dicembre 4th, 2018

Giornata Mondiale delle persone con disabilità: nessuna venga lasciata indietro!

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 11:29am

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità ha ulteriormente rafforzato il concetto di promozione dei diritti e del benessere delle stesse, rafforzando il principio di uguaglianza e la necessità di garantire a TUTTI una piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società. Se ne è parlato a lungo, ieri in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

Una ricorrenza istituita nel 1981 dall’ONU per promuovere appunto i diritti, il benessere e l’inclusione dei disabili nel mondo.

La Convenzione – che invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare gli ostacoli che intralciano il rispetto di questi diritti imprescindibili – si focalizza di fatto sulla necessità di garantire condizioni che consentano di vivere in modo indipendente (quando possibile ) e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo sociale.

Nessuno venga lasciato indietro” . Questo il principio di base della giornata che si è celebrata ieri 3 Dicembre 2018 per chiedere con forza, un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali ed un miglioramento di tutte le strutture che permettano un effettivo accesso ai servizi.

Le persone con disabilità, infatti, risentono maggiormente dei disagi sanitari, hanno minori opportunità economiche e lavorative e tassi di povertà più elevati rispetto alle altre persone che non hanno disabilità; e ciò è in gran parte dovuto alla mancanza di servizi adeguati per loro, nonché a causa delle limitazioni che hanno ad accedere alla tecnologia d’informazione, alla giustizia e ai trasporti.

Inoltre, per queste persone, diversamente abili, esiste anche un rischio maggiore, essendo soggetti più vulnerabili, sono più esposti ad atti di bullismo, violenza sociale e a soprusi.

L’obiettivo di questa giornata e delle manifestazioni a essa correlate, che si tengono puntualmente ogni anno, è quello di inserire nella sfera sociale, politica, economica e culturale della società anche le persone diversamente abili, facendo in modo che anche per loro venga garantita la piena uguaglianza di diritti.

Infatti, anche gli obiettivi Onu dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile puntano sul fatto che nessuno sia lasciato indietro, ivi comprese le persone con disabilità.

Per questo motivo, è importante far leva e migliorare i servizi sanitari nazionali, includendo anche terapie alternative, come ad esempio la pet therapy, che ha dato ottimi risultati, e tutte quelle strutture in grado di consentire un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone.

Poi altra cosa, molto importante. Affinché la celebrazione di questa giornata internazionale non sia vana, è importante, che tutti insieme, costruiamo contesti inclusivi facendo anche molta attenzione alle “parole” che vengano utilizzate per queste persone.

Occorre, infatti, usare un linguaggio appropriato che mette soprattutto “al centro le persone”, le consideri come tale. Che ci aiuti appunto ad andare oltre lo stigma che mette la disabilità sopra ogni cosa. Non si tratta, esclusivamente, di un puro esercizio di stile (oltre che per adeguarci alla terminologia utilizzata nella Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU, sottoscritta anche dall’Italia). Si tratta di qualcosa di più, di ancora importante e profondo: ossia, sottolineare il valore dato all’essere umano e al fatto che un attributo che lo caratterizza, la disabilità in questo caso, riguarda solo parte di esso e della sua vita, ma non lo rappresenta in modo unico.

Quindi, usare il linguaggio che mette al centro, “prima le persone”, ci permette appunto di togliere i pregiudizi e gli stereotipi e di vedere finalmente la persona, per come è, che cosa fa e quanto ha di bello da offrire a se stessa e alla comunità!

Perché, ricordiamocelo, queste persone sfortunate, hanno qualcosa da dare più di tanti altri! Sono più sensibili, generose, sono più dolci ed umane! Un esempio di forza e coraggio per tutta la società!.

Quindi, usiamo il nome di ogni persona, e se non lo conosciamo evitiamo etichette e usiamo il termine “persona con disabilità“, oppure “persona con sindrome di Down“, ecc.

Se ci aiutate in questa rivoluzione silenziosa, il mondo sarà un posto un po’ più giusto e più bello in cui vivere!

Saronno, 22enne pugliese violenta in stazione una sedicenne dopo averla minacciata con una pistola giocattolo

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 10:29am

L’ha presa di mira quando l’ha vista salire su di un treno della Brianza; l’ha seguita e minacciata facendo finta di essere armato e poi costretta a subire una violenza sessuale nel sottopasso di una stazione nella città di Saronno (Varese). Il suo Dna è stato trovato sul luogo dell’aggressione, con le impronte digitali lasciate su di un muro e un portellone anti-panico, che lo hanno incastrato, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza, arrestato.

Si tratta di Domenico Zamattio, 22enne di origini pugliesi senza fissa dimora, arrestato dai carabinieri di Saronno (Varese) in esecuzione di un fermo di indiziato delitto per violenza sessuale aggravata su minore. Il giovane è stato prelevato questa mattina da casa dello zio, a Rovello Porro (Como), dove a volte trascorreva qualche giorno prima di tornare a girovagare tra il Milanese e il Monzese dove era noto per precedenti di Polizia. Vittima, del aggressione avvenuta il 23 settembre scorso, è stata una sedicenne del Varesotto. Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei militari condotti dalla Compagnia di Saronno, Zamattio avrebbe preso di mira la ragazzina dopo averla vista salire a bordo di un treno regionale a Ceriano Laghetto. Salito sul medesimo convoglio con la sua bicicletta, l’avrebbe costretta a scendere alla stazione di Saronno Sud, dicendole di avere una pistola con sé in tasca. Una volta arrivati al sottopasso fuori dallo scalo ferroviario, l’avrebbe obbligata a subire atti sessuali. Traumatizzata, la sedicenne era stata soccorsa da alcuni passanti. Portata in ospedale, aveva raccontato l’accaduto ai carabinieri, con ciò che ricordava del suo aggressore. I rilievi effettuati dai carabinieri, avevano permesso di repertare materiale biologico e due impronte di palmo di mano. Il dna estratto dai carabinieri del Ris di Parma, comparato con il profilo del 22enne, ha dato esito positivo. Le impronte, confrontate con quelle in banca dati lo stesso.

Alle indagini hanno collaborato anche i carabinieri della stazione di Solaro (Milano) i quali, su indicazione dei colleghi di Saronno che hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione, riuscendo ad individuare i frame dove compariva il predatore sessuale; lo hanno individuato insieme ad altri profili tra decine di foto segnaletiche in loro possesso. Zamattio si trova ora nel carcere di Busto Arsizio, in provincia di Varese, in attesa della convalida del fermo.

Gravidanza: pronta la prima mini-placenta coltivata in laboratorio

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 9:49am

Dopo la placenta su chip e la mappa cellulare di quest’organo, è già pronta la prima mini-placenta coltivata in laboratorio: un successo straordinario, secondo gli scienziati, in quanto permetterà di svelare molti aspetti ancora sconosciuti della gravidanza e di studiare da vicino i cambiamenti fisiologici, metabolici e ormonali che avvengono durante questa fase della vita di ogni donna. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature e guidata dall’Università di Cambridge, ha prodotto placente così fedeli da dare risposta positiva ai normali test di gravidanza. (altro…)

Anziani, “generazione di 55 special”: indipendente e iper-connessa

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 8:13am

Secondo una recente studio internazionale, promosso da Amplifon e condotto da Ipsos, che ha esaminato i valori, le abitudini e i comportamenti di 6 mila over 55 di Italia, Australia, Francia, Germania e Stati Uniti, le persone in questa fascia d’età sono in salute, fanno regolarmente attività fisica, sono indipendenti fino all’età di 80 anni, e non possono fare a meno dello smartphone, in quanto, sono iper-connessi: quasi 8 su 10. Si collegano a internet più volte al giorno, per condividere emozioni, interessi, eventi con la famiglia. (altro…)

Tumore seno metastico, un nuovo farmaco può fermare la malattia per 2 anni

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 6:10am

Iss, tempo solo 2 generazioni per salvare il pianeta da cambiamenti climatici

Pubblicato il 04 Dic 2018 alle 6:07am

Il tempo stringe. Secondo L’Iss ci sarebbero solo 20 anni di tempo, ovvero due generazioni, per cercare di salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi hanno sulla salute umana e i nostri territori. (altro…)