Alessandro Dobici, il fotografo dei vip da Gassman a Baglioni, raccontato in un documentario in Bianco e Nero di 20 anni di fotografia, domani 9 Gennaio 22.05 Rai5

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Gen 2019 alle ore 7:21pm


Alessandro Dobici, romano, festeggia 20 anni di carriera, iniziata a 23 anni come fotografo pubblicitario. Un anno dopo, nel 1994, il suo primo viaggio a Cuba, per un servizio di moda. Dai primi anni 2000 il viaggio continua in tutto il mondo per le campagne Valtur. La prima pubblicazione importante è un servizio fotografico per l’attore italiano Alessandro Gassman. Poi la passione per la musica, il contatto con il cantautore italiano Claudio Baglioni, con il quale nasce una lunga collaborazione e amicizia.

Alessandro Dobici, fotografo delle star è il primo italiano che ha presentato una mostra a Cuba. Un’antologia in bianco e nero, curata da Giuliana Scimè con 130 immagini che raccontano la vita dei cubani e i ritratti di personaggi famosi: Roberto Benigni, Giancarlo Giannini, Belen Rodriguez, Bernardo Bertolucci, Sabrina Ferilli, Valeria Golino, Claudio Baglioni, Francesco Totti, Rossella Brescia e tanti altri.

Immagini che tornano in ora in un documentario prodotto e realizzato da FISH-EYE Digital Video CreationB/N – Alessandro Dobici , venti anni di Fotografia“che andrà in onda domani sera, mercoledì 9 gennaio alle ore 22.05, su Rai 5.

Un bellissimo racconto sulla vita, professione, fotografia, i viaggi e la mostra cubana di uno dei maggiori fotografi italiani.

Alessandro Dobici con questo documentario apre le porte del suo lavoro, con un’indagine fotografica e documentaristica, che scopre un artista e professionista del suo tempo, in grado di dividere la sua attività tra arte e mercato, mantenendo al tempo stesso integrità e rigore: doti non comuni ai giorni nostri, che lo hanno portato ad essere uno dei più apprezzati e richiesti fotografi ritrattisti di personaggi famosi italiani.

Volti noti che conoscendolo, grazie anche all’esperienza fotografica vissuta, lo racconteranno a loro modo, dando un prezioso contributo a questo documentario su di lui e la sua incredibile arte.

La nostra intervista.

Come è nata la tua passione per la fotografia e qual’è stato il tuo punto di riferimento, il fotografo che hai ammirato?

All’età di 8 anni in vacanza mia madre mi chiedeva di schiacciare il tastino in alto a destra delle macchine fotografiche di quel tempo, lo facevo inconsapevolmente.
Dopo 10 anni ho capito che avrei voluto vivere scattando fotografie.

Quando fotografi vedi già in bianco e nero o è qualcosa che viene dopo, a scatto avvenuto?

Alcuni sostengono che il bianco nero consente a chi guarda di immaginare autonomamente il colore che si nasconde tra i grigi delle mie foto.
Pur apprezzando nella vita i colori penso che nelle mie foto la presenza del colore rappresenti solo una inutile distrazione quindi, in un certo senso, quando sono con la macchina vedo in bianco nero.

Come scegli i tuoi soggetti e qual’è il segreto per riuscire a racchiudere l’essenza di una persona?

Di fondo c’è il desiderio di conoscere ed incontrare quell’essenza. Quello che desidero è la ricerca del lato autentico delle persone, è così prezioso e sempre più coperto da tonnellate di impalcature che se riesci a tirarlo fuori puoi goderlo e mostrarlo a tutti.
Tutto questo è molto emozionante.