Pilates, che cos’è e come usare al meglio il Reformer

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 02 Gen 2019 alle ore 6:15am

Il Pilates comprende due diversi tipi di allenamento complementari tra di loro ma che possono essere praticati anche separatamente l’uno dall’altro.

Il Mat work a corpo libero è il più conosciuto anche dalle frequentatrici delle palestre “normali”. Si svolge in corsi di gruppo, su un materassino e con l’ausilio di piccoli attrezzi (come palla, elastici, magic circle). Dietro questo allenamento c’è senz’altro il lavoro degli studi Pilates specializzati, un allenamento individuale o in piccolissimi gruppi che richiede l’impiego di attrezzature ad hoc, di grandi proporzioni: le cosiddette “macchine”.

Anna Maria Cova, fisioterapista e fondatrice della CovaTech Pilates School (www.covatechpilates.com), spiega che cos’è il Reformer (il nome completo è Universal Reformer) e il tipo di esercizi che questa “macchina” può permettere di fare.

Il Reformer è il più noto fra i grandi attrezzi utilizzati dal pilates.
Ha la forma di un lettino di legno o di metallo, è dotato di un carrello che può scorrere avanti e indietro e che è collegato a una resistenza, modulabile grazie a un sistema di molle di diversa misura e robustezza posizionate al di sotto dello stesso. Le molle si agganciano (o si sganciano, secondo il bisogno dell’allenamento) ad una delle due testate, dove si trova anche un supporto tubolare a forma di maniglione. All’estremità opposta, invece, sono attaccate due cinghie provviste di maniglie all’estremità libera, che scorrono in un sistema di carrucole e in cui si possono inserire mani o piedi.

Come si utilizza?
Sulla piattaforma mobile ci si può sdraiare, sedere o posizionare in modi diversi, per sfruttare molle e tiranti nell’esecuzione di un’ampia gamma di esercizi. L’allenamento sul Reformer è di tipo dinamico e l’instabilità dell’appoggio impone un lavoro costante di “core stability”, cioè un’attivazione continua dei muscoli della zona che Joseph Hubertus Pilates chiamava Powerhouse, deputata al mantenimento dell’equilibrio e della postura corretta. Per controllare il carrello, evitando che “scappi”, bisogna attivare sempre gli addominali.

Quali esercizi si possono fare?
Gli esercizi possibili sono veramente tanti e mettono in gioco tutta la muscolatura in modo sinergico, concentrando maggiormente l’attenzione su gambe, o sull’upper body. La presenza delle molle fa sì che gli stimoli allenanti siano vari e diversificati, perché si può lavorare in isometria (cioè mantenendo determinate posizioni ed evitando che il carrello si muova), oppure in movimento, contrastando la resistenza delle molle e controllandone sia la fase di allungamento che quella di accorciamento.

L’allenamento in questione può essere diversificato, con una resistenza quasi nulla, in questo caso la difficoltà consiste nel trattenere il carrello (che tende a spostarsi) attraverso il lavoro dei muscoli. L’intensità dell’impegno è modulabile e personalizzabile, aumentando o riducendo il numero di molle.

A cosa serve il pilates?

L’ideatore, Joseph H. Pilates, ha pensato al pilates per curarsi dai vari problemi di salute di cui soffriva fin da bambino: rachitismo, asma e febbre reumatica.

Con una grande forza di volontà e molto studio delle filosofie orietali, questo giovane dalla salute cagionevole ci ha regalato una preziosa disciplina che richiede concentrazione ma che ci regala consapevolezza del nostro respiro e molti benefici tipici della ginnastica dolce.

Dallo yoga ha preso in parte la pratica delle asana ma le tecniche di respirazione sono molto differenti. Possiamo praticare il Pilates sia frequentando corsi di gruppo in palestra sia se ci stiamo dedicando a un percorso di rieducazione posturale e stiamo facendo fisioterapia.

Ogni persona può trarre da questo allenamento benefici personali. In generale possiamo affermare che il pilates favorisce l’elasticità delle articolazioni e la fluidità dei movimenti, aiuta l’allungamento dei muscoli e incoraggia l’uso della mente per controllarli. Le parti del corpo, a parte la mente, su cui si focalizza sono i muscoli posturali e la colonna vertebrale.

Lo scopo principale per cui si inizia a praticare questa attività fisica è quello di rafforzare i muscoli della zona del tronco: addome, glutei, adduttori e zona lombare. In secondo luogo, il reallineamento della colonna vertebrale.

Il pilates fa bene a tutto l’organismo, in quanto fa acquistare una certa elasticità e linea, apporta benefici significativi a mente e corpo: aiuta a rilassarsi e a scaricare le tensioni quotidiane.