Terra dei fuochi, dall’esercito ai droni, cosa prevede il protocollo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 20 Nov 2018 alle ore 11:24am

E’ stato firmato ieri a Caserta il protocollo d’intesa sulla Terra dei fuochi, con cui il premier Conte e i vice Salvini e Di Maio mettono in campo un “piano d’azione contro i roghi tossici” per contrastare il fenomeno “delle discariche abusive e degli incendi dolosi”. “Terremo sotto controllo le aziende che producono scarti abusivi – promette Di Maio – e verificheremo che si proceda con le bonifiche”.

Salvini non ha partecipato alla conferenza stampa, ma hanno riferito fonti del Viminale, non esiste “nessuna polemica e nessun mistero. Il ministro non è intervenuto perché doveva far rientro a Roma per partecipare, come unico esponente del governo, a una cena al Quirinale”.

Luigi Di Maio ha inoltre sottolineato che “ogni giorno dovremo controllare che i presidi sensibili siano controllati, che si si stia avanzando con il piano delle bonifiche. Abbiamo scelto la strada più difficile, non quella degli slogan”. Il vicepremier ha poi aggiunto che il governo “controllerà e chiuderà, se serve, aziende abusive che poi hanno prodotto gli scarti di contraffazione che venivano bruciati o interrati”. Per il ministro del Lavoro la bonifica della Terra dei fuochi è “un lavoro più grosso di qualsiasi altra sfida del governo”.

Possibile anche un inasprimento delle pene per gli ecoreati: se necessario si farà “perché abbiamo le mani libere”, ha detto il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, spostatosi con Di Maio e altri ministri a Caivano. Quanto alla legge esistente si sta facendo un tagliando per valutare “quanto sia efficace”. “Chi inquina è come il mafioso” e “deve pagare”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annunciando il deposito di una nuova legge “Terra mia” a gennaio. Dalla Difesa arriveranno uomini a presidio dei siti di stoccaggio, ma anche droni e satelliti, ha precisato la ministra Elisabetta Trenta. E Barbara Lezzi, titolare del dicastero per il Sud, ha spiegato che il riciclo completo serve anche a spendere bene e meglio i soldi dei fondi strutturali Ue.

Previsti anche dei programmi di prevenzione con i medici di base.

E in tutto questo, invece di essere contento che qualcosa si stia realmente muovendo, dopo oltre 30 anni di promesse non mantenute per la Campania e la Terra dei fuochi, il presidente della regione Campania Vincenzo de Luca, in una conferenza stampa convocata a Caserta, e tenuta dopo la firma con Conte e i ministri del protocollo sulla Terra dei fuochi, ha dichiarato: “Da sette giorni stiamo assistendo ad una campagna propagandistica, mistificatoria e irresponsabile, che non ha fatto altro che arrecare un grave danno di immagine alla Campania e alla sua economia. Al contrario di quanto si va dicendo, oggi non c’è alcuna emergenza rifiuti, non siamo nel 2008”.