avrebbero “somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza” per poi “abusarne sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre”. Secondo le prime ricostruzioni, infatti, emerge che probabilmente Desirée conosceva i suoi aguzzini ed era stata altre volte nel casolare abbandonato di via dei Lucani. La ragazza sarebbe rimasta in stato di incoscienza per diverse ore prima di morire e le sarebbe stata somministrata una dose di droga il 18 pomeriggio. Mentre era in stato di incoscienza sarebbe stata quindi abusata.

Il terzo fermato per l’omicidio e lo stupro di Desirée, è un nigeriano di 40 anni: rintracciato e portato in Questura, l’uomo è stato ascoltato in mattinata dagli investigatori della Squadra Mobile di Roma. Il fermato è stato trasferito in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo.

“Ora voglio giustizia per Desiree, voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze”. Queste le parole di Barbara Mariottini, la mamma di Desiree, alla notizia dei fermi per lo stupro e l’omicidio della figlia. Chiusa in casa a Cisterna di Latina la donna ha preferito restare con la sua famiglia e lasciare Roma dove Desiree è morta.

Erano cominciati ieri all’ora di pranzo gli interrogatori delle persone forse coinvolte. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Stefano Pizza sono arrivati in questura intorno alle 13 per sentire una decina di persone, nomi che erano stati fatti dai testimoni presenti quella notte.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato con un tweet quanto accaduto, ricordando che proprio ieri si era recato sul luogo del delitto per dare conforto e supporto alle persone del posto promettendo giustizia, sicurezza, legalità, per la cittadinanza e per la povera ragazza uccisa, ma che era stato contestato da appartenenti ai centri sociali. “Due immigrati clandestini fermati stanotte per lo stupro e la morte di Desirée, altri due ricercati. Grazie alle Forze dell’Ordine, farò di tutto perché i vermi colpevoli di questo orrore paghino fino in fondo, senza sconti, la loro infamia”.

L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, ha poi ribadito quanto detto ieri, cioè che ora è “il momento di dare più poteri al sindaco di Roma”.