Naso che cola: quando non è raffreddore. I possibili rischi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Nov 2018 alle ore 6:05am

È una storia a dir poco surreale quella capitata a Greg Phillpotts, un uomo residente a Johnston County nel North Carolina.

Phillpotts come lui stesso ha raccontato all’emittente americana Abc, da 5 anni soffriva a causa di quello che credeva essere un semplice e fastidiosissimo raffreddore dovuto ad una fortissima forma allergica o ad una bronchite cronica.

Il suo naso, infatti, gli colava in modo continuo nel corso della giornata e non gli dava pace neanche di notte. “Poteva succedere ovunque: sull’aereo o mentre cucinava. Una volta ho rovinato la cena del Ringraziamento” ha raccontato l’uomo ai giornalisti.

Complici anche le diagnosi risultate, poi errate, hanno spinto il paziente a cercare altra soluzione che alla fine ha poi trovato.

“Non facevo altro che infilarmi fazzoletti nel naso, poi però da febbraio la situazione è peggiorata e non riuscivo più a dormire, tossivo tutta la notte” ha, inoltre, raccontato Greg. Solo di recente, l’uomo è tornato in ospedale ottenendo la diagnosi esatta del suo problema: quello che gli colava dal naso non era del semplice muco dovuta ad allergia ma fluido cerebrospinale.

“Si tratta” ha spiegato il dottor Alfred Iloreta del Mount Sinai Hospital di New York “del fluido che circonda il cervello, serve a proteggerlo, ad attutire il contatto con le pareti del cranio da shock, traumi, colpi”.

Per risolvere la situazione era necessario un intervento chirurgico da fare anche al più presto. Il paziente, così, è stato sottoposto ad una operazione di chirurgia mini-invasiva, usando una parte di tessuto prelevato per tamponare la perdita.

I medici hanno spiegato che l’uomo è stato molto fortunato dato che spesso questa rara condizione di salute comporta anche la perdita dell’udito e altre gravi malattie. “Vengono chiamate infezioni ascendenti; i batteri risalgono dal naso al cervello provocando meningiti”.